Grillo apre al Pd sui nomi di Milena Gabanelli e Stefano Rodotà, Berlusconi non lascia nulla di intentato per strappare a Bersani un accordo su nomi per lui rassicuranti, come Giuliano Amato e Massimo D’Alema. Così, alla vigilia delle prime votazioni per la scelta del nuovo presidente della Repubblica, i democratici si trovano davanti a un bivio che non è solo politico, ma esistenziale: abbracciare la richiesta di “nuovo” esplosa fuori del Palazzo con boom del Movimento Cinque Stelle, o arroccarsi dentro il Palazzo cercando di perpetuare l’esistente? Una scelta tra opposti, che avrà riflessi determinanti sul futuro, tanto sulla fisionomia di un eventuale nuovo governo quanto sui risultati del Pd in caso di elezioni anticipate. Ogni opzione ha i suoi pro e contro, perché se Berlusconi è largamente inviso a gran parte dell’elettorato democratico, per molti sono difficili da mandare giù anche l’aspro stile comunicativo di Beppe Grillo e l’atteggiamento dei suoi parlamentari appena sbarcati in Parlamento. 

Gli scenari si sono chiariti meglio ieri, con l’inedita apertura di Grillo. Votare Gabanelli per il Quirinale? “Ci pensi Bersani, ci pensi. Potrebbe essere un inizio? Chissà”. Con queste parole, per la prima volta, Grillo traccia la strada per un possibile dialogo con il Pd. Il prezzo altissimo per i democratici sarebbe la scelta del Capo dello Stato indicato dal Movimento 5 Stelle, appunto la giornalista di Report. Ma la “convergenza” (il leader M5S usa proprio questa parola) potrebbe nascere proprio da qui. E aggiunge: “Se il Pd vota Amato si suicida, è il cassiere di Craxi”. Non solo. Grillo, durante un comizio successivo al videomessaggio in cui apre al dialogo con il Pd, parla anche di Stefano Rodotà: “E’ perfetto e deve essere votato. Un altro nome spendibile per la sinistra”.

Così la giornata più movimentata da quando è iniziato il Totoquirinale finisce con il vertice del Pdl riunito a oltranza Palazzo Grazioli e i gruppi parlamentari dell’M5S chiusi a Montecitorio a discutere se votare fino in fondo il candidato che ha vinto le Quirinarie, Milena Gabanelli, oppure cambiare cavallo dalla quarta votazione in poi – quando per eleggere il presidente basterà la maggioranza semplice –  in base a quel che avviene. 

IL VIDEOMESSAGGIO – Per l’appello a Bersani, Grillo si affida a un videomessaggio postato sulla web tv La Cosa. “Buongiorno – esordisce Grillo – la Rete ha espresso un miracolo: la signora Gabanelli presidente della Repubblica italiana, è straordinario, è proprio in sintonia col Movimento. Volevo dare un consiglio a Bersani, senza ironia, senza battute, seriamente potrebbe essere un punto d’incontro. Voti la Gabanelli anche lei, una signora – scandisce – che ha sempre fatto bene o male il suo lavoro. Anzi, bene piuttosto che male”.

 
Ho telefonato a Di Pietro – sembra scherzare subito dopo – e non era molto contento, però. La Gabanelli è una che non ha mai fatto inciuci con Berlusconi, un miracolo oggi. E poi è una signora. Sarebbe veramente un grande segnale. Sì, qualcuno ha detto che potrebbe diventare con la Gabanelli la Repubblica delle manette, eh (riferimento alle affermazioni di Daniele Capezzone, ndr), chissà che non sia un’idea anche quella con cui potremmo toglierci qualche soddisfazione. Quindi ci pensi Bersani, ci pensi, e potrebbe essere veramente un inizio di una… chissà, chissà.. di una collaborazione?”. “Provi a votarla – conclude Grillo – cominciamo da lì, poi vedremo su rimborsi elettorali, legge sulla corruzione, incandidabilità di Berlusconi, tutte queste cose su cui magari troveremo una convergenza se non con lei con i giovani del Pd. Grazie per l’ascolto”, conclude con un sorriso. 

LA CARTA RODOTA’ – Pochi minuti dopo la pubblicazione del videomessaggio, Grillo tiene un comizio elettorale in provincia di Pordenone. E allarga ulteriormente la possibilità di dialogo, andando anche oltre alla candidatura della giornalista di Report: “La Gabanelli è una mossa vincente e straordinaria, ma Rodotà è perfetto e deve essere votato: è un altro nome spendibile benissimo dalla sinistra. Non sappiamo se accetteranno – ha aggiunto Grillo – ma noi proseguiremo su questa strada perché è questo il vero cambiamento che Bersani deve solo cogliere”, ha concluso.

“NON POTETE VOTARE AMATO” – Grillo, a margine del comizio, chiede al Pd di non votare il ‘dottor Sottile’. “Ma se parlano di Amato – aggiunge – parlano del cassiere di Craxi. Gabanelli è una scelta vincente straordinaria. Ma se vogliono Amato si stanno suicidando”.

LE REAZIONI DAL PD – Le voci che si levano dal Partito democratico sono fredde nei confronti del Movimento 5 Stelle. “A Grillo diciamo che invece di imporre condizioni, dovrebbe rispettare questo principio e adoperarsi per un esito positivo. La Costituzione vale per tutti, anche per lui. Resta ferma ovviamente la stima e il rispetto per una figura come Milena Gabanelli”, dice il deputato Davide Zoggia. Sopra le righe l’intervento di Francesco Boccia: “Non è un talk show non stiamo andando ad un gran ballo o ad un defilè nè ad aprire ad un anno accademico. Stiamo chiedendo ad un uomo con caratura internazionale e qualità conosciute di tenere insieme la repubblica italiana e di governare una fase difficilissima di questa nostra storia travagliata. Mi auguro che il parlamento individui con i due terzi una persona in grado di fare tutto questo”.