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Presidente Repubblica, Prodi fermo a 395 voti, si ritira. I gruppi cercano nuovi nomi

Al Professore mancano cento voti. Sel: "Tutte le nostre schede per lui". Pd allo sbando. M5S: "Scegliete Rodotà e parte il governo". Pdl e Lega non partecipano allo scrutinio. Incontro a Palazzo Chigi tra Berlusconi e Monti, possibile convergenza su Anna Maria Cancellieri

Romano Prodi

Due giorni di votazione per il Quirinale. E due fondatori del Pd già bruciati. Perché dopo Franco Marini, ora anche la candidatura di Romano Prodi è caduta. Pier Luigi Bersani ha deciso di puntare sul Professore e inizialmente sembrava tornato tutto al proprio posto nel Pd: unità, entusiasmo, fiducia in sé. Ma al termine della seconda giornata è già tutto da rifare, partito compreso. Perché poche ore dopo il Pd si è sfaldato, con le dimissioni del segretario. Dopo il terzo scrutinio terminato con un nulla di fatto (valanga di bianche e 250 voti per Rodotà), al quarto il Professore è stato impallinato dai franchi tiratori: si è fermato in fatti a 395 voti, più di cento in meno di quelli che gli avrebbe garantito la coalizione di centrosinistra (498 senza contare i due presidenti delle camere). Hanno invece ottenuto più voti del previsto sia Stefano Rodotà, arrivato a 213, quando gli elettori del Movimento 5 Stelle sono 163, e Anna Maria Cancellieri (78 preferenze), sostenuta da Scelta Civica, che disponeva di 70 voti. Non hanno partecipato alla votazione Pdl e Lega.

Al quarto posto è arrivato Massimo D’Alema, con 15 preferenze. E ora è lui a diventare uno dei nomi più papabili per il Pd, insieme a Giuliano Amato. Perché Prodi è stato bruciato, visto che è rimasto lontanissimo dal quorum di 504. “La sua candidatura non c’è più”, ha sentenziato Matteo Renzi. Se con la candidatura di Prodi il Pd sperava in qualche divisione all’interno di Scelta civica e del Movimento 5 Stelle, l’obiettivo è fallito. A non dimostrare compattezza è stato invece proprio il Pd. Un partito sotto choc, tanto che dopo il quarto scrutinio Bersani ha convocato una riunione con i big democratici. In tutto sono mancati più di cento voti. Potrebbe non avere garantito tutte le sue 47 preferenze anche Sel, che fino al terzo scrutinio aveva votato per Rodotà. Ma Sel smentisce: “Tutti i nostri voti sono andati a Romano Prodi ed erano ‘segnati’”, sostiene il capogruppo di Sel alla Camera Gennaro Migliore, che dice che la loro indicazione era ‘R. Prodi’.

Ben più compatti sono rimasti gli elettori montiani, che hanno scelto Cancellieri non perché la candidatura di Prodi fosse sbagliata, ma perché “a essere sbagliato è stato il metodo”. E più compatti sono stati anche i 5 Stelle. Tutti uniti attorno al nome di Rodotà. Che continueranno a proporre domani, dopo che oggi hanno lanciato più di un messaggio al Pd. “Perché non Rodotà?” ha chiesto sul suo blog Beppe Grillo, rivolgendosi a Bersani. Un interrogativo che è andato di pari passo con una proposta arrivata dai capigruppo Vito Crimi e Roberta Lombarti: “Se il Pd voterà Rodotà per il Colle si apriranno praterie per il governo”. Una linea portata all’assemblea dei parlamentari grillini. “E’ il presidente dei cittadini e non dei partiti”, per cui qualunque nome indicherà Rodotà per formare un nuovo esecutivo, una volta presidente, “a noi andrà bene”.

Se ora il Pd non punterà su Rodotà, la scelta potrebbe ricadere su D’Alema, per Grillo “il candidato di Berlusconi”. Su D’Alema potrebbero confluire i voti del centrodestra. Che oggi non ha partecipato al quarto scrutinio per protesta contro la candidatura del Professore, che “divide” il Paese, come hanno accusato diversi esponenti di Pdl e Lega. Tra gesti eclatanti, come quello di Alessandra Mussolini che si è presentata in Aula con una maglietta con scritto “il diavolo veste Prodi”, e un sit-in fuori da Montecitorio in cui oltre a esponenti di Pdl e Fratelli d’Italia erano presenti anche attivisti di CasaPound. Mentre Berlusconi accusava il Pd di mancanza di democraticità.

Cronaca ora per ora

23.23 – Salta l’incontro tra Bersani e Monti a Palazzo Chigi e slitta a domani
Il leader del Partito democratico e quello di Scelta civica si vedranno domani mattina

23.05 – Chiusa l’assemblea Pd 

Clima molto teso. Dario Franceschini che ripete le parole di Bersani: “uno su quattro ha tradito”. C’è anche qualche applauso, qualcuno sincero, altri polemici

23.04 – Berlusconi: “Con Prodi il Pd ci ha dichiarato guerra”
”Prodi era il nostro nemico più evidente ed era dunque ideale per dichiararci guerra continuativa”. E’ il commento di Silvio Berlusconi. “Avevamo sperato – racconta il leader Pdl- che il Pd volesse condividere con noi la responsabilità del governo”

22.55 – Berlusconi: “Dimissioni di Bersani buona notizia”
”Vi do una notizia che vi farà tornare l’appetito: Bersani si è dimesso”. Così Silvio Berlusconi, durante una cena elettorale per Gianni Alemanno, commenta con i militanti Pdl le dimissioni del segretario del Pd

22.47 – Berlusconi: “O un nome condiviso o noi non votiamo”
Silvio Berlusconi è chiaro: “Se domani ci sarà un candidato idoneo per un governo condiviso daremo il nostro voto, altrimenti faremo come oggi e non parteciperemo alla votazione”. Il voto di oggi, aggiunge, è stato “non democratico e non accettabile”

22.40 Bersani: “Uno su quattro ha tradito”
”Fra di noi uno su quattro ha tradito”. E’ l’accusa che Pier Luigi Bersani lancia ai suoi, riferendosi all’ultima votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. “Ci sono pulsioni – ha aggiunto Bersani – a distruggere il Pd”

22.39 – Bersani: “Domani scheda bianca”
“Domani mattina ci asteniamo e faremo un’assemblea, mi auguro che si trovi una proposta con le altre forze politiche. Noi da soli il presidente della Repubblica non lo facciamo”, ha detto Bersani all’assemblea Pd

22.37 – Bersani: “Riprendere contatti con altre forze politiche”
“Nella situazione che si è creata bisogna riprendere contatti con altre forze politiche per impostare la soluzione per l’elezione del Presidente della Repubblica”

22.35 – Bersani all’Assemblea Pd: “Abbiamo prodotto vicenda di gravità assoluta”
”Abbiamo prodotto una vicenda di gravità assoluta, sono saltati meccanismi di responsabilità e solidaretà, una giornata drammaticamente peggiore di quella di ieri”, sono le parole di Bersani alla platea Pd 

22.32 – Bersani: “Consegno le mie dimissioni dopo voto Colle” 
“Per me è troppo”, ha detto il segretario Pd 

22.30 – Grillo: “A casa!”
Con questo grido Beppe Grillo accoglie da Udine la notizia delle dimissioni di Bersani

22.24 – Rosy Bindi arriva al Teatro Capranica
Rosy Bindi all’arrivo al teatro, scelto come luogo di riunione dall’Assemblea Pd, evita i cronisti 

22.00 – Senatore Esposito su Twitter: “Tra poco le dimissioni di Bersani”
“Tra pochi minuti @pbersani si dimetterà davanti all’assemblea dei grandi elettori @pdnetwork”, scrive il senatore Stefano Esposito su twitter

21.58 – Berlusconi lascia palazzo Chigi
Silvio Berlusconi ha appena lasciato palazzo Chigi dopo un colloquio, durato un’ora, con Mario Monti 

21.41 – Grillo: “Se nominano D’Alema o Amato sono finiti”
“Ora pensano ad Amato o a D’Alema. Se nominano questi qui, sono finiti. Saranno costretti a votare Rodotà domani e sarà una svolta epocale”. Lo dice Beppe Grillo intervenendo da Udine, in diretta streaming su La Cosa. 

