“Si perde tempo? Non credo”, dice il presidente Napolitano. “Siamo qua”, replica il perenne incaricato Bersani. Il dibattito politico si fa insolitamente asciutto di fronte allo stallo del dopo elezioni, tema sollevato fragorosamente da Matteo Renzi in un’intervista al Corriere della Sera. O un patto con Berlusconi o elezioni anticipate, intima l’ex sfidante di Bersani alle primarie del centrosinistra. Renzi vede solo queste due strade perché “il pianeta corre e l’Italia è totalmente ferma“. Il sindaco di Firenze chiarisce: “Il Pd deve decidere: o Berlusconi è il capo degli impresentabili, e allora chiediamo di andare a votare subito; oppure Berlusconi è un interlocutore perché ha preso dieci milioni di voti”, dice il sindaco di Firenze aggiungendo: “Non si può stare così in mezzo al guado. Io ho tutto l’interesse a votare subito. Ma l’importante è decidersi”. Per Renzi si è già perso troppo tempo: “Decidetevi, sono passati più di 40 giorni dalle elezioni. Quando si è votato ancora non c’era la sede vacante in Vaticano. Persino la Chiesa che non è un modello di speditezza è riuscita a organizzarsi velocemente. Con il sistema politico che abbiamo non abbiamo ancora capito chi ha vinto o perso le elezioni”.

Dopo di che Giorgio Napolitano comunque non si tocca: “E’ stato, in questi 7 anni, un’assoluta certezza per il Paese: meno male che c’è stato Napolitano”. Ed è lo stesso capo dello Stato a rispondere: “Si perde tempo? Non credo”. Un’intervista che ha fatto discutere, però, all’interno partito. Pier Luigi Bersani, per dire il vero, resta diplomatico: “Siamo qua” risponde al termine di un lungo pranzo con Enrico Letta. Il segretario lascia così intendere che vale la proposta del partito. Ma l’ex ministro Fioroni la bolla come un’intervista “sconsiderata”. Critico anche Fassina, mentre Zoggia e Geloni parlano di “stessa ricetta di Berlusconi”. Anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, risponde a Renzi: “Penso ci siano dei tempi dellapolitica e non voglio entrare in questo confronto, non sta a me. Stiamo lavorando sodo con una tabella di marcia molto fitta e per quanto mi riguarda non stiamo perdendo tempo”.

IL SINDACO D’ITALIA – Il “Rottamatore” insomma propone che “Bersani riunisca fin dalla prossima settimana i gruppi parlamentari” per lanciare “una proposta forte, il sindaco d’Italia: una nuova legge elettorale, abolizione del Senato”; “in sei mesi si può fare. Come anche l’abolizione delle Province”. Renzi incalza: “Il Pd avanzi la sua proposta, senza farsi umiliare andando in streaming a elemosinare mezzi consensi a persone come la capogruppo del 5 Stelle, che hanno dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti”; “mi veniva da dire: Pierluigi, sei il leader del Pd, non farti umiliare così!”. Per Renzi, poi, i saggi “non sono certo la soluzione della crisi, al più possono essere concausa della crisi”. 

BASTA PRENDERE TEMPO – Il Pd “deve smettere di fare melina – insiste Renzi – Non si può stare fermi in attesa che Bersani ottenga l’incarico. E’ ridicolo rimanere con un incaricato surgelato”, sottolinea il sindaco di Firenze. “Non parto dall’accordo con Berlusconi, ma dal fatto che si devono avere idee chiare. O si va a votare, e la cosa non mi spaventa, o si fa un patto costituente da cui nasce la Terza Repubblica. Qui invece si punta a prendere tempo – osserva – e a eleggere un capo dello Stato che ci dia più facilmente l’incarico di fare il nuovo governo”. Certo, governare insieme al Pdl non è il primo dei desideri: “Andare al governo con Gasparri fa spavento, non a caso io sono pronto a votare subito. Ma se il Pd ha paura delle urne deve dialogare con chi ha i numeri”, prosegue Renzi. “Il Pd avanzi la sua proposta, senza farsi umiliare andando in streaming a elemosinare mezzi consensi a persone come la capogruppo dei 5 Stelle, che hanno dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti. Non dobbiamo inseguire Grillo. Facciamo noi i tagli alla politica, aboliamo il finanziamento pubblico ai partiti e poi vediamo chi insegue”. Per il sindaco fiorentino “si può votare a giugno e, se si vuole, si possono convocare le primarie anche in tempi brevi. Io sono pronto a candidarmi. Berlusconi vuole il voto a giugno proprio per non dare spazio a me. Noi possiamo sfidarlo. Se corro io, lui è difficoltà, basta vedere i sondaggi”.

