Sono 41 gli stranieri rapiti all’alba nell’attacco ad un autobus che trasportava all’aeroporto i dipendenti di un impianto di estrazione del gas gestito dalla Sonatrach e dalla Bp ad Amenas nel sud dell’Algeria. Secondo il sito web del quotidiano algerino el Watan tra gli ostaggi stranieri ci sarebbero “sette statunitensi, due francesi, un britannico ed un giapponese”. Le altre fonti avevano invece parlato di cinque giapponesi, un irlandese, un francese e un norvegese. Quel che è certo è che finora ci sono almeno due morti, un francese e un britannico. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale Aps, che cita fonti governative locali, i feriti sono invece due poliziotti e quattro dipendenti del complesso, tra cui due stranieri.

La brigata di Al Qaeda nel Maghreb islamico, “Khaled Abul Abbas”, guidata da Moctar Belmoctar, ha rivendicato l’attacco e il rapimento definendolo una rappresaglia per l’autorizzazione al sorvolo del proprio spazio aereo concessa da Algeri ai jet francesi che dall’11 dicembre stanno bombardando i gruppi islamisti in Mali, da dove i rapitori hanno dichiarato di provenire. Belmoktar, noto jihadista cieco da un occhio conosciuto come “l’intoccabile”, condannato più volte all’ergastolo in Algeria, suo paese natale, è stato tra i membri fondatori dei terroristi algerini del gruppo dei “Salafiti per la predicazione e il combattimento”, che poi è confluita nell’organizzazione fondata da Osama bin Laden diventando “Al Qaeda nel Maghreb Islamico”, formazione che avrebbe lasciato alla fine del 2012. Belmoktar è conosciuto anche come uno degli organizzatori dei rapimenti di stranieri in tutto il Sahel. I terroristi hanno fatto sapere che la salvezza degli ostaggi dipende dalla fine dell’intervento armato francese in Mali. La Casa Bianca sta “seguendo da vicino” la situazione.