“Non escludo che mi chiamino presto per offrirmi la direzione de La Discussione. Sarei onorato di dirigere il giornale fondato da Alcide De Gasperi e lo farei anche gratis. La carta stampata è il mio grande amore”. A sentire Emilio Fede è quasi fatta: presto sarà il direttore responsabile del quotidiano, destinato a trasformarsi in settimanale. La testata ha smesso di stampare da quando sono stati chiusi i rubinetti dei finanziamenti all’editoria, tagli effettuati da Monti. “Per questo motivo non siamo più in edicola” dice Giampiero Catone, direttore politico de La Discussione, ex sottosegretario all’Ambiente nel governo Berlusconi, già segretario della Democrazia cristiana per le autonomie, poi passato al Pdl, poi in Futuro e Libertà, infine ritornato al fianco del Cavaliere.

Catone racconta di un progetto ambizioso, cordate d’imprenditori intenzionate a investire, di contatti con giornalisti della carta stampata. Sulla guida del giornale, però, Catone offre una versione diversa: “Ho contattato Emilio Fede, poi ci siamo incontrati casualmente ad una cena, ma non gli ho mai offerto la direzione del giornale. Possiamo giocarci quello che vuole, il direttore responsabile del giornale è e sarà Antonio Falconio. Io farò il vice”. Esclude anche che siano stati chiusi accordi con altri giornalisti e chiarisce un punto: “Fede, come tanti altri giornalisti illustri, potranno collaborare con noi, ma a titolo volontario, sia chiaro”. Gli sfugge il nome di Vittorio Sgarbi. Ironico, Sgarbi risponde: “Accetteri l’offerta solo se il giorno del lancio, La Discussione uscisse con il Fatto Quotidiano: senza il Fatto non c’è Discussione”.

Ironia a parte, sul progetto editoriale dell’ex parlamentare, Sgarbi nutre molti dubbi: “Solo in caso di una proposta seria, valuterei”. Ad ogni modo, domani (oggi, ndr) s’incontreranno e ne discuteranno. Sgarbi detta le sue condizioni per guidare la testata: “Se Catone pensa di fare La Discussione per andare con Berlusconi, non ho nessuna intenzione di farne parte, politicamente lo ritengo bollito”. I giochi sono quasi chiusi, la conferenza stampa per il ritorno in campo della creatura di Catone, che era stata fissata per il 24 giugno, è slittata al giorno dopo. Perché? Coinciderebbe con una delle sentenze a carico di Berlusconi. Quella sul processo Ruby.