I SAGGI – I saggi nominati dal Capo dello Stato “non sono certo la soluzione, al più possono essere concausa della crisi” (“Cosa si possono dire di nuovo Violante e Quagliariello?”), ma “dare la colpa a Napolitano per l’impasse è come dare la colpa al vigile se in città c’è traffico”, afferma Renzi, che invita Bersani a “riunire subito i gruppi parlamentari e lanciare una proposta forte. Il Pd deve avere un sussulto di orgoglio: via il Senato, via le province, legge elettorale dei sindaci. In sei mesi si può fare. Una gigantesca operazione di deburocratizzazione, con una grande scommessa sull’online. E un piano per il lavoro. Mi sembra incredibile – conclude – che non si capisca la crisi terribile che vivono gli italiani. So che sto mettendo un paletto negli occhi del Pd, che sarebbe meglio tacere, ma io non sto zitto se l’Italia va a rotoli”.

LE REAZIONI NEL PD

FASSINA: “RENZI IRRISPETTOSO VERSO QUIRINALE” – L’obiezione a Renzi viene dall’interno dello stesso Pd: “E’ irrispettoso nei confronti del presidente della Repubblica parlare di perdite di tempo” dice Stefano Fassina, a Repubblica. “Se avessimo voluto un governo a prescindere avremmo raccolto l’offerta interessata del Pdl: Bersani a questo punto sarebbe già a palazzo Chigi – spiega il responsabile economico dei democratici – L’ipotesi Bersani rimane l’unica praticabile per dare un senso a questa legislatura ed evitare di allargare la frattura tra cittadini e istituzioni. Ricordo che è ancora quella approvata all’unanimità dal partito”. 

ZOGGIA: “QUELLA DI RENZI NON E’ LA LINEA DEL PD”. Un altro esponente democratico vicino a Bersani, Davide Zoggia, attacca il sindaco di Firenze: “Noi siamo molto fiduciosi sullapossibilità che nasca il governo del cambiamento. Berlusconi ripete ossessivamente che o si va col Pdl o si va al voto. Se Renzi si vuole accomodare e fare il governo con il Pdl non è la linea scelta dal partito”. “Non è nemmeno onesto dare la responsabilità a chicchessia dell’impasse politico. Ci sono scadenze – prosegue – che si incrociano e noi siamo rispettosi della Costituzione. Lavoriamo per dare un governo a questo Paese e non è giusto incolpare qualcuno, tantomeno Bersani”. Sulla possibilità di un incontro tra Bersani e Berlusconi: “Bersani ha dichiarato che c’è ampia disponibilità in sedi istituzionali e si sta lavorando per far si che questo avvenga”.

GELONI: “STESSA PROPOSTA DI BERLUSCONI”. A Chiara Geloni, direttore di YouDem, basta una frase su Twitter: “Serenamente e pacatamente: non si può negare che al momento la proposta politica di Renzi coincida perfettamente con quella di Berlusconi”.

FIORONI: “INTERVISTA SCONSIDERATA” – Ma contrario alle parole del sindaco è l’ex ministro Giuseppe Fioroni (peraltro non certo vicino alle posizioni di Bersani): “Un vecchio detto popolare dice ‘chi può fa, chi non può critica’ e mi sembra che Matteo si metta su questa linea, in un momento delicato per la vita di tutti noi, come diceva De Andrè ‘danno buoni consigli quelli che hanno smesso da poco di dare cattivi esempi’. Al di là delle battute credo che oggi la coalizione di centro sinistra e soprattutto il Pd avvertano il peso di una scelta che nessuno può far saltare neanche con interviste sconsiderate”.

SCALFAROTTO: “RENZI DICE CHE IL RE E’ NUDO” – A sostenere Renzi il vicepresidente del Pd Ivan Scalfarotto: “Questa fase di stallo ad oltre un mese dalle elezioni senza avere un Governo e neanche la più pallida idea di dove si vada, richiedeva un intervento: Renzi ha voluto dire che il Re è nudo. Ci sono problemi drammatici in questo Paese e la stasi della politica credo che provochi grande frustrazione tra gli elettori”.