L’ambientalismo oggi si concentra sul degrado e sulla distruzione dell’ambiente naturale che toccano purtroppo ogni angolo del globo, ma spesso si dimentica di ciò che è successo a monte. Ed invece non bisogna dimenticare. Si dice che occorre agire localmente e pensare globalmente. Io direi che occorre invece “pensare  globalmente e storicamente”, per “scoprire” che la storia della distruzione della natura, è andata di pari passo con la distruzione dei nostri simili che si opponevano all’avanzata della cosiddetta “civiltà”. Questo non lo possiamo né dobbiamo dimenticare.

Così come non possiamo né dobbiamo dimenticare che questi popoli quasi sempre vivevano in comunione con la natura. Questo, da un lato ci può servire per comprendere che l’uomo forse non è poi il cancro dell’universo, ma semmai solo un tipo di uomo lo è, e da un certo periodo storico in poi. E può anche servire per relativizzare la gravità di altri eccidi che si sono perpetrati. E quando dico questo penso soprattutto alla Shoah, all’eccidio perpetrato contro gli ebrei dal Terzo Reich. Giustissimo ricordare questo immane massacro di una moltitudine che va dai cinque ai sei milioni di ebrei, ma è stato forse meno grave l’eccidio dei pellerossa, per il quale si calcola che i morti furono circa sette/otto milioni? Questo a tacere del fatto che gli ebrei oggi hanno una nazione propria (ne sanno qualcosa i Palestinesi), mentre i pellerossa continuano ad essere trattati come uomini di serie B, rinchiusi nei ghetti delle riserve. E che dire di un altro popolo che viveva in comunione con la natura come quello Tibetano, sterminato dall’esercito cinese(qui si parla “solo” di un milione di vittime) per soddisfare il capitalismo camuffato da imperialismo comunista?

Quello che noi chiamiamo “sviluppo” è una strada lastricata di eccidi, di stragi, che non finiscono neppure oggi (l’Amazzonia insegna). Almeno abbiamo il coraggio di ammetterlo. Domani è la giornata della memoria. Perché non dedicarla a tutte le stragi che l’uomo ha perpetrato sui suoi simili? Non ci sono stragi di serie A e stragi di serie B.