“Piove governo tecnico!”. Arriva a Bologna Beppe Grillo con lo Tsunami Tour sotto il diluvio universale. Piove da ore e Piazza Maggiore, a Bologna, si riempie comunque di 2000 persone sotto l’ombrello o riparate fitte fitte sotto i lunghi portici che attorniano la piazza.

“Ci danno al 4 e al 42%, non si capisce più niente. Comunque ripartiamo da qui, dalla piazza del Pd, il Movimento da qui riparte per prendersi il Parlamento”. I sondaggi del nuovo anno che volevano i 5 Stelle in calo, attorno al 10%, ora sentenziano altre cifre. Ben più alte, attorno al 15% e anche di più. Sarà per le performance oratorie, e ancor di più fisiche, dell’oramai ex comico genovese, ma i comizi di Grillo riempiono le piazze e spingono la lancetta dei votanti verso l’alto, con la freccia inserita per superare a sinistra la lista Monti, diventato il terzo partito nazionale.

Così dopo i bagni di folla in Sicilia, Abruzzo, Toscana, è di nuovo il turno dell’Emilia Romagna già toccata nei giorni scorsi. Nonostante la pioggia, annunciata e chiamata con quelle che a Bologna chiamano le “iazze”, sorta di malocchio gergale di queste parti, Grillo arriva con la macchina elettrica parcheggiata fin dentro al cortile di Palazzo D’Accursio, sede del Comune di Bologna. Poi esce e di corsa corre a baciare uno dei tanti “sprechi” dell’amministrazione: un parquet in legno per abbellire una storica piazzetta costato migliaia di euro.

Fresco dal ‘sacco di Roma’, dove è riuscito a ottenere i permessi per chiudere la campagna elettorale 2013 nell’immensa piazza San Giovanni, lo storico spazio dei comizi targati centrosinistra, il leader del Movimento Cinque Stelle arringa nuovamente la folla partendo dal “reddito di cittadinanza“: “Da qui vogliamo ripartire per i cittadini italiani: un reddito minimo garantito per tutti. 900, 1000 euro al mese. E da dove prendiamo i soldi? Intanto iniziamo dai 242 milioni che ci costa la presidenza della Repubblica, cominciamo a risparmiare dall’alto”.

“Dopo Napolitano, altri 7 miliardi arriverebbero dalla cancellazione delle Province, poi i 600 milioni che spendiamo in Afghanistan per i soldati e i 98 miliardi che lo Stato spende per le slot machine”, argomenta, “Tutti i soldi risparmiati finirebbero in una Banca di Stato, sì una banca pubblica con un presidente della repubblica, nuovo, che fa da garante”.

Ma è su La 7 che scoppia l’ira di Grillo: “Tra tutti i canali televisivi, La7 è il più fazioso, un canale fuori controllo, con figuranti strapagati nonostante abbia perso circa 70 milioni nel 2012″. Tutta colpa dell’intervista a Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, andata in onda a ‘Servizio Pubblico’ del 31 gennaio scorso “montata tagliando le risposte in modo da renderle ridicole o incomprensibili”.

“Sul blog  l’ho pubblicata integralmente in modo che ognuno possa valutare l’obiettività dell’informazione” spiega dal palco della piazza, “Ma qualcuno di voi sa chi paga le perdite? TImedia, di Telecom Italia, che ne detiene la proprietà, quindi la finanziamo tutti noi con le bollette, peggio del canone”. Poi puntualizza che apparirà in tv, ma “mai in un talk show”.

“Siamo in guerra, siamo alleati con la Francia, noi facciamo la logistica dei missili, ma noi abbiamo l’articolo 11 della Costituzione e siamo contro qualsiasi guerra”, ha spiegato Grillo sul tema della guerra in Mali come fa da diverso tempo a questa parte dai palchi dello Tsunami tour, “ma faccio una domanda: bombardi i musulmani? Se Al Qaeda s’incazza poi fa una rappresaglia e con chi ce la dobbiamo prendere? Dato che siamo in eurovisione voglio dire a tutti gli amici musulmani: io non sto con i francesi, non l’ho deciso io. Se proprio volete bombardare o mandare qualche missile ve le diamo noi le coordinate. Sono quelle di una cittadina ridente, un po’ più a Sud di Bologna. Sono quelle del Parlamento di Roma, ma fatelo prima del 25 febbraio, altrimenti ci prendete anche a noi”.

Ma ce n’è anche per l’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena: “Si sono inventati una fondazione Monte dei Paschi nel 1995 e dentro ci sono Comune, Provincia e Regione e sono tutti del Pd. Profumo, pane e Pd per tutta la vita, è andato a Siena per licenziare 4 mila persone. Impiegati che piangono e che hanno comprato azioni della banca a 5 euro che ora gli valgono nemmeno 0,2 cent”.

Sul blog di Grillo è apparso, infine, il risultato del sondaggio Nessuno deve rimanere indietro a cui hanno partecipato 60.155 votanti. A ciascuno è stato chiesto di scegliere 5 punti ritenuti più importanti per lo sviluppo dello stato sociale. Il punto più votato, con 41.148 preferenze, è stato l’imposizione di un tetto pensionistico massimo di 6.000 euro lordi mensili. A seguire, con 37.335 preferenze, il ripristino dei soldi tagliati alla scuola e alla sanità. Terzo punto più votato è stato l’eliminazione dei fattori a rischio ambientali per la salute, con 36.171 preferenze. Quarto punto l’introduzione in Italia del reddito di cittadinanza che ha ricevuto 28868 preferenze. Il quinto punto più votato è stato l’introduzione della pensione a 60 anni di età, con 27.454 preferenze.