Ma come? Bifo non aveva smesso di credere nella democrazia rappresentativa? Domanda che si saranno fatti in molti, quando su facebook hanno visto apparire il suo ultimo messaggio: “Ci sono ricascato: ho votato per il movimento di Beppe Grillo”. Sia chiaro: quella parola, “ricascato”, si riferisce all’essersi affidato di nuovo alle urne, questa volta come elettore, nel 2009 come candidato nella fallimentare esperienza civica di Bologna Città Libera. Le motivazioni del voto di Franco Berardi, uomo di punta del movimento bolognese negli anni 70 e da tutti conosciuto più semplicemente come Bifo, c’entrano davvero poco con la delega che gli elettorali danno ai parlamentari. “Non l’ho fatto perché io creda nella possibilità di cambiare l’Italia – spiega – ma perché ho pensato che valeva la pena di dare il mio minuscolo contributo a rendere ingovernabile il paese”.

Il ragionamento di Berardi entra nel catastrofico, e si basa su un assunto di fondo: il capitalismo finanziario sta devastando l’Unione Europea, creando miseria e dando spazio alla reazione di estrema destra. “Distruzione dei diritti del lavoro, dimezzamento del salario reale, imposizione di un orario di lavoro senza limiti, disoccupazione di massa, privatizzazione della scuola e della sanità. Questo è il programma del capitalismo finanziario in Europa”. Se è così, ragiona Bifo, l’obiettivo minimo deve essere quello di mettere i bastoni tra le ruote all’Unione europea. No quindi al voto per il centro destra, “mafia siculo-lombarda”. No anche al voto per il centro sinistra, “che si prepara a rispettare il disegno distruttivo di Banca centrale e ceto neoliberale”. Sì invece a un voto che contribuisca a rendere l’Italia ingovernabile, a far saltare la governance europea e a dare il via ad un processo disgregativo su scala continentale. “Il movimento di Beppe Grillo può piacere o non piacere. Non mi entusiasmano i suoi toni, i suoi metodi e non mi piace il suo giustizialismo, ma può svolgere la funzione di rendere ingovernabile la provincia italiana e di mettere così in crisi il progetto anti-europeo della classe finanziaria. Per questo l’ho votato”.

E ancora, rispondendo a un internauta preoccupato dalla presunta svolta “filo grillina” di uno dei teorici della sinistra extraparlamentare bolognese: “Naturalmente capisco benissimo il timore che il movimento di grillo si trasformi in una forza populista di massa. Se conquistasse potere di governo potrebbe essere molto pericoloso. Lo so. Ma non credo che ci sia questo pericolo, credo che si limiti ad essere un fattore destabilizzante. Ne riparleremo fra un paio di anni, e se hai ragione tu ti spedisco una cartolina di pentimento da qualche campo di rieducazione grillista”.

Bifo trova anche il tempo per punzecchiare gli “amici e compagni un po’ snob che arricciano il naso di fronte al populismo e al linguaggio rozzo”. A loro fa presente che il programma del Movimento 5 Stelle prevede l’introduzione di un salario di cittadinanza (nel programma di parla di “sussidio di disoccupazione garantito”) e la riduzione a 30 delle ore lavorative settimanali. “Come potevo non votarlo?”