Il fantasma del risparmio tradito, con i casi Cirio e Parmalat che ancora pesano sulle tasche degli italiani, aleggia sul Paese travolto dalla crisi. E chi dovrebbe vigilare, l’arbitro, è parziale, inerte, poco indipendente e trasparente. Questi, in sintesi, i cardini della denuncia della Federconsumatori nei confronti della Consob, l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari che dal 2010 è guidata da Giuseppe Vegas, l’ex braccio destro di Giulio Tremonti al Tesoro con una lunga carriera alle spalle di uomo della pubblica amministrazione, nonché di parlamentare prima di Forza Italia e poi del Pdl. Due i punti principali al centro dell’attacco dell’associazione dei consumatori sfociate in diffide formali, ricorsi a Tar e, infine, in un esposto alla Procura di Roma.

Innanzitutto una maggiore propensione della Commissione di vigilanza dei mercati a prestare il fianco alle “posizioni rappresentate dall‘industria finanziaria“, lasciando “sistematicamente inascoltate” le istanze indipendenti del mondo accademico e quelle pro consumatori delle associazioni apposite e dei sindacati nell’ambito delle consultazioni per le revisioni regolamentari.

“I tavoli di semplificazione normativa avviati dal Presidente della Consob a inizio mandato, la crescente disattenzione per la trasparenza dei rischi tramite scenari probabilistici e le decisioni organizzative sulla camera di conciliazione ne sono esempi palesi – denuncia Federconsumatori in una nota – La trasparenza dei rischi attraverso le probabilità a supporto delle decisioni di investimento, che il Presidente della Consob in più occasioni, e da ultimo all’audizione della Camera del 25 ottobre, ha osteggiato o addirittura denigrato, basandosi su inesistenti divieti comunitari, è uno strumento essenziale  per la tutela del risparmio e del denaro pubblico, dato che anche enti locali e Stato devono interfacciarsi con la finanza e con i derivati”.

Tanto più se “si pensa che il trasferimento di flussi finanziari, a vantaggio delle banche e a danno del risparmio nel caso in cui questo diventi preda di finanza “tossica”, rappresenta un problema di sottrazione di risorse non solo per i consumatori ma anche per il sistema Paese, dato che a beneficiarne sono spesso banche estere, magari anche al di fuori della nostra area valutaria”, prosegue l’associazione che parla di “inerzia della Consob che, a volte, è addirittura sfociata in un’eccessiva “vicinanza” al mercato e in una scarsa “attenzione” verso i consumatori”. 

Il riferimento, in particolare, è alla proposta di Federconsumatori di evitare nuovi episodi di risparmio tradito grazie a titoli trasparenti con l’introduzione dell’obbligo per chi li vende di fornire informazioni sulla loro probabilità di guadagno e di perdita. Questa proposta è stata però scartata dall’Authority di vigilanza dei mercati finanziari perché sarebbe in contrasto con la normativa comunitaria. L’adozione di scenari probabilistici di rendimento “non è assolutamente in contrasto con le norme Ue – controbatte il vicepresidente di Federconsumatori, Francesco Avallone  – la Consob preferisce occuparsi delle banche internazionali che vengono a fare razzia in Italia piuttosto che delle famiglie. Con un risparmio accumulato che, nonostante la crisi, vale oltre 6 volte il Prodotto interno lordo, sono però proprio le famiglie a reggere il Paese”.

In secondo luogo, l’associazione dei risparmiatori punta il dito contro la riorganizzazione interna della