21.33 – Renzi su Facebook: “Accuse di mio complotto contro Prodi da ridere”
“Per tutto il giorno sono stato accusato su Facebook di sostenere una candidatura, quella di Romano Prodi. Ora l’accusa è opposta: aver complottato contro la candidatura Prodi. Se non ci fosse di mezzo l’Italia sarebbe da ridere”, scrive in un post il sindaco di Firenze

21.32 – Domani alle 9.30 nuova riunione gruppo Pdl
Silvio Berlusconi ha convocato i suoi a Montecitorio per decidere cosa fare in vista del quinto scrutinio per l’elezione del Capo dello Stato

21.30 – Grillo: “Prodi se ne va umiliato”
“Prodi se ne va umiliato”. Lo dice Beppe Grillo intervenendo da Udine, in diretta streaming su La Cosa. “Rodotà Presidente – incalza poi  - altrimenti avremo un Presidente salva culo a Berlusconi”

21.29 – Renzi: “Non ho fatto fuori Prodi, ora Bersani indichi soluzione”

21.22 – Vendola su Twitter: “Grazie Prodi, garanzia anti inciucio”
“Grazie Prodi. Il tuo nome era garanzia di libertà dall’inciucio. Ora rivolgo un appello ad ognuno dei parlamentari e dei grandi elettori del Partito Democratico per convergere il proprio su Rodotà”, scrive su Twitter il presidente di Sinistra Ecologia e Libertà 

21.17 – Casson: “Franchi tiratori? Chiedete a Fioroni e D’Alema”
 ”I franchi tiratori del PD? Provate a chiamare Fioroni e D’Alema, magari scoprite qualcosa di più”, lo dice Felice Casson, senatore del Partito Democratico, al programma di Radio2 “Un Giorno da Pecora”

21.13 – Berlusconi a palazzo Chigi per incontrare Monti 
L’incontro servirà per fare il punto su una possibile convergenza del Pdl sul nome di Anna Maria Cancellieri come candidato al Colle. La proposta del ministro dell’Interno è stata avanzata da Scelta Civica

21.07 – Riunione “di urgenza” Pd
I gruppi parlamentari del Pd e i delegati regionali si riuniranno alle 22 “urgentemente” per discutere sul voto per l’elezione del Presidente della Repubblica.

 21.05 – Migliore, appello a Pd, ora Rodotà presidente
“Rodotà Presidente”: è questo l’appello che il capogruppo alla Camera Gennaro Migliore rivolge ai deputati del Pd dopo la rinuncia di Romano Prodi a candidato alla presidenza della Repubblica

 

21.04 – Scelta civica contatta Berlusconi e Bersani, ora votate Cancellieri
I vertici di Scelta civica stanno organizzando un incontro con Pdl e Pd

21.02 – Battibecco Civati – esponente M5S
“Rodotà ha sbagliato tutto”. Queste le parole di Civati all’esponente M5s che gli chiede di appoggiare Rodotà. “Facciamo l’accordo, facciamolo su Prodi. Ma per favore…”, dice Civati. Il grillino resta di sasso ed esclama: “ammazza, si è inc… davvero”.     

20.55 – Grillo: “Ora costretti a votare Rodotà” 
L’ex comico genovese è in collegamento telefonico ai simpatizzanti del movimento riuniti a Treviso: “Se propongono Amato o D’Alema – ha concluso – siamo al suicidio politico”

20.49 – Prodi ritira la sua candidatura 
Il risultato del voto e la dinamica che è alle sue spalle mi inducono a ritenere che non ci siano più le condizioni – è il congedo dell’ex presidente del Consiglio, che accusa - Chi mi ha portato a questa decisione deve farsi carico delle sue responsabilità”

20.44 – Rosy Bindi si dimette da Presidente Assemblea Nazionale
“Non sono stata direttamente coinvolta nelle scelte degli ultimi mesi né consultata sulla gestione della fase post elettorale e non intendo perciò portare la responsabilità della cattiva prova offerta dal Pd in questi giorni”, ha affermato 

20.01 – Pd, no dimissioni Bersani
Il Pd smentisce indiscrezioni giornalistiche in base alle quali il segretario del Pd Pier Luigi Bersani si dimette dopo l’esito del voto su Romano Prodi. 

19.45 – Prodi riflette se ritirare disponibilità
Romano Prodi sta riflettendo se mantenere o meno la propria disponibilità alla candidatura per la presidenza della Repubblica. Lo riferiscono fonti vicine al Professore che è ancora in Mali. 

19.40 – Monti: “Bene Cancellieri, attrae voti di altri partiti”
Mario Monti si rallegra per il risultato – giudicato ottimo – ottenuto da Anna Maria Cancellieri alla quarta votazione per il Quirinale sottolineando come Scelta Civica abbia espresso in modo compatto il proprio sostegno ad una candidata che, già in questa prima occasione, ha dimostrato di poter attrarre il consenso di altre forze. 

19.30 – Renzi: “Candidatura di Prodi non c’è più”
“La candidatura di Prodi non c’è più”, sentenzia Matteo Renzi. ”Oggi il segretario del Pd ha chiesto per l’unità del partito di offrire una candidatura molto autorevole. A Prodi tutti hanno detto sì, hanno fatto l’applausone, poi hanno fatto il contrario, il giochino dei franchi tiratori che non è una battaglia a viso aperto”.

19.11 – Bersani riunisce i big del Pd
Pier Luigi Bersani è riunito con i capigruppo, Dario Franceschini ed Enrico Letta, tutti sfilati in silenzio verso la stanza. “Sconforto” sono le uniche parole di Anna Finocchiaro. 

19.07 – Esultanza e abbracci nel Pdl
Scene di euforia tra le fila del Pdl che ha accolto il mancato raggiungimento del quorum e il risultato decisamente sotto le previsioni di Romano Prodi, con abbracci e ‘dammi il cinque’ di impronta sportiva. Molto soddisfatta Jole Santelli che ha abbracciato due colleghe di gruppo, mentre il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri si è precipitato nel cortile dicendo “ora Prodi se ne deve andare”, accompagnando la sua affermazione lo con un eloquente gesto della mano.

 

19.06 – Prodi 395 voti, Rodotà 213, Cancellieri 78
Sono 395 i voti che ha ottenutoRomano Prodi nella quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. 78 preferenze sono andate a Anna Maria Cancellieri, 213 a Stefano Rodotà e 15 a Massimo D’Alema. I risultati ufficiali sono stati letti dalla presidente della Camera, Laura Boldrini. 

19.01 – Prodi fermo a 395 voti, cento in meno della coalizione
Romano Prodi ha ricevuto alla quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica 395 voti, molto al di sotto del quorum richiesto di 504. I voti del centrosinistra sommati sono di 498 anche in considerazione del fatto che i presidenti di Camera e Senato non votano. 

18.51 – Prodi non raggiunge quorum
Romano Prodi non raggiunge il quorum per l’elezione al colle. Quando lo spoglio è ancora in corso il numero dei voti che non sono andati a Prodi hanno superato quota 231, oltre la quale Prodi (considerando anche le assenze del centrodestra) non può più raggiungere i 504 voti per l’elezione. 

18.42 – Grillo: “D’Alema è candidato di Berlusconi”
”Il Pd non riesce a esprimere una persona, mentre Berlusconi sta esprimendo come suo candidato D’Alema”. Lo ha detto Beppe Grillo in un comizio elettorale a Tolmezzo, in Friuli Venezia Giulia. “Questi stanno pensando a D’Alema, che ha regalato le concessioni tv a Berlusconi. Capite in che mondo stiamo vivendo? Il prossimo o è il presidente di garanzia degli italiani o è il presidente di Berlusconi”.

18.38 – Casini: “Avanti con Cancellieri”
“La mia valutazione personale è che Scelta civica debba continuare così, con Anna Maria Cancellieri”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini alla Camera, definendo quella di Prodi un’”ottima candidatura fatta nel modo peggiore”, un’”occasione sprecata”.

18.36 – Gasparri: “Se Prodi non viene eletto, deve sparire”

”Se Prodi non viene eletto deve sparire, inviterò il mio partito ad assumere iniziative drastiche nel caso in cui dovesse essere riproposto domani. Non è immaginabile. Se viene eletto ci opporremo politicamente, se non viene eletto deve sparire”. Queste le parole di Maurizio Gasparri (Pdl) a Tgcom24. “Marini ha preso più voti, se domani qualcuno dovesse riproporre Prodi denunceremo questa compressione della democrazia che c’è in Italia a livello internazionale. C’è la prevaricazione di un partito sul Parlamento e questa cosa dovrà essere denunciata”.

