Abuso edilizio e finanziamento illecito ai partiti. Con queste accuse, la Procura di Imperia ha iscritto nel registro degli indagati l’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola. Stamattina, nella villa di Imperia dell’esponente Pdl, la Polizia postale e la Polizia municipale hanno eseguito una perquisizione su disposizione del pm di Imperia, Alessandro Bogliolo. Secondo gli inquirenti, vi sarebbero state alcune irregolarità edilizie su lavori di ristrutturazione, per i quali peraltro Scajola aveva presentato a suo tempo una richiesta di sanatoria. Nell’ambito della stessa inchiesta, inoltre, sono state effettuate anche al Comune. In tal senso, è stato ascoltato l’ex vicesindaco e assessore all’Edilizia, Gianfranco Gaggero. L’obiettivo della magistratura è quello di chiarire quali siano state le modalità di pagamento per alcuni lavori di ristrutturazione fatti all’interno di Villa Giuseppina, la casa di Scajola, che oggi è a Roma per seguire il voto per il Presidente della Repubblica.

Nonostante ciò, il diretto interessato ha commentato il provvedimento dei magistrati con parole durissime: ”Contro di me è una persecuzione” ha detto l’ex ministro, che poi ha spiegato con maggiori particolari l’accaduto. ”Questa mattina alle 8 la polizia postale, esibendo un mandato di perquisizione a firma del sostituto procuratore Bogliolo, si è presentata presso il mio studio in via Matteotti – ha raccontato Scajola – Alla stessa ora presso la residenza della mia famiglia, nella casa dei genitori di mia moglie, si è presentata un’altra pattuglia della polizia postale per eseguire analoga perquisizione”.

Scajola, inoltre, ha fornito ulteriori dettagli: “Ad accoglierli, mia suocera – ha detto – donna combattiva di 83 anni che si sta intrattenendo con loro. Io mi trovo infatti a Roma con mia moglie. Le ispezioni, in ogni singolo angolo, armadio e cassetto della nostra casa e del mio ufficio, sono ancora in corso. L’ipotesi fantasiosa da parte della procura – ha continuato l’ex ministro – è che i pagamenti per la ristrutturazione della nostra abitazione negli ultimi dieci anni sarebbero inferiori al valore effettivo, con conseguente accusa di ipotetico finanziamento illecito. Insomma – è la conclusione dell’esponente del Pdl – avrei pagato meno i lavori effettuati nel tempo. Confermo, al contrario, che tutto ciò che è stato fatto è avvenuto nell’assoluta regolarità e nella certosina fatturazione delle opere eseguite”. Poi l’attacco, frontale: “Siamo arrivati all’apice di una violenza che sembra non volersi placare né arrendere fino a quando qualcuno non riuscirà a sostenere qualcosa contro di me, magari, provo a indovinare, prima delle prossime imminenti elezioni“. Scajola, infine, ha sottolineato che “anche qui, ancora una volta, non ho da temere nulla. Se quello che vogliono è la mia vita, ebbene, ammetto che oggi per l’ingiustizia manifesta con la quale si attua una persecuzione, un altro colpo al cuore lo ho accusato”.

Secondo Scajola, inoltre, “siamo arrivati all’apice di una violenza che sembra non volersi placare né arrendere fino a quando qualcuno non riuscirà a sostenere qualcosa contro di me, magari, provo a indovinare, prima delle prossime imminenti elezioni. Anche qui, ancora una volta, non ho da temere nulla. Se quello che vogliono è la mia vita, ebbene, ammetto che oggi per l’ingiustizia manifesta con la quale si attua una persecuzione, un altro colpo al cuore l’ho accusato”.