“E’ assolutamente pretestuoso parlare di Ilva per motivare la scelta di andare nel gruppo misto”. Diego De Lorenzis, deputato 5 Stelle originario di Lecce, rifiuta di entrare nel caos delle polemiche che hanno accompagnato la defezione dei due colleghi della Puglia, ma non accetta che si usi la questione di Taranto come giustificazione. “Io non capisco. Credo che siano sbagliati i termini della discussione. Se un attivista si lamenta che il gruppo non sta facendo abbastanza per un problema del suo stesso territorio, forse dovrebbe chiedersi che cosa sta facendo lui in prima persona“.

La paura ora è che l’ennesima discussione in casa 5 Stelle rischi di offuscare il lavoro e le iniziative che l’assemblea sta prendendo in Parlamento. “Domani 8 giugno, incontreremo i cittadini di Taranto per parlare del problema. Uscire a poche ore da quell’evento, ci espone a domande di stampa e cittadini che rischiano di perdere di vista il vero problema”. Alessandro Furnari e Vincenza Labriola sulla questione sono stati chiari, Beppe Grillo ha una posizione sull’Ilva che loro non condividono. Accuse che De Lorenzis dice di non riuscire a capire: “Grillo esprime delle opinioni, ma ci siamo noi in Parlamento. Abbiamo un tavolo di lavoro sulla faccenda, perché non sono venuti a confrontarsi con noi? Avremmo potuto discuterne in tranquillità”. E ora il problema è il posto vuoto che lasciano: “Io credo”, conclude De Lorenzis, “che per essere corretti avrebbero dovuto dimettersi. Ora il Movimento si trova con due deputati in meno che possono lavorare nelle istituzioni”.

Assenze, poca partecipazione e interessi che vanno oltre l’attività politica. Le polemiche stanno lentamente sotterrando l’attività dei due nuovi membri del gruppo misto alla Camera. Malumori interni che si susseguono da alcuni giorni, anche se non tutti sono d’accordo. “Io ho lavorato a fianco di Vincenza Labriola”, dice Walter Rizzetto, deputato del Friuli Venezia Giulia, “e devo riconoscere il suo impegno. Non ho mai visto nella storia della Repubblica italiana tanta confusione solo perché qualcuno dice di entrare nel gruppo misto. Stiamo esagerando“. Difende il lavoro dell’ex collega il deputato, e alla richiesta di un commento sul comunicato stampa del gruppo M5S alla Camera, che li definisce due persone che hanno fatto poco o nulla, risponde: “No comment. Davvero non mi sento di dire niente”. E conclude: “Da quello che so i due hanno intenzione di mantenere fede agli impegni presi, quindi non vedo perché non dovrebbero restituire i soldi. E’ chiaro che il loro disagio non deriva solo dall’affare Ilva, ma c’è altro. Io rispetto la loro scelta“. Parole più moderate, che cercano di nascondere quello che nella realtà è l’ennesima ferita inflitta ad un gruppo che cerca di procedere tra mille ostacoli.

I rappresentanti a 5 Stelle in Parlamento si trovano costretti ancora una volta a giustificare dissidenze e voci critiche. E al centro sembrano esserci sempre più spesso i soldi: “Può darsi che altri ci lasceranno perché non vogliono restituire indennità e diaria non rendicontata”, commenta Carla Ruocco, eletta nel Lazio, “il fatto è che ridare indietro allo Stato queste cifre così elevate è un gesto che dimostra la motivazione che ha ciascuno di noi. Io lo faccio perché credo fermamente in questo gruppo, ma non mi meraviglia che ci sia qualcuno che non riesca a farlo”. Defezioni di anelli deboli del gruppo che non condividono più gli accordi presi in camppagna elettorale? La deputata non vuole sentire ragioni e dice che parleranno i fatti: “Io non posso dire che se ne sono andati solo per i soldi. Vedremo però cosa faranno adesso. Di sicuro sono fandonie quelle che dicono che non c’è democrazia all’interno del Movimento. Persone così è meglio perderle perché non portano nessun beneficio al gruppo”.

Duro il deputato della Lombardia, Manlio Di Stefano che su Facebook li definisce “Razzi e Scilipoti”, i due deputati dell’Idv passati poi al gruppo misto e ironicamente gli augura buon lavoro. Così come Gianluca Vacca dall’Abruzzo: “La situazione è semplice: sono due ‘parassiti’, nel senso che a fronte dei tanti soldi guadagnati hanno prodotto al momento pochissimo. Evidentemente ritengono di doversene andare e le motivazioni di cui hanno parlato sono piuttosto deboli”. Il gesto però fa riflettere chi nel Movimento è da sempre stato critico: “Io dissidente?“, commenta Adriano Zaccagnini su Rai Radio Uno, “Più che altro mi trovo in un momento di difficoltà psicologica e ho bisogno di riflettere. Per decidere di andare via è troppo presto, ma devo essere sereno per poter lavorare bene e quindi io starò dove troverò serenità. Grillo ha fatto grandi cose, ma ora gli dico che bisogna fare autocritica e guardare al proprio interno”. Per esempio: ”Grillo non dovrebbe farsi prenderela mano sul suo blog con frasi o post che dividono e creano disagio e che impediscono di far passare il nostro lavoro. Anzi, gli propongo di prestarci il blog per un mese e permetterci di diffondere quello che facciamo”.