18.33 – Aula si riempie per scrutinio, entra anche il Pdl
L’Aula della Camera si e’ in granparte riempita in attesa di conoscere l’esito dello spoglio della quarta votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica. Anche il Pdl, che non ha partecipato al voto, ha fatto il suo ingresso nell’emiciclo riempendo lentamente i banchi del gruppo per seguire lo scrutinio. 

18.22 – Terminata quarta votazione, al via lo spoglio
Terminata, nell’Aula della Camera, la quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Ha ora inizio lo spoglio delle schede. Per eleggere il nuovo Capo dello Stato da questo scrutinio sono necessari 504 voti. 

18.00 – ‘Pontieri’ Pd tentano incontro con M5S
I ‘pontieri’ del Pd tentano un incontro con il Movimento 5 Stelle per provare ad aprire un dialogo sul Quirinale. “Ci stiamo lavorando”, conferma Pippo Civati, mentre dal M5S spiegano che segnali in tal senso sono arrivati in mattinata, “anche se un eventuale incontro – puntualizzano fonti grilline – per noi vorrebbe dire sederci al tavolo soltanto per capire i motivi dietro il loro no a Rodotà”. Anche Civati ammette che la strada del dialogo oggi sembra tutta in salita.

17.41 – Bindi: “Prodi presidente vittoria per l’Italia”
”Io tra i primi a fare il nome di Prodi? Non rivendico primogeniture, chi lo fa sbaglia”, dice Rosy Bindi (Pd). “Penso che Prodi presidente della Repubblica sarà una vittoria per l’Italia. Sarà la persona giusta per costruire quel dialogo anche col centrodestra. Nessuno dubiterà mai che Prodi dialoghi con Berlusconi se non per l’interesse generale e per il bene del paese”.

17.23 – Sit-in No Prodi, girotondi Fdi e “vaffa” di CasaPound
In attesa dell’esito della quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, in piazza Montecitorio militanti di Casapound e di Fratelli d’Italia gridano, a volte anche in maniera irriverente, il loro ‘no’ a Romano Prodi, candidato del Pd al Colle. Cominciano quelli di CasaPound che dal megafono urlano slogan conditi da ‘vaffa’ a Prodi. Di fronte a loro va in scena il girotondo di Fratelli d’Italia, che termina con ‘Prodi giù per terra’ e i militanti che si siedono in circolo. E anche se sono meno rispetto a ieri, i sostenitori di Stefano Rodotà, candidato al Quirinale di M5S, fanno sentire anche oggi la loro voce.

17.19 – Migliore (Sel): “Speriamo il M5S cambi idea su Prodi”
”Spero che ci sia una convergenza, abbiamo preso atto che il Pd non convergeva sulla candidatura di Rodotà e si è ricompattato sulla figura di Prodi che impedisce che ci sia una larga intesa e un accordo con Berlusconi. Per questo speriamo che anche il M5S ci pensi per impedire che il cambiamento si blocchi”. Queste le parole di Gennaro Migliore, capogruppo di Sel alla Camera. “In nostri voti sono decisivi – dice – quindi scegliere di mantenere un atteggiamento come quello che stanno tenendo i grillini rappresentava l’impossibilità da parte di Prodi di raggiungere la maggioranza. L’occasione della quarta votazione non va sprecata. Prodi ha tutte le caratteristiche per garantire i valori della Costituzione e l’unità del paese, la protesta di Berlusconi è pretestuosa”.

17.17 – Schifani: “Ora urne molto più probabili”
”E’ nella logica delle cose che adesso”, dopo che il Pd ha abbandonato il metodo delle larghe intese con il Pdl candidando Romano Prodi al Colle, “sia molto più probabile andare a votare”. Lo dice Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato, parlando con i cronisti alla Camera. 

17.12 – Camusso: “Triste che si sia discusso di nomi e non di caratteristiche”
”Se c’è un elemento di tristezza è che si è discusso a partire dai nomi e non dalle caratteristiche”. Così il segretario della Cgil Susanna Camusso a proposito dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, ribadendo di aver indicato la sua “preferenza” per una donna al Quirinale “in tempi non sospetti”. 

16.54 – Capezzone: “Berlusconi in sintonia col Paese”
”Silvio Berlusconi e il Pdl si confermano in sintonia con il Paese”. Lo afferma Daniele Capezzone, coordinatore dei dipartimenti Pdl. “Una larga maggioranza degli italiani è contraria alle prepotenze della sinistra. E’ nostro dovere denunciare l’arroganza di chi vuole issare Prodi al Quirinale, dimenticando che si tratta di una figura che ha caratteristiche divisive e laceranti. Esattamente il contrario di quanto si richiederebbe per la massima carica dello Stato”.

16.40 – Scelta Civica: “Unanime sostegno a Cancellieri”
“Si sono riuniti nella tarda mattinata di oggi i gruppi parlamentari di Scelta civica di Camera e Senato alla presenza del presidente del Consiglio, Mario Monti. All’unanimità hanno deliberato di sostenere con il proprio voto, nell’odierna votazione per l’elezione del Capo dello Stato, Anna Maria Cancellieri”. E’ quanto si legge in un comunicato. “Al termine delle votazioni di oggi – prosegue la nota – i gruppi si riuniranno nuovamente per valutare l’esito del voto e per assumere le relative decisioni”. 

15.59 – Mussolini con maglietta “Il diavolo veste Prodi”
”Il diavolo veste Prodi”: questa la scritta sulla maglietta con cui Alessandra Mussolini fa il suo ingresso nell’Aula di Montecitorio con tanto di passerella fino allo scranno della presidenza. Fischi dal Pd, che chiede che la Mussolini venga fatta uscire dall’emiciclo. 

15.58 – Franceschini respinto dai montiani mentre ‘chiede’ voti per Prodi
Acceso botta e risposta in Transatlantico tra un gruppo di parlamentari di Scelta Civica e l’ex capogruppo del Pd, Dario Franceschini, alla ricerca del sostegno montiano per la scalata di Romano Prodi al Colle. Un tentativo di persuasione andato a vuoto e respinto un po’ ruvidamente dal gruppo dei sette-otto di Sc tra i quali figurano i capigruppo al Senato Mario Mauro e alla Camera Lorenzo Dellai, insieme a Benedetto Della Vedova e Renato Balduzzi. Dateci una mano a eleggere Prodi, è la richiesta di Franceschini alla quale uno del gruppo montiano risponde: “Se non avete voti a sufficienza, oggi rischiate di bruciare pure la vostra candidatura politica (Prodi)”. Franceschini non demorde e insiste. Allora interviene Dellai che taglia corto: “Ci state chiedendo i voti? Perché allora non convincete i vostri franchi tiratori a votare per la Cancellieri?”.

15.54 – Casini: “Prodi candidato giusto, espresso male”
”Non ho nessuna sofferenza nel non votare Prodi – dice il leader Udc Pier Ferdinando Casini -. Ho amicizia verso Prodi che poteva essere il candidato giusto e che è stato espresso nel modo peggiore possibile. Cercavamo un presidente che unisse tutti gli italiani e rischiamo di trovare un presidente che unisce tutto il Pd’’.

15.43 – CasaPound fuori da Montecitorio, grillini cantano “Bella ciao”
Un drappello di militanti di CasaPound arriva davanti a Montecitorio e dai manifestanti pro-Rodotà parte “Bella ciao”. E’ accaduto anche questo davanti alla Camera dei deputati dove il caos è adesso completo. Sin da ieri un gruppetto di cittadini grillini e del popolo viola scandiscono slogan a favore di Stefano Rodotà; a questi si sono uniti nel pomeriggio manifestanti del Pdl chiamati a protestare contro l’ipotesi che Romano Prodi possa salire al Quirinale. Quindi, a sorpresa, sono rumorosamente comparsi una trentina di militanti di CasaPound, anche loro schierati contro Prodi. Nessun problema di ordine pubblico. La polizia schierata osserva tranquilla mentre i cameraman e fotografi riprendono la scena

15.37 – Al via quarta votazione, quorum a quota 504
Al via la quarta votazione, nell’Aula della Camera, per l’elezione del Presidente della Repubblica. Da questo scrutinio il quorum è a quota 504. 

