E’ morto nella notte il leader della Lega dei ticinesi Giuliano Bignasca. Si è spento nella sua abitazione di via Circonvallazione a Canobbio (a nord di Lugano). Aveva 68 anni. Le cause del decesso, come riporta il Corriere del Ticino, non sono note: vani i tentativi di rianimarlo.

Bignasca, personaggio politico controverso, ė diventato noto alle cronache italiane prima per la sua vicinanza alla Lega Nord di Umberto Bossi, poi per i continui attacchi ai frontalieri italiani che ogni giorno si recano in Svizzera per lavorare. Nel 1990 ha fondato il free press settimanale Mattino della Domenica insieme a Flavio Maspoli, con cui l’anno dopo creò la Lega dei ticinesi, di cui è stato presidente a vita. Bignasca ha anche ricoperto cariche pubbliche, ė stato consigliere nazionale dal 1995 al 1999, oltre ad essere consigliere municipale della citta di Lugano, eletto nel 2000 e poi riconfermato.

Nel 2011, proprio sulla scorta del sentimento anti italiano fomentato con attacchi xenofobi dalle colonne del suo giornale, Bignasca ha ottenuto uno storico risultato elettorale portando la Lega dei Ticinesi a diventare il primo partito del Canton Ticino.

Tra i temi del Bignasca pensiero, oltre al sentimento xenofobo, anche il protezionismo della piazza finanziaria elvetica. Famosi i suoi attacchi a Tremonti e alla politica italiana di cui, diceva “non ci si può fidare”, prima per lo scudo fiscale, che ha drenato non poche risorse dai caveau delle banche elvetiche, poi per l’inserimento della Svizzera nella black list. Misure fortemente osteggiate da Bignasca e dalla sua Lega anche attraverso la minaccia di ritorsioni proprio contro i lavoratori italiani.

Bignasca non ė stato certo un esempio di rettitudine e coerenza. Nel 1989 e nel 1993 ė stato condannato per detenzione di sostanze stupefacenti e, sempre nel 1993, la Corte di Lugano lo ha condannato per aver impiegato una dozzina di operai jugoslavi senza permesso di lavoro (dimostrando chiaramente la differenza tra le idee propagandate e la pratica quotidiana).