Dopo l’appello della comunità scientifica, ora anche alcuni politici intervengono sulla decisione del governo di fermare il progetto di costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. E’ il caso del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera che lo definisce “un errore” e sottolinea come i tecnici abbiano cercato una soluzione, che però non è stata colta.

“Quattro mesi fa ci siamo presi l’impegno di trovare una possibile soluzione dando più tempo al ponte per trovare le modalità sia tecniche che finanziarie che non c’erano e quindi dare una speranza che il ponte nel corso dei prossimi anni potesse trovare una sua sostenibilità – dichiara Passera da Scilla dove si trova per l’apertura di un nuovo tratto della A3 – In questo periodo il contraente generale non ha accolto le indicazioni del decreto legge che poi è diventato anche legge dello Stato”. E conclude: “Secondo me è stato un errore. Il governo Monti aveva trovato il modo per dare una chance per quest’opera di trovare una sua sostenibilità nel tempo e non è stata colta questa possibilità”.

Anche Pietro Ciucci, presidente dell’Anas nonché della società Stretto di Messina interviene nella questione: “E’ un peccato non realizzarlo. Ho lavorato a lungo per questo progetto, sono successi fatti straordinari, siamo incappati nella più grande crisi finanziaria che si ricorda dalla Grande depressione degli anni Trenta, forse un giorno ci accorgeremo che questa è perfino più impegnativa. Il governo ha dovuto rivedere il suo ordine di priorità e quindi cancellare i finanziamenti in precedenza previsti per legge. Noi siamo uno strumento del governo e quindi non possiamo che prendere atto di questa decisione”. L’auspicio di Ciucci è che “il grande lavoro fatto non vada sprecato perché già oggi si dice che molti ponti che vengono realizzati nel mondo sono Messina style. E’ un peccato che il ponte vero, il prototipo punto di riferimento non venga realizzato”.

Infine anche Giuseppe Scopelliti, presidente della regione Calabria, commenta in linea con il presidente della società dello Stretto: “Il ponte per noi continua a essere un altro grande obiettivo. Vedremo cosa accadrà nei prossimi mesi. Si pensi – aggiunge – a cosa può significare oggi l’idea di un investimento in un ponte così importante che creerebbe migliaia e migliaia di posti di lavoro e movimenterebbe le attività imprenditoriali sul territorio” E conclude: “Questa decisione è stata un colpo mortale alla Calabria e alla Sicilia”.