Basta con lo spreco omologato imposto dalla moda! Vorrei che i partiti e i movimenti progressisti lo fossero anche nei fatti mettendo ai primi posti dei loro programmi innovazioni semplici ed ecologiche, oltretutto a costo zero.

Grillo, Vendola, De Magistris e Bersani potrebbero compiere un gesto rivoluzionario mostrando, durante i comizi, di indossare calze bicolori.

Ad alcuni sembrerà questione di poco conto visti i nazionali problemi. Ma in realtà l’odiosa abitudine consumista di indossare calzini dello stesso colore porta danni enormi al Sistema Italia e al mondo in generale.

Sul pianeta infatti ci sono almeno 3 miliardi di persone abbastanza ricche da indossare calzini. Calcolando che un paio dura mediamente 2 anni, e che un calzino di ogni coppia si consuma o sparisce (i calzini hanno un’anima ribelle) prima dell’anno e mezzo, ne discende che ogni anno vengono buttati 750 milioni di poveri calzini perfettamente funzionanti.

Calcolando che un calzino costa mediamente 75 centesimi (dato medio fornito dall’Istituto Mondiale dei Calzini) e che esso viene buttato in 750 milioni di casi 6 mesi prima del naturale decesso, ne discende uno spreco a calzino di 25 centesimi. 187,5 milioni di euri con i quali si potrebbe sfamare l’Africa a salsicce.

Se poi calcoliamo che per riassorbire l’anidride carbonica prodotta per fabbricare un calzino servono 9 alberi, possiamo dire che riducendo anche solo del 20% questo sperpero calzinesco avremmo ottenuto ogni anno l’equivalente benefico della trasformazione della Lombardia in una foresta (con relativo sgombero di Milano, che non sarebbe male).

C’è poi da aggiungere che il fatto di girare con calzini spaiati dà alla quotidianità una sfumatura clownesca e induce i tuoi vicini di casa a ridere, il che fa bene alla salute e, secondo alcuni test condotti dall’Università di Las Vegas, riduce del 20% la litigiosità condominiale con un grosso risparmio per il sistema giudiziario dal punto di vista economico e tempistico.

Ma vorrei anche osservare che una profonda riflessione di massa sull’epistemipodemia (dal greco “epistemescienza e “ypodemacalzare) potrebbe portare a un grande crescita della capacità di cooperazione.

Infatti è proprio a causa di una mancanza di senso della cooperazione che accade che la gente non riesce a far collaborare camminando neppure i suoi piedi. Ed è questo che porta a un consumo estremo di un calzino rispetto a quell’altro. Uno dei due piedi, sforza e si torce nella scarpa più dell’altro disfando così la consistenza del povero calzino indifeso che regge da solo tutto il peso del corpo, senza neanche un briciolo di gratitudine sociale.

E Monti non dice niente!

Ma non è sol questo. La calzinologia nasconde anche un’altra scioccante realtà: mediamente le persone non riconoscono la differenza tra calzino destro e sinistro, li si indossa indifferentemente sui due piedi a prescindere.

Ma com’è allora che un calzino si consuma prima dell’altro?

Ciò vuol dire che, inconsciamente, siamo in grado di distinguere calzino destro da calzino sinistro e preferiamo indossare su ogni piede il calzino corrispondente. Una capacità che rasenta il superpotere oppure la negazione delle normali leggi statistiche che porterebbero i calzini ad essere indossati mediamente tanto su un piede quanto sull’altro, alternativamente.

E se è vero che l’essere umano è in grado di percepire la destrità o la sinistrità di un calzino afflosciato che è stato maltrattato da una lavatrice centrifugante a velocità subsonica, allora possiamo dire che è probabile che gli extraterrestri siano già sbarcati sulla Terra e da anni si dedicano a copulare prevalentemente con calzini sinistri per misteriosi scopi devozionali.

Di Jacopo Fo e Simone Canova, fondatore del Movimento Calzini Spaiati, al quale hanno finora aderito 27.597 persone.

 
Ps: per realizzare questa inchiesta abbiamo intervistato 728 persone di ambosessi, senza escludere in alcun modo identità sessuali e transessuali. Infatti, siamo convinti che sarebbe discriminatorio non tener conto del fatto che tutti consumano in modo differenziato il calzino a prescindere dalle proprie libere inclinazioni erotiche. E comunque Maria Pia Bee fa eccezione perché lei indossa i calzini sapendo in modo razionale e documentato qual è il destro. Dice che lo vede perché curva a mezza luna crescente. Quello sinistro invece è calante. Ma Maria Pia non usa un anticalcare di marca.