Un bacio per i diritti, un bacio per la libertà. E’ passato un anno dal kiss-in organizzato, a Bologna, dal gruppo di volontari del Pride 2012, la manifestazione nazionale della comunità lgbt (lesbica, gay, bisessuale e trans) che scelse San Valentino per protestare contro le dichiarazioni del senatore Pdl, Carlo Giovanardi. E anche quest’anno la giornata degli innamorati è stata dedicata alla protesta, ma anche alla rivendicazione. Un bacio collettivo, scattato allo scoccare delle 16 in punto, in quattro luoghi simbolo della vita cittadina: Piazza Maggiore, le poste centrali di Piazza Minghetti, la Pam di via Marconi e il Cup al Sant’Orsola. Un bacio, raccontano le decine di coppie etero e omosessuali che hanno partecipato all’iniziativa, per “affermare con forza che è il nostro turno: per i diritti, per il riconoscimento sociale e giuridico delle nostre coppie, per l’affermazione delle nostre famiglie e delle nostre quotidianità, per la reale parità di tutta la comunità Lgbt”.

“Io ho partecipato perché credo che questa società vada sensibilizzata – racconta Giada, 23 anni, che ha baciato Sofia di 24 – la verità è che gli omosessuali, noi, non facciamo nulla di male e se qualcuno, vedendoci passeggiare mano nella mano si infastidisce, allora è quel qualcuno ad avere un problema”.

Molte le coppie, tra fidanzati e amici, che hanno partecipato al flash mob, iniziato con la distribuzione di numerini di carta che simboleggiavano “il proprio turno” a essere, esprimersi e vivere liberamente la propria sessualità, e un cartello: “Gay Lesbiche Trans: È il nostro turno!”. Nel cuore di Bologna, la Piazza Grande, scelta perché “sede del Comune, che rappresenta la vita del cittadino, ma anche il matrimonio civile” si sono radunate più di 50 persone, mentre davanti all’ufficio postale, “dove si pagano le bollette e quindi scelto a rappresentare il ruolo di contribuente dello Stato”, erano più 30 persone. Altre 20, invece, hanno partecipato ai kiss in del supermercato, “che indica il momento in cui si fa la spesa per la famiglia, con la persona amata”, e del Cup, “il luogo dove ci si prende cura dei propri cari. Cosa che a una coppia di fatto non è concessa”.

“E’ incredibile che nel 2013 ancora si debbano legalizzare le unioni tra lo stesso sesso – spiega Andreea, che ha baciato Manuela – a noi piacerebbe vivere la nostra vita con maggiore libertà ma non possiamo. E il fatto di aver dovuto organizzare il flash mob lo dimostra. E’ triste che quando passeggiamo con i nostri fidanzati o fidanzate la gente ci guardi, e che qualcuno preferisca quindi evitarlo. Questa è stata un’occasione per ricordare a tutti che ci siamo, che vogliamo farci sentire, e che siamo stanchi di nasconderci”.