Cos’hanno in comune un’isola siciliana con un’area verde in un quartiere di Roma?

Semplice, l’impegno dei cittadini per evitare gli scempi che le lobby dei costruttori, in barba alle leggi e al buon senso, vorrebbero perpetrare.

Stiamo parlando di due battaglie volute fortemente da persone, residenti o no nelle vicinanze, che rinunciando al proprio tempo libero decidono di metterci la faccia per fronteggiare chi invece, la faccia, ce l’ha perlomeno di bronzo: politici che pensano più al tornaconto personale (o del proprio gruppo politico) che al bene comune.

Sto parlando della battaglia, per ora vinta, del Comitato di quartiere roma XVI romasedici contro la cementificazione di un’area verde da via Pisana e via degli Estensi, a Roma.

Un comitato spontaneo di cittadini che in questi anni si sono mobilitati con passeggiate di protesta nel quartiere, Feste dell’albero, petizioni, incontri e presenze durante i dibattiti nei luoghi istituzionali preposti (Consiglio di Municipio e Comunale). E che l’altra sera sono rimaste fino a mezzanotte durante il tentativo di golpe cementificatorio della maggioranza in consiglio comunale a Roma, per fungere da sentinelle al lavoro dei consiglieri. E’ anche grazie alla loro presenza (insieme ai cittadini che protestavano contro i tentativi cementificatori di molti altri quartieri) che è stata sventata la colata di cemento progettata da Alemanno e i suoi scagnozzi in dirittura d’arrivo.

Dall’altra parte dello stivale, vicino a Catania, c’è una Riserva Naturale Regionale dove stanno costruendo un Lido, con tanto di Casotto e dove è previsto uno stabilimento balneare di 1100 metri quadri con tanto di docce, wc, bar, ristorante, lettini, ombrelloni e parcheggio.

Tutta la storia dell’Isola delle Correnti raccontata dall’amica Valeria Rossini è emblematica di come la legalità per certi personaggi sia un optional.

Ma basterebbe il buon senso per capire che la cementificazione in una delle zone naturali voluta dai soliti politici locali è un ossimoro: quei luoghi sono da preservare (anche per il turismo) proprio perché incontaminati.

Ecco perché rilancio l’invito a partecipare alla catena umana che si svolgerà oggi all’Isola delle Correnti a partire dalle 11 in poi.

Ma di battaglie come queste ce ne sono tantissime in tutta Italia. E’ ora di inserirle in un progetto serio di mantenimento e recupero del paesaggio e delle zone naturali della penisola. Un Piano dell’ambiente del tutto diverso da quello pensato dal Governo Monti.

Ascoltare i cittadini, dialogare con i comitati locali, valorizzare le possibilità economiche che proprio la difesa del paesaggio e dell’ambiente in Italia può fungere da volano per una reale ripresa dell’occupazione, duratura e compatibile. Questi sono i punti dai quali partire.

Se la politica non ha capacità di ascolto, rassegnamoci al fatto che protesta e sfiducia sfocino in populismo demagogico.