Dal suo blog Beppe Grillo ci offre 20 punti “per uscire dal buio”. In realtà dopo averli letti brancoliamo ancora di più, non bastano cinque stelle a rischiarare la notte. Speriamo che presto arrivi un programma dettagliato o che l’ex comico spieghi cosa intende fare davvero, magari in un contraddittorio e non in un comizio in piazza o in un videomessaggio. Sarebbe utile per tutti, anche per lui.

Ecco i punti. E i dubbi che sollevano.

1. Reddito di cittadinanza

Quanto e con che soldi? E chi ne ha diritto?

2. Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa

Questo punto è così vago da non significare nulla. E comunque lo sposerebbero tutti i partiti, dalla Lega a Monti.

3. Legge anticorruzione

C’è già. In cosa dovrebbe cambiare?

4. Informatizzazione e semplificazione dello Stato

Idem come sopra: l’hanno promessa TUTTI i politici d’Italia da quando esiste l’informatica (chissà, forse anche da prima).

5. Abolizione dei contributi pubblici ai partiti

C’è stato anche un apposito referendum un’era geologica fa. Ma poi come si regolano i contributi privati? Tipo quelli dei Riva a Bersani, per intenderci. Come si garantisce che la politica non diventi ostaggio delle lobby più forti?

6. Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi 20 anni

Se gli arricchimenti sono illeciti, si immagina che ci sia una sentenza a stabilirlo. E una volta che lo abbiamo scoperto? Li prendiamo a insulti per strada? Per come vanno le cose in Italia si creerà una apposita commissione, che pagherà consulenti, farà rapporti, e alla fine ci darà informazioni poco utili.

7. Referendum propositivo e senza quorum

Un po’ pericoloso, ma interessante. Ci deve essere però qualche barriera, o poche minoranze possono tenere in ostaggio la maggioranza.

8. Referendum sulla permanenza nell’euro

Questo è semplicemente incostituzionale. Non si possono fare referendum sui trattati internazionali. E Grillo comunque non avrà i voti in Parlamento per proporre una riforma della Costituzione.

9. Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese

Altra buona idea. Se resta un filtro – come il numero di firme a sostegno delle proposte di iniziativa popolare – può essere uno strumento utile per un po’ di democrazia dal basso.

10. Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti

Si può fare. Ma prima serve una legge antitrust fortissima (peccato che nel programma del % Stelle ci sia la proposta di abolire le authority, inclusa quella della Concorrenza). E poi sarebbe complesso decidere chi deve farsi carico dei debiti della Rai. Sarebbe forte la tentazione di vendere ai privati Rai2, Rai3 e il resto del digitale liberi dall’indebitamento lasciando tutto al contribuente.

11. Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato

Niente da dire, dopo il Porcellum si può solo migliorare. Resta da specificare se con doppio turno o senza.

12. Massimo di due mandati elettivi

Ma davvero se uno fa il consigliere comunale a Frosinone poi può fare solo un mandato da Parlamentare? La politica è una cosa complicata, l’esperienza può essere utile, quello che conta è che le posizioni siano sempre contendibili evitando che l’incumbent, cioè chi detiene la carica in palio, sia troppo favorito.

13. Legge sul conflitto di interessi

Anche Berlusconi ne ha fatta una, per quanto sembri incredibile (l’inutile legge Frattini del 2004).

14. Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica

Questa è come il rimborso dell’Imu proposto da Berlusconi. Sulla carta siamo tutti contenti, ma da dove diavolo arrivano i soldi?

15. Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali

Il problema è sempre stato l’uso discrezionale dei fondi, non l’esistenza di un sostegno all’editoria (tipo l’Iva agevolata). Comunque, in tempo di crisi, si può ridurre il contributo, magari garantendo comunque il pluralismo finanziando solo le testate web.

16. Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza

Bellissima idea. Complicata da realizzare. Chi paga la rete in fibra? Chi deve detenere la rete in rame oggi di Telecom? La Cassa depositi e prestiti? Come si finanziano gli investimenti? Li paga lo Stato o i privati?

17. Abolizione dell’Imu sulla prima casa

Il programma di Grillo comincia a costare più del New Deal di Roosevelt. Solo questa voce comporta circa 4 miliardi all’anno. E dove li trova, visto che non propone tagli di spesa (anzi, invoca aumenti) o imposte patrimoniali?

18. Non pignorabilità della prima casa

Idea geniale che avrebbe una conseguenza immediata: i tassi sui mutui schizzerebbero di parecchi punti percentuali. Nessuna banca presterebbe soldi a giovani coppie o famiglie a basso reddito se non può neppure avere in garanzia l’immobile acquistato col mutuo.

19. Eliminazione delle province

Pure questo lo hanno promesso praticamente tutti. Il difficile è farlo.

20. Abolizione di Equitalia

Le tasse le raccoglierà direttamente Grillo, che da bravo genovese è attento agli spiccioli. Comunque già da quest’anno i Comuni possono decidere se affidarsi a Equitalia o mettere a gara il servizio di riscossione. Quindi Grillo propone di lasciare in campo solo i privati? E con quali regole?

Chissà se Grillo fornirà dettagli prima del 24 febbraio. Da anni insulta i giornalisti che non hanno letto il programma del Movimento 5 Stelle pubblicato sul blog. Ma anche quello è sempre stato un vago elenco di suggestioni. A tre settimane dalle elezioni i tanti italiani che pensano di votare Grillo forse meriterebbero qualche proposta più dettagliata.

Oppure non resta che concludere che Grillo sta confermando i timori di chi è scettico verso il suo movimento: tanta gente piena di buone intenzioni ma con idee un po’ confuse.

Anche i politici incompetenti possono fare danni, non soltanto quelli ladri o in malafede.