15.32 – Fuori da Montecitorio protesta Pdl e Fdi
Dopo il presidio di grillini e cittadini di centrosinistra in favore di Stefano Rodotà, ora è il turno dei manifestanti di centrodestra che sventolano le bandiere del Pdl e di Fdi, per protestare contro la candidatura emersa da parte del Pd dell’ex premier Romano Prodi, il fondatore dell’Ulivo, a Presidente della Repubblica. “Il Quirinale rappresenta tutti gli italiani – urlano le decine di manifestanti -. Prodi invece è un uomo politico che divide, che segnerà un solco fra gli italiani”.  

15.29 – Berlusconi: “Pd non democratico”
”Noi riteniamo che l’Italia, il nostro Paese, sia più importante degli interessi di fazione della sinistra. Non riconosciamo democraticità e limpidità a questo voto e al comportamento del Partito Democratico”. Lo afferma Silvio Berlusconi alla riunione dei gruppi. “Dinanzi a questa situazione – prosegue – invito i nostri deputati e senatori, e anche gli altri parlamentari e rappresentanti regionali della nostra coalizione, a non partecipare al voto in questa quarta votazione”. 

15.26 – Grillo a Bersani: “Perché no a Rodotà?”
”Troppo colto? Troppo indipendente? Troppo onesto? Troppo popolare? Troppo presidente di tutti? Troppo pericoloso per i processi di Berlusconi? Troppo intransigente verso scandali come MPS?”. Queste le domande rivolte da Beppe Grillo sul suo blog a Pier Luigi Bersani sul mancato voto al candidato del M5S Stefano Rodotà. “Io vorrei una risposta da Bersani, non lo capisco, non riesco a capacitarmi del fatto che il suo partito non voti Rodotà. Proviene dalla sua area politica. E’ un uomo integerrimo”.

15.06 – Berlusconi: “Pd ha violato parola data. Li ostacoleremo e difenderemo la Carta”
”La candidatura di Marini è stata accantonata violando la parola data”. Lo afferma Silvio Berlusconi alla riunione dei gruppi del Pdl in corso alla Camera. “Stanno occupando tutte le istituzioni con il 20% dei voti”, dice il Cavaliere, che aggiunge: “Noi siamo qui per ostacolare la sinistra, difenderemo la nostra Costituzione, la nostra libertà, la nostra democrazia. Lo afferma Silvio Berlusconi alla riunione dei gruppi del Pdl alla Camera”.

14. 52 – Pdl e Lega non parteciperanno alla quarta votazione
Il Pdl ha deciso di non votare al quarto scrutinio. Decisione analoga l’ha presa l’assemblea dei grandi elettori della Lega, su proposta del segretario federale Roberto Maroni.

14.33 – Voti burla della terza votazione: da Prada a Versace fino a Antognoni e Guccini
Da Miuccia Prada a Claudio Martelli: anche nel corso della terza votazione per il presidente della Repubblica alcuni Grandi elettori si sono divertiti a scrivere “nomi burla” sulle schede. Così dallo scrutinio escono schede a favore dell’ex agente del Sismi Niccolò Pollari, del portavoce di Anna Finocchiaro e capoufficio stampa del gruppo Pd al Senato, Stefano Sedazzari, del giornalista Fabrizio Rondolino e del cantautore Francesco Guccini. Ma nell’elenco, spuntano anche i nomi di Fiorello, Santo Versace (già votato ieri) e dell’ex calciatore Giancarlo Antognoni. Infine un Grande elettore lancia nella “mischia” dei “papabili” anche Veltroni e, qualcuno più nostalgico, Pietro Ingrao.

14.18 – Lombardi: “Abbiamo detto a Rodotà che non c’è Prodi”
“Con Vito siamo andati questa mattina da Stefano Rodotà per dirgli di non fare passi indietro, di guardare all’entusiasmo con cui i cittadini hanno accolto la sua candidatura”. Lo dice la capogruppo alla Camera M5S Roberta Lombardi che spiega le ragioni della visita al loro candidato alla Presidenza. “Lui aveva percepito che ci potesse essere un possibile accordo sul nome di Prodi ed era quindi sul punto di fare un passo indietro: noi gli abbiamo fatto notare quella che è stata la reazione dei cittadini sul suo nome di questi giorni” dice Lombardi che sottolinea: “Prodi è nella nostra rosa ma è un nome dei partiti, Rodotà è invece il nome dei cittadini”. “Abbiamo incontrato Rodotà per conoscerlo – spiegano Crimi e Lombardi – è una persona splendida e lo dimostra questo suo gesto. Avendo ricevuto ieri sera queste notizie falsate, aveva immaginato che ci fosse qualche nostra convergenza su Prodi, pertanto ci ha voluto chiarire che, se era un problema la sua presenza e candidatura, sarebbe stato pronto a farsi indietro. Noi abbiamo chiarito che è il nostro candidato”.

14.16 – Crimi: “Il Pd spieghi agli elettori perché non Rodotà”
“Chiediamo ancora una volta con insistenza ai vertici del Pd e al centrosinistra di dire ai suoi elettori e ai cittadini perché Rodotà non vada bene come candidato presidente”. Così Vito Crimi del M5S nello speciale TgLa7 aggiungendo “noi puntiamo su Rodotà e Rodotà ce la può fare”.

14.04 – M5S a Pd: votate Rodotà e si aprono praterie per il governo
Se il Pd voterà Rodotà per il Colle” si apriranno praterie” per il Governo. Questa la linea di M5s portata da Crimi e Lombardi all’assemblea dei parlamentari. “E’ il presidente dei cittadini e non dei partiti”. Per cui qualunque nome indicherà Rodotà per formare un nuovo esecutivo, una volta presidente, “a noi andrà bene”. “Chi chiede il cambiamento non può non votare Rodotà, questo è chiaro. E per questo motivo il voto a Rodotà è fecondo e potrebbe essere il momento di svolta per il Governo di cambiamento”, sottolineano i rappresentanti dei parlamentari grillini. Rispetto alla possibilità di un sostegno anche ad un Governo guidato da Pier Luigi Bersani i rappresentanti di M5S si schermiscono: “non è una questione di nomi, ma è chiaro che un nome espresso dal presidente Stefano Rodotà ci andrebbe sicuramente bene”.

13.57 – Fumata nera nella terza votazione, 250 voti a Rodotà
Fumata nera anche nella terza votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Le schede bianche sono state 465, Rodotà ha incassato 250 preferenze, D’Alema 34, Prodi 22, Napolitano 12, Cancellieri 9. Per il giurista sostenuto dal Movimento Cinque Stelle è stato il massimo di voti raggiunto da ieri. Da questo pomeriggio per eleggere il nuovo Capo dello Stato basteranno 504 Grandi elettori. La nuova seduta del Parlamento per l’elezione del Capo dello Stato si terrà a partire dalle 15.30.

Tra gli altri hanno preso voti: Massimo D’Alema (34), Giorgio Napolitano (12), Cancellieri (9), Claudio Sabelli Fioretti (8), Sergio De Caprio (7), Franco Marini (6), Gianroberto Casaleggio, Ilaria Borletti Buitoni, Gherardo Colombo e Fabrizio Cicchitto (3), Sergio Chiamparino, Emma Bonino e Riccardo Merlo (4). Due voti poi anche a Castagnetti, a Di Giovanpaolo e a Martino. I voti dispersi in tutto sono stati 44, mentre le schede nulle 47.

13.54 – Casini smentisce Ferrara: “Voto Cancellieri, non Prodi”
“Caro ferrarailgrasso, voto Cancellieri. Evidentemente hai ascoltato l’uccellino sbagliato”: così Pier Ferdinando Casini, su twitter, replica a Giuliano Ferrara. Circa mezz’ora fa, Ferrara aveva twittato: “Casini e i suoi in segreto votano Prodi. Me lo ha detto l’uccellino”.

13.52 – I Cinque Stelle :”Rodotà per acclamazione, non ci saranno defezioni”
“Chi vuole il cambiamento non può che votare alla presidenza Rodotà”. Lo affermano i capigruppo Crimi e Lombardi, che annunciano: “Dall’assemblea c’è stata acclamazione su nostro candidato, non ci saranno defezioni”.

13.39 – Maroni: “Prodi non è il mio presidente”
Una foto, che probabilmente neanche il Professore sceglierebbe come ufficiale, accompagnata dallo slogan “questo non è il mio presidente”, con tanto di testata del giornale.it dalla quale evidentemente è tratta. E’ la scelta di Roberto Maroni, che pfotomontaggio senza ulteriori commenti sul suo account Twitter.

