“E’ davvero impossibile tollerare una simile persecuzione giudiziaria che dura da vent’anni e che si ravviva ogni qual volta vi sono momenti particolarmente complessi nella vita politica del Paese”. Silvio Berlusconi commenta così in una nota la condanna a un anno per l’intercettazione Fassino-Consorte e aggiunge che “per la pubblicazione su un giornale non controllato in alcun modo da me, senza neppure portare a processo il direttore responsabile dell’epoca, mi si condanna perchè avrei prima della pubblicazione ascoltato la intercettazione in oggetto. Mai l’ho ascoltata ma anche se l’avessi ascoltata, e non è vero, tutti hanno escluso che vi sia mai stata una mia compartecipazione a tale pubblicazione”. Al suo fianco si schiera anche il segretario Angelino Alfano, secondo cui “è sempre più chiaro che vi è un tentativo di eliminazione di Silvio Berlusconi per via giudiziaria, essendo fallito quello per via elettorale e democratica”. E avverte: “Il Pdl reagirà con tutta la forza di cui dispone per difendere la democrazia italiana”. 

Parole che arrivano nello stesso giorno in cui il partito di centrodestra conferma la manifestazione contro i magistrati il prossimo 23 marzo a Roma. Una protesta che doveva svolgersi a piazza San Giovanni a Roma che, però, era già stata prenotata in Questura da Gianfranco Mascia, candidato di Rivoluzione Civile. Quindi è stata spostata a Piazza del Popolo. Il comitato organizzatore si è insediato oggi, nella sede nazionale del Pdl in Via dell’Umiltà e una nota del partito spiega che tornerà ‘Forza, Italia!’ come slogan, accompagnato da questi elementi di programma: “Con Silvio Berlusconi, per la libertà, per un Paese che vuole tornare a crescere, contro l’oppressione fiscale e contro ogni intimidazione giudiziaria”.

Berlusconi inoltre ha aggiunto che “soltanto una vera e completa riforma della giustizia potrà consentire che ai cittadini italiani non accada ciò che continuamente accade a me da 20 anni”. E che, prosegue, “continuerà ad accadere, poichè sono ben conscio che anche nei prossimi appuntamenti giudiziari non vi sarà spazio per le doverose assoluzioni che dovrebbero essere pronunciate nei miei confronti e che solo in Corte di Cassazione sarà possibile, come accaduto puntualmente ieri, ottenere giustizia”. Per il Cavaliere, inoltre, “la sentenza del Tribunale di Milano sulla vicenda Unipol comprova quanto sostengo da sempre. Sono stato oggetto di migliaia di articoli di giornali e di trasmissioni televisive che hanno propagato ogni e qualsivoglia notizia di indagine sia coperta da segreto sia con divieto di pubblicazione”. E lamenta di avere “presentato decine di denuncie in merito e mai e poi mai si è arrivati ad un processo. In un caso hanno addirittura smarrito il fascicolo con la mia denuncia”.

Petizione online per Berlusconi – A poche ore dalla condanna, spunta una petizione online sulla piattaforma ‘change.org’ dal titolo ‘giù le mani da Silvio, basta con la persecuzione giudiziaria’. A proporla è Lucio Berna, da Roma. “Due indagini (assurde) e due sentenze in arrivo in meno di un mese. Non solo – si legge nella petizione online – Oggi l’uomo più intercettato d’Italia è stato condannato perchè avrebbe divulgato un’intercettazione”. “Basta con la persecuzione giudiziaria contro Silvio Berlusconi. Basta con questo vizio delle Procure di intromettersi nella vita democratica del Paese. Basta con i tentativi di cambiare il risultato delle urne. Firmiamo per una svolta, per far sentire la nostra voce, contro una giustizia che non si preoccupa più di essere giusta, ma di perseguitare con scopi politici il nemico di sempre”. La petizione, online da pochi minuti, ha già raggiunto quota 100 firme.