Mantengono gli sguardi fissi sui siti e sui quei numeri che cambiano di minuto in minuto per l’intera giornata. Poi, solo a sera, la gioia, gli abbracci, i brindisi. “Abbiamo fatto il botto, è un risultato formidabile, da lacrime agli occhi”. L’Emilia Romagna, laboratorio politico dei 5 stelle fin dagli esordi, si conferma granaio dei consensi per Beppe Grillo ed elegge il Movimento secondo partito della regione, con quasi il 25% dei voti alla Camera e oltre il 23% al Senato. Una festa a metà però, rovinata dal pericolo di un ritorno al voto che azzererebbe l’esito, riportando tutti ai blocchi di partenza.

I numeri parlano chiaro già a poche ore dalla chiusura dei seggi, ma al circolo Mazzini, quartiere generale degli attivisti, tutti preferiscono mantenersi prudenti. “È ancora presto” – mette le mani avanti Marco Piazza, consigliere comunale di Bologna, arrivato poco prima delle 19 direttamente dal seggio del quartiere Santo Stefano. “Certo, se si confermano questi risultati vuol dire che la gente ha voluto premiare le idee e il lavoro già fatto nelle istituzioni”. E poi ammette: “A livello nazionale me lo aspettavo, ma a Bologna no. Speriamo che i dati rimangano così”.

Si lascia andare all’entusiasmo, invece, Massimo Bugani, che su Facebook parla di “risultato incredibile, da lacrime agli occhi”. A differenza degli altri non si trattiene. È un fiume in piena: “Il mondo sta cambiando mi auguro finisca l’era del Movimento 5 Stelle trattato come movimento di passaggio, eravamo al 3% tre anni fa ora siamo a percentuali incredibili, e tutto senza soldi, senza giornali e tv. Ingroia è fuori? Contribuisce alla gioia del Movimento 5 Stelle”.

Al Mazzini, Bugani arriva con la pettorina del Movimento 5 stelle addosso e non smette mai di sorridere. Sono le 20, le percentuali non sono scese di un solo punto. È fatta, si comincia a giocare sul serio. “Sono emozionata, ma sento anche un grande senso di responsabilità” dice con un filo di voce Michela Montevecchi, capolista al Senato in Emilia Romagna. Dopo di lei arriva anche Mara Mucci, 30 anni,una laurea in informatica in tasca e un figlio nato da appena un anno a casa. “So che in Parlamento saremo l’ago della bilancia, per questo voteremo idee e non ideologie. Se il Pd proporrà cose buone potremo dialogare, ma niente alleanze”

Man mano che aumenta il numero delle sezioni, però, le percentuali disegnano la fotografia di un’Italia ingovernabile. E anche se tra i militanti si cerca di pensare solo alla festa, l’ipotesi di nuove elezioni rabbuia il viso di alcuni candidati pronti a partire per Roma. “Siamo delusi e insieme sorpresi dalla rimonta di Berlusconi” commenta con una punta d’amarezza Adele Gambaro, “Non mi stupisce invece il nostro successo: ho girato le piazze e ho visto che la gente era con noi”. Anche il consigliere regionale Andrea Defranceschi si mostra preoccupato per la situazione: “Se al Senato non c’è la maggioranza si riandrà alle urne”.

In sala la musica è quella che nelle ultime settimane ha accolto l’arrivo di Grillo sui palchi di tutta Italia: “Non siamo un partito, uno vale uno”. I bicchieri in alto e le bandiere ben visibili per i flash dei fotografi: si brinda a un trionfo che in Emilia, dopo i numeri toccati alle amministrative, sembra quasi scontato. Ma su cui incombe, ora dopo ora, l’ombra di un ritorno alle urne.