13.29 – Vicari: “Con Prodi vera e propria dittatura”
“E’ una vera e propria dittatura, un’occupazione militare di tutte le istituzioni dimenticando gli interessi degli italiani e dell’unità del Paese. Voglio anche ricordare che attraverso questo voto le elezioni saranno molto più vicine e che Prodi è l’uomo delle tasse e dei tanti misteri non ancora risolti della Prima Repubblica”. Lo ha dichiarato al Tg2 la senatrice Simona Vicari, vicepresidente del gruppo Pdl.

13.24 – Lombardi: “Avanti con Rodotà anche dopo il quarto voto”
“Certo, andremo avanti con Rodotà anche dopo il quarto voto”. Lo ha detto la capogruppo del M5S alla Camera, Roberta Lombardi. “Andremo avanti finché morte non ci separi” ha poi scherzato la Lombardi. “La convergenza sul nome di Prodi non c’è. Per noi Stefano Rodotà, candidato presidente della Repubblica, non è un ostacolo, dunque resta il nostro candidato e questa mattina ha confermato la sua disponibilità” afferma Lombardi.

13.14 – Rodotà: “Non voglio essere ostacolo per altre scelte M5S”
“Torno a ringraziare i grandi elettori, in particolare quelli del Movimento 5 Stelle e di Sel, e i moltissimi cittadini che in questi giorni mi hanno espresso una grande e per me inattesa fiducia. Ringrazio il Movimento 5 Stelle che ha confermato l’intenzione di continuare a sostenere la mia candidatura”. Lo afferma in una nota Stefano Rodotà. “Per parte mia, non intendo creare ostacoli a scelte del Movimento che vogliano prendere in considerazione altre soluzioni”, conclude.

13.06 – Lombardi (M5S): “Prodi partitico, Rodotà è chance Pd”
“Prodi è una scelta dei partiti. Noi, come Rodotà, continuiamo a tenere viva la scelta dei cittadini. Il Pd ci spieghi perché non vota Rodotà e se c’è una logica siamo disposti a discuterne. Con la scelta di Rodotà il Pd ha una chance”. Lo ha detto la capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, Roberta Lombardi, che stamani ha fatto visita a Stefano Rodotà col capogruppo al Senato, Vito Crimi. “Rodotà – ha aggiunto Crimi – non è un grillino e non va inteso come il candidato del Movimento 5 Stelle. E’ la società civile che lo ha scelto”.

13.02 – Il punto: tensione alle stelle nel Pd: timori per 60 franchi tiratori
Tensione alle stelle nel Pd alla vigilia della quarta votazione quando il centrosinistra voterà Romano Prodi. “Rischiamo di avere 50-60 franchi tiratori”, è il timore che gira tra i parlamentari dem che sospettano che malumori incrociati colpiranno l’ex premier nel segreto dell’urna. I malumori sono abbastanza trasversali e vanno dai deputati dalemiani ai “giovani turchi” e “indiziati” sono anche gli ex Ppi, che non hanno digerito il siluramento di Franco Marini. Bersani, che aspetta l’esito della terza chiama nel suo ufficio, ha parlato con Nichi Vendola che sarebbe disponibile a votare il Professore. Ma i veri timori sono dentro il Pd: i dalemiani sono in fibrillazione perché contrari al fatto che Bersani non abbia indicato il metodo, suggerito ieri sera, di far votare in assemblea tra più personalità, compreso Massimo D’Alema. “Per i dalemiani quanto è successo è una ferita”, è l’analisi diffusa tra i dem. Per non parlare degli ex Ppi molto delusi per la fronda vastissima dentro il Pd che ieri non ha votato Franco Marini. “E infatti altro che standing ovation – racconta un parlamentare – stamattina un terzo del gruppo è rimasto a braccia incrociate tanto che Rosy Bindi sosteneva che allora era meglio votare”.

13.01 – Rodotà non si ritira, ma non ostacolerà altre soluzioni
Secondo quanto si apprende, Stefano Rodotà non ritirerà affatto la sua candidatura ma non ostacolerà chi invece intende avallare altre soluzioni. E’ questo l’orientamento emerso, riferiscono fonti del M5s, dopo i contatti avuti riguardo alla quarta votazione.

12.52 – Chiusa la terza votazione, via allo spoglio
Chiusa la terza votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica, che si sta tenendo nell’Aula della Camera. Al via lo spoglio delle schede.

12.35 – Grillo: “Prodi non lo voteremo mai”
“Nessuno in M5S si è mai sognato di votare Prodi e non se lo sognerà nemmeno in futuro. Il nostro presidente è Rodotà”. Lo ha detto Beppe Grillo intervenendo a Manzano (Udine). “Il nostro slogan è a casa tutti – ha aggiunto – se ne sono già andati cinque partiti”.

12.25 – Il punto sui voti: Prodi a 500, Cancellieri a 342, Rodotà a 163
Una sola cosa è certa: dalla quarta votazione servono almeno 504 voti per essere eletti presidente della Repubblica. I candidati che si potrebbero scontrare oggi pomeriggio sono tre: Romano Prodi, Stefano Rodotà e Anna Maria Cancellieri. A poche ore dall’inizio della quarta votazione, cioè la prima nella quale basta la maggioranza assoluta e non più i due terzi dei voti, queste sono le forze in campo. Naturalmente al netto di franchi tiratori ed assenze. Sulla carta Prodi godrebbe dell’appoggio di tutto il centrosinistra che, comprendendo anche Grandi elettori, socialisti, Svp, centro democratico e altri, potrebbe arrivare a 500 voti (472 parlamentari e 28 rappresentanti delle regioni), cioè vicinissimo al quorum. La Cancellieri, ove appoggiata da tutto il centrodestra e i centristi di Monti e Fratelli d’Italia, arriverebbe a 342 voti. Rodotà invece – sempre sulla carta – raccoglierebbe solo i voti di M5S, cioè 163. Il totale di questi voti è di 1005. Mancano i due senatori a vita Carlo Azeglio Ciampi e Giulio Andreotti che non dovrebbero votare per motivi di salute.

12.24 – Pressing Franceschini-Levi su Monti
Prima Ricardo Levi, già portavoce di Romano Prodi, poi Dario Franceschini. I due esponenti del Pd sono andati in pressing su Mario Monti per convincerlo a cambiare idea sulla candidatura del professore di Bologna. Ma il leader di Scelta Civica non ha ceduto: “Per noi è difficile cambiare posizione”.

12.24 – M5S: “Il Pd spieghi agli elettori perché non vuole Rodotà”
Il Pd “spieghi ai propri elettori perché non vuole Rodotà”. Usciti dall’incontro con il loro candidato, nell’abitazione del giurista, Lombardi e Crimi del M5S dicono che su Rodotà non intendono “fare marcia indietro”.

12.19 – Fratoianni (Sel): “Importante se i Cinque Stelle votassero Prodi”
“Sel andrà su Prodi. Se ci fosse la possibilità di una convergenza con il Movimento 5 Stelle già dalla terza votazione, sarebbe un fatto importante”. Lo ha detto Nicola Fratoianni (Sel) ai microfoni di Agorà, su Rai Tre, in collegamento da Montecitorio.

12.17 – Maria Laura Rodotà su facebook: “Quelli del Pd chiamano me per convincere mio padre…”
Maria Laura Rodotà, giornalista del Corriere della Sera e figlia di Stefano, candidato al Quirinale per il Movimento Cinque Stelle scrive su facebook: ”Fantastico. Pur di non parlare col garante quelli del piddì chiamano me per convincermi a convincerlo non si sa di che”.

12.15 – Renzi: “Prodi? Aspettiamo e vediamo”
“Aspettiamo e vediamo”, lo ha affermato Matteo Renzi a Sky tg 24 rispondendo ad una domanda sulla candidatura di Romano Prodi per il Quirinale.

12.07 – La Russa: “Prodi peggio delle 10 piaghe d’Egitto”
“Il Pd vuole Prodi al Quirinale. 7 anni con lui peggio delle 10 piaghe d’Egitto”. Lo scrive su twitter Ignazio La Russa, presidente di Fratelli d’Italia.

12.05 – Riunione Cinque Stelle: 48 “dialoganti” e 74 “puristi”
Sarebbe finita 74 a 48 la votazione dei gruppi parlamentari del M5s sulla linea da tenere nelle votazioni per la presidenza della Repubblica. Settantaquattro parlamentari sarebbero infatti per tenere dritta la barra sul candidato a Cinque Stelle Stefano Rodotà e preservare la linea “purista” del movimento. Sarebbero invece 48 i dialoganti anche se, si dice, non tutti questi 48 voti sono da considerarsi come possibili voti per Romano Prodi. “Se dovessi fare una previsione penso sia più probabile che Beppe Grillo opti per una convergenza sul nome di Prodi piuttosto che sulla ‘libertà di coscienzà “da parte dei parlamentari che non volessero continuare a votare per il loro candidato di bandiera, dice un parlamentare a Cinque Stelle.

12.03 – Crosetto: “Fratelli d’Italia sosterrà la Cancellieri”
“Fratelli D’Italia sosterrà Anna Maria Cancellieri”. Lo ha confermato Guido Crosetto di Fratelli d’Italia nello speciale TgLa7condotto da Enrico Mentana. Secondo Crosetto la Cancellieri “viene percepita dai cittadini come una persona di buon senso e seria”.

12.03 – Banchetti Pdl “anti-Prodi”: “Peggio di lui solo sua moglie”
“Dopo l’ipotesi Prodi non dovremmo avere margini di peggioramento. Rimane solo sua moglie”. Lo scrive su Twitter il consigliere regionale del Pdl Galeazzo Bignami, che anche oggi ha rilanciato una raccolta firme contro la candidatura dell’ex premier: “Prodi no. Lo sapevo. Stiamo raccogliendo le firme da venti giorni contro. Fa ribrezzo”, sottolinea ancora Bignami. I banchetti “anti-Prodi”, questa mattina in piazza Maggiore, proseguiranno anche domani pomeriggio.

12.01 – Rodotà non rinuncia alla candidatura
Il professor Rodotà non rinuncia alla candidatura. Lo hanno reso noto i capigruppo 5 stelle Vito Crimi e Roberta Lombardi, che lo hanno incontrato, spiegando che il Pd dovrebbe chiarire perché non si può convergere sul nome dell’ex presidente dell’authority. Rodotà “è contentissimo ed orgoglioso, è rinato dopo quello che si è scatenato in rete per l’affetto”, sostiene Vito Crimi.

11.55 – Alfano: “Trattano il Colle come se fosse il congresso Pci”
“Trattano l’elezione del presidente della Repubblica come se fosse il congresso Pci-Pds-Ds e il Quirinale come fosse la sede di partito. E’ chiaro che ci comporteremo di conseguenza”. Così il segretario del Pdl, Angelino Alfano, attacca la candidatura di Romano Prodi.

11.48 – Sacconi (Pdl): “Da domani saremo tutti meno liberi”
“Da domani potremmo tutti in Italia essere meno liberi. Persone, famiglie e imprese. Si profila nelle istituzioni un impasto terribile di tutti i fondamentalismi nel nome del teorema di una decrescita inevitabile che deve rendere infelici tutti equamente”. Lo sostiene in una nota il senatore del Pdl, Maurizio Sacconi.

11.46 – Il Pdl punta a bruciare Prodi e lancia la Cancellieri
Il Pdl punta a “bruciare” la candidatura di Prodi. L’auspicio è che non possa passare e che poi il Pd cambi nuovamente strategia. “Mi sembra grave – dice Gaetano Quagliariello – che un partito inizi con una strategia e poi faccia l’opposto”. Invece proprio perché “la candidatura di Cancellieri unisce”, dice ancora l’esponente del Pdl, il partito di via dell’Umiltà ha deciso di convergere sulla scelta proposta da Mario Monti.

11.43 – Il Pd lavora su Prodi al quarto voto, contatti con Scelta Civica e Cinque Stelle
Dopo essersi ricompattato sulla candidatura di Romano Prodi, il Pd è ora al lavoro per cercare di fargli ottenere alla quarta votazione i 504 voti necessari all’elezione a Presidente della Repubblica. Sono dunque al lavoro le diplomazie e – raccontano fonti del Pd – sono partiti i contatti anche tra singoli deputati, in particolare di Scelta Civica e Cinque Stelle, per cercare una convergenza.

11.39 – De Maio: “Se rinuncia Rodotà tocca a Zagrebelsky”
“Continuiamo a sostenere a oltranza Rodotà anche perchè la sua elezione potrebbe essere l’inizio di un presupposto di un governo dei cittadini e il candidato non solo del M5S ma di tutti”. Così Luigi DI Maio del M5S durante lo speciale TgLa7, aggiungendo “come Rodotà sia diventato il simbolo di una candidatura di consenso e non di accordo tra partiti”. E ha concluso: “L’unica direttiva diversa sarebbe nel caso Rodotà rinunci, ma a quel punto passeremo a Zagrebelsky” ricordando come la candidatura di Rodotà sia arrivata dopo la rinuncia di Gabanelli.

11.34 – Monti: “Prodi è un buon candidato, ma il metodo divide”
“Romano Prodi ha tutte le caratteristiche per essere un buon Capo dello Stato, ma il modo in cui la personalità di Prodi viene portata all’attenzione dei grandi elettori è un modo che viene percepito come divisivo”. Così Mario Monti, in conferenza stampa a Montecitorio.

11.32 – Prodi dal Mali al Pd: “Arrivo appena posso”
“Arrivo appena posso”. Così Romano Prodi ha risposto a Claudio Burlando che lo ha chiamato per annunciargli le intenzioni del Pd di candidarlo al Colle. “Sono riuscito a contattarlo appena ha acceso il telefono. Mi ha risposto che dovrebbe riuscire a rientrare domani mattina dall’Africa” ha spiegato Burlando all’Ansa.  Il presidente della Regione Liguria torna anche sulle polemiche di ieri. Non ci sta a ricevere critiche dal Pdl per la vicenda del voto a Marini e contrattacca: “Berlusconi ha fatto votare ai suoi che Ruby era la nipote di Mubarak. Bersani non è riuscito a farci votare Marini. Libertà è parola nostra” ha spiegato.

11.26 – Scelta Civica: bianca al terzo voto, Cancellieri al quarto. Quinto? “Si vedrà”
Alla terza scheda bianca, alla quarta Anna Maria Cancellieri e alla quinta si vedrà. Mario Monti, in conferenza stampa, spiega così la strategia di Scelta Civica in vista delle votazioni per il Quirinale.

11.22 – Monti: “Cancellieri disponibile con spirito di servizio”
“Anna Maria Cancellieri è stata da me incontrata ieri sera, informata dell’iniziativa ha dato la sua disponibilità e la cosa che mi è molto piaciuta non ha sottolineato o inquisito sui rischi di immagine bruciata o altro, si è messa in disponibilità con spirito di servizio”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio uscente Mario Monti, in una conferenza stampa. “Cancellieri non è un rappresentante della vecchia politica, non fa parte dei partiti ed è una donna e sarebbe una preziosa novità farsi rappresentare da una donna”, ha spiegato Monti.

11.18 – Monti: “Votiamo Cancellieri, è personalità di alto profilo”
“Annamaria Cancellieri è una personalità di alto profilo istituzionale che ha dedicato la vita al servizio dello Stato”. Spiega così il presidente del Consiglio Mario Monti la decisione di Sc di votare dal quarto scrutinio per il Quirinale. “Il Capo dello Stato – aggiunge - deve rappresentare tutti gli italiani in 7 anni che saranno carichi di incognite e di scenari che potranno essere molto problematici. Si è visto un grande partito, il Pd, preoccupato dai problemi interni e che sembra aver dato priorità in questo momento al disperato tentativo di salvaguardare l’unità del partito pensando più a quello che all’unità del Paese”.

11.17 – A Prodi mancherebbero 9 voti per l’elezione
Ancora troppo pochi per ottenere la maggioranza semplice, ma ad un soffio dal traguardo: sono 495 i voti che dovrebbero convergere sul nome di Romano Prodi. Si tratta della somma delle delegazioni di Pd e Sel che insieme arrivano ad appena -9 dal numero magico di 504, necessario per giungere alla maggioranza semplice richiesta dal quarto scrutinio in poi.

11.11 – Vertice a Palazzo Grazioli tra Berlusconi e i “big” del Pdl
Silvio Berlusconi ha convocato per l’ora di pranzo a Palazzo Grazioli un vertice con i big del Pdl. All’ordine del giorno l’atteggiamento da tenere in aula in vista della quarta votazione, quando il quorum per eleggere il presidente della Repubblica si abbassa. Diverse al momento le ipotesi in campo, tra cui la possibilità di procedere con un candidato alternativo, ma anche l’ipotesi di uscire dall’aula nel corso della quarta votazione.

11.08 – Sel voterà Rodotà alla terza votazione, forse Prodi alla quarta
“Noi alla terza votazione voteremo Rodotà perché riteniamo necessario mantenere questo orientamento”. Lo ha detto nello speciale TgLa7 Gennaro Migliore di Sel. “Sulla candidatura di Prodi noi, che facciamo parte della coalizione, potremmo però convergere dalla quarta, ma lo decideremo formalmente dopo, al termine della terza, auspicando che ci sia un’apertura reale del M5S anche per segnare questo cambiamento di cui loro sono stati evidentemente protagonisti”.

11.03 – Capigruppo Cinque Stelle a casa di Rodotà
I capigruppo di M5S Roberta Lombardi e Vito Crimi sono appena entrati nella casa romana di Stefano Rodotà, che il movimento di Grillo candida al Quirinale. “Siamo qui per salutarlo. Farsi da parte per Prodi? Prima ci sono anche altri nomi…”, hanno risposto a chi gli chiedeva la ragione della visita. Lombardi e Crimi hanno anche scherzato con i giornalisti: “Gli proporremo la candidatura di D’Alema…”. Qualche minuto prima, Rodotà aveva risposto al citofono ai cronisti che gli chiedevano se intendesse rinunciare alla candidatura o andare avanti anche nella quarta votazione per il Quirinale, dicendo di non voler fare alcun commento.

11.03 – Asca: “Rodotà pronto a ritirarsi”
Nichi Vendola, leader di Sel, si starebbe adoperando per tentare un accordo con il M5S per eleggere Romano Prodi a presidente della Repubblica. Secondo alcune indiscrezioni raccolte dall’agenzia Asca, al quarto scrutinio si potrebbe verificare la rinuncia di Stefano Rodotà, che ieri è stato votato da M5S e Sel. A quel punto anche i grillini potrebbero votare Prodi.

10.59 – Bersani ha informato Prodi della candidatura
E’ stato Pier Luigi Bersani a chiamare al telefono questa mattina Romano Prodi, che si trova in Mali, per informarlo sull’esito dell’assemblea dei grandi elettori del Pd che ha approvato all’unanimità la candidatura dell’ex premier al Quirinale.

10.54 – Fo: “Prodi? Proposta positiva, ma preferivo Rodotà”
“Prodi? E’ una situazione nuova e positiva rispetto a quello che avevamo vissuto ieri, ma personalmente preferivo Rodotà, che ha un’altra storia. Da lui poteva venire il nuovo e il diverso. Lo stimo come uomo, per intelligenza, cultura e soprattutto per il suo coraggio”. Lo ha detto Dario Fo intervenendo ad Agorà, su Rai Tre.

10.52 – Lega Nord: “No Prodi, riunione dei gruppi alle 14.30″
“Per noi Prodi non è votabile: ha svenduto l’Italia quando ha presieduto l’Iri”. Dalla Lega Nord arriva un fermo ”no” al candidato del Pd per il Quirinale. Lo spiega Massimo Bitonci. I parlamentari del Carroccio non voteranno nel corso della terza votazione e si riuniranno alle 14:30 per decidere cosa fare alla quarta.

10.42 – Puglia (M5S): “Prodi? Non si può sentire”
Il M5S boccia la candidatura di Romano Prodi per il Quirinale. “Prodi? Dispiace tantissimo. Il nome di Prodi veramente non si può sentire. E’ un accordo del Pd che sta cercando di rifilarci e ancora una volta sta tentando di rifilare alla sua base”, spiega il senatore Sergio Puglia che rilancia il nome di Stefano Rodotà. “Basta decidere i candidati nelle stanze. Per noi Rodotà è il nome migliore – spiega – è la persona che ha chiesto il popolo italiano e sta chiedendo nelle piazze e nelle sedi territoriali dei partiti”.

10.40 – Gasparri: “Valutiamo il voto a Cancellieri”
“Ieri c’è stato un incontro tra Scelta civica e Pdl e ci è stato proposto di convergere sulla Cancellieri ed è una valutazione che faremo più tardi”: lo ha detto Maurizio Gasparri del Pdl aggiungendo che l’ipotesi Cancelleri “ci interessa anche per il futuro, per aprire un dialogo con un’area alternativa alla sinistra”. “Dobbiamo anche capire cosa farà Franco Marini, che probabilmente si tirerà fuori dalla corsa, non lo so”. Quanto alla candidatura di Romano Prodi considerata divisiva dal Pdl, Gasparri commenta così ai microfoni del Tg de La7: “Non so se Prodi sarà eletto, se lo sarà starà a lui poi l’onore della prova e quindi dovrebbe fare il contrario di quelli che molti prevedono, di certo non lo voteremo. Capisco però che il Pd sia preoccupato perché non si sa cosa faranno i grillini, alcuni di loro potrebbero votare Prodi altri no, e anche nel Pd alcuni non stati d’accordo sul nome di Prodi, magari hanno battuto le mani al Capranica ma potrebbero tenersi le mani libere nel voto del pomeriggio”.

10.37 – Marini: “Cambiata la strategia, non c’è più la mia candidatura”
“E’ saltata la strategia di un dialogo con il centrodestra finalizzata all’obiettivo di dare all’Italia un governo, dinanzi alla durissima situazione del Paese. Strategia da me pienamente condivisa, Anche perchè ritengo una follia il ritorno immediato alle urne con questa legge elettorale. Ovviamente con il cambio di strategia viene meno anche la mia candidatura”. E’ quanto dichiara Franco Marini, ex presidente del Senato.

10.28 – Artini (M5S): “Avanti con Rodotà fino alla 25esima chiama”
“Avanti con Rodotà”, ripetono senatori e deputati grillini a Montecitorio quasi fosse un mantra. “Andremo avanti con il nostro candidato fino alla 25esima chiama – assicura Massimo Artini – per me il Pd sta facendo un altro grande errore, per gli elettori e per il Paese”. Il Movimento sembra compatto dopo la riunione di ieri sera. Benché’ molti sostengono che l’opzione Prodi sia stata discussa qualche minuto appena, un parlamentare grillino assicura che è stata molto calda. A far salire la temperatura, la possibilità di convergere sull’ex premier, naturalmente. “Ma noi saremo coerenti fino alla fine – si dice certo Luis Alberto Orellana – e se il Pd ha cambiato idea una volta lo farà anche una seconda”.

10.24 – L’Aula si va riempiendo, banchi Pdl quasi vuoti
L’Aula della Camera, dove è in corso la terza votazione per l’elezione del presidente della Repubblica e che è destinata a concludersi con un nuovo nulla di fatto, si va riempiendo lentamente. Quasi vuoti i banchi del Pdl, così come quelli di Scelta civica. Più presenti i Grandi elettori del centrosinistra e del M5S.

10.22 – Scelta Civica: “Noi votiamo Cancellieri”
“Dalla quarta votazione in poi noi insisteremo sul nome della Cancellieri”. Lo ha detto il parlamentare di Scelta civica, Benedetto Della Vedova, al termine di una riunione dei gruppi congiunti dei montiani, che si è appena conclusa a Montecitorio. Gli esponenti di Scelta civica spiegheranno meglio la loro posizione in una conferenza stampa convocata per le 10,40 alla Camera. Alla riunione era presente anche il premier Mario Monti.

10.21 – Gasparri: “Al terzo voto scheda bianca o Cancellieri. Poi vediamo”
”Stamattina scheda bianca o la Cancellieri. Poi una riunione per vedere cosa fare”. Lo afferma a Tgcom24 Maurizio Gasparri, Pdl, vicepresidente del Senato in relazione al voto per l’elezione del Capo dello Stato.

10.14 – Cinque Stelle: “Continueremo a votare Rodotà”
Il Movimento 5 Stelle continuerà a votare per Stefano Rodotà come nuovo presidente della Repubblica. Lo ripetono nel Transatlantico di Montecitorio diversi deputati ‘grillini’. Fra questi il senatore Michele Scibona che ai giornalisti replica: “Assolutamente sì. Voteremo Rodotà perché queste sono le indicazioni della rete e dei cittadini. Il Pd continua a votare secondo le proprie convenienze”.

10.11 – Cicchitto: “Soluzione condivisa o elezioni”
Per il Quirinale una soluzione condivisa, o elezioni. A lanciare l’avvertimento Fabrizio Cicchitto, del Pdl. “Durante le elezioni il segretario del Pd on. Bersani affermò che, anche se il suo partito avesse raggiunto il 51%, si sarebbe comportato come se avesse il 49%. Il Pd alle elezioni ha ottenuto il 29% e si sta comportando come se avesse l’85%. Infatti punta a conquistare per sé tutte e quattro le massime cariche istituzionali dello Stato”, spiega.

10.08 – Calderoli: “Voterei un salumiere, mai un salume”
“Voterei un salumiere, mai un salume”. Così il leghista Roberto Calderoli, arrivando a Montecitorio, boccia la candidatura di Romano Prodi al Colle rispolverando il nomignolo (“Mortadella”) che gli venne affibbiato ai tempi in cui era presidente del Consiglio.

10.04 – Al via la terza votazione per l’elezione del presidente della Repubblica
Al via a Montecitorio la terza votazione per l’elezione del Capo dello Stato. Ancora una volta il quorum è fissato nei due terzi dell’Assemblea, vale a dire 672 voti su 1007 grandi elettori. Dalla quarta votazione servirà invece la maggioranza assoluta, 504 preferenze.

10.00 – Olivero (Scelta Civica): “Da Pd metodo inaccettabile”
“Ci offrono un nome che noi votiamo e loro no. Cambiano persone e metodo e adesso ci chiedono anche di votarlo? E’ un metodo inaccettabile soprattutto per un partito che rappresenta il 30% del Paese e non il 50% e che per questo dovrebbe darsi una calmatina altrimenti legittima gli attacchi di Berlusconi”. Così Andrea Olivero, coordinatore di Scelta Civica, a proposito della decisione del Pd di candidare Romano Prodi al Quirinale.

9.58 – Marino (Pd): “Chi voterò? Devo sentire Rodotà, è rispetto”
“Io adesso mi confronterò con Rodotà per una questione di rispetto. Abbiamo ancora ore di riflessione. Ascolterò Rodotà perché da persona seria voglio confrontarmi con lui, visto che ieri gli ho dato due volte il mio voto”. Lo ha detto ai microfoni di Radio Città Futura il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma, senatore Ignazio Marino (Pd), a chi gli chiedeva se avrebbe votato Romano Prodi al Quirinale. “Quello che è mancato nella gestione delle scelte – ha osservato – è stata una attenzione umana ai candidati. Io non ho votato Marini, ma non ho trovato giusto che alcune candidature siano state avanzate senza discussione e metodo, perché poi si manca di rispetto a persone che hanno una storia come Marini, o anche Rodotà” a cui non sarebbe stata adeguatamente riconosciuta, ha spiegato Marino, una parte della sua storia personale, di leadership del partito.

9.38 – Fratoianni (Sel): “Pronti a convergere su Prodi dal quarto voto”
L’alleanza di centrosinistra alla quarta votazione si presenterà compatto a sostegno della candidatura di Romano Prodi. Anche Sel, infatti, ha deciso di convergere sul nome dell’ex premier. Lo conferma Nicola Fratoianni al termine della riunione del partito.

9.27 – Quagliariello: “Il Pd ha l’elettrocardiogramma impazzito”
“Ne abbiamo viste di tutte, vedremo anche questa. Il Pd in 24 ore ha fatto tutto e il contrario di tutto. Ha l’elettrocardiogramma impazzito”: lo ha detto Gaetano Quagliariello commentando la scelta fatta da Pier Luigi Bersani a favore della candidatura al Quirinale di Romano Prodi.

9.20 – Il Pd non chiede più lo slittamento del voto
Dopo gli esiti dell’assemblea dei grandi elettori, ovviamente, il Pd ha rinunciato ad ogni richiesta di slittamento del IV voto per l’elezione del capo dello Stato che, quindi, si terrà regolarmente nel pomeriggio.

9.20 – Cicchitto: “La scelta di Prodi è di rottura”
“Il Pd prima ha realizzato con noi una intesa su Marini che non ha potuto o voluto onorare. E’ evidente che la scelta su Prodi è di rottura”. Questo il commento di Fabrizio Cicchitto (Pdl) alla scelta fatta da Pier Luigi Bersani per il Quirinale.

9.19 – Annullata la conferenza dei capigruppo delle Camere
La Conferenza congiunta dei Capigruppo di Senato e Camera, già convocata per oggi, venerdì 19 aprile alle ore 9,40 presso la Camera dei Deputati, Sala della Regina, non avrà luogo. Lo rende noto un comunicato.

9.18 – Prodi in Mali, rientro previsto sabato
Romano Prodi, secondo quanto siapprende, è in questo momento in Mali e dovrebbe rientrare domani. L’ex premier, indicato dal Pd come candidato al Colle dal centrosinistra, non aveva, infatti, modificato in questi giorni i suoi impegni come inviato speciale del segretario generale dell’Onu per il Sahel.

9.16 – Gasparri: “Prodi è il contrario di quello che serve”
“Quella di Prodi è una scelta che divide. Il contrario di quello che serve all’Italia”. Lo dichiara il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, del Pdl.

9.12 – Fioroni: “Con Prodi sapremo ritrovare la strada”
“Prodi è un candidato di indubbia capacità e competenza che saprà lavorare per l’unità e la condivisione. Sapremo trovare domani la strada che fino ad oggi non abbiamo trovato per le larghe intese”. Così, con l’Adnkronos, Giuseppe Fioroni commenta la proposta di Pier Luigi Bersani di lanciare la candidatura di Romano Prodi per il Quirinale.

9.11 – Bersani: “Prodi qualifica la coalizione e parla al Paese”
“Prodi qualifica la nostra coalizione e parla al nostro paese”. Lo ha detto Pier Luigi Bersani, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, proponendo la candidatura di Romano Prodi per il Quirinale.

9.08 – Bersani: “Ora si apre una fase nuova”
“Si apre una nuova fase, una proposta ancora rivolta al Parlamento ma di cui ci prendiamo la responsabilità”. Lo ha detto Pierluigi Bersani, parlando all’assemblea dei grandi elettori Pd. “Il disordine che abbiamo pubblicamente mostrato deve essere assolutamente ricomposto”, ha spiegato Bersani.

8.59 – Bersani ai grandi elettori: non abbiamo dato buona prova
“Non siamo stati in grado fin qui di corrispondere alle nostre responsabilità e non abbiamo dato buona prova”. Lo ha detto Pierluigi Bersani, parlando all’assemblea dei grandi elettori del Pd. “Per responsabilità, se siamo adulti dobbiamo prendere atto che non siamo stati in grado di cogliere l’opportunità di eleggere una nostra figura prestigiosa, un uomo del lavoro come Franco Marini. Mi dispiace, capisco la sua amarezza”, ha detto il leader del Pd mentre gli elettori tributavano un lungo applauso a Marini.

8.59 – Bersani propone Prodi: dal partito ok all’unanimità
La proposta di Pier Luigi Bersani per Romano Prodi al Quirinale è stata approvata all’unanimità dall’assemblea dei grandi elettori del centrosinistra. Al nome dell’ex premier, gli elettori si sono alzati in piedi e hanno salutato la proposta con un lungo applauso, approvandola all’unanimità. Dopo l’applauso degli elettori, Luigi Zanda ha chiesto un’approvazione formale del nome di Prodi, l’assemblea ha votato per alzata di mano all’unanimità.

8.56 – Bersani ha proposto Romano Prodi all’assemblea del Pd
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha proposto all’assemblea dei grandi elettori del Pd il nome di Romano Prodi per la presidenza della Repubblica.

8.45 – Lombardi (M5S): “Voteremo compatti Rodotà”
“Voteremo compatti il miglior candidato presidente, cioè Stefano Rodotà”. Lo scrive su twitter Roberta Lombardi, capogruppo M5S a Montecitorio.

8.34 – Franceschini: “Ora scelta che ci riconcilia con il popolo”
“Adesso faremo la scelta che ci riconcilia col nostro popolo, dopo aver cercato nei primi tre voti l’intesa larga che impone la Costituzione”. Lo scrive Dario Franceschini su twitter.


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