A tre mesi dal flop elettorale Pier Luigi Bersani ha trovato i colpevoli. Beppe Grillo per la mancata formazione del governo del cambiamento, e questo si sapeva. La novità è Mario Monti, perché secondo l’ex segretario Pd (che rompe il silenzio in un’intervista a Ballarò) il sostegno leale al governo del professore è la vera causa della sconfitta del Pd a febbraio: “Non ci ha aiutati aver sorretto fino all’ultimo il governo Monti e poi abbiamo perso 4-5 punti che sono andati ai 5 Stelle e che indicavano una critica verso di noi e anche un segnale a chi ci dava per vincenti”.

Ora invece, secondo Bersani, la musica è cambiata. E il Pd ha trovato il riscatto alle elezioni amministrative grazie alla sua “linearità”: “Abbiamo avuto un buon risultato a queste elezioni amministrative – ha detto Bersani – nonostante siano avvenute in una fase di disaffezione dalla politica. Il fatto che M5S e Pdl non lo abbiamo avuto, vuol dire che la gente ha capito il nostro percorso e la linearità del nostro atteggiamento. M5S paga il conto perché non puoi pretendere i voti per poi non usarli”. 

E in casa Pd? Bersani resta allineato alla nuova segreteria del partito: “Abbiamo un ottimo presidente del Consiglio, ora dobbiamo governare e non farci degli altri film. Non ci sono altri candidati premier e il governo dura finchè il Paese lo sente e lo percepisce”. Parole dirette a Matteo Renzi? Per il rivale delle primarie di novembre l’ex segretario usa parole lusinghiere, ma con qualche frecciata: “Ha personalità, freschezza, intelligenza rapida ed è una personalità estremamente utile nella vita del Pd. Ma devo anche dire che, da parte sua non condivido alcune proposte e metodi che vengono venduti come nuovi e che mi sembrano solo delle rimasticature degli anni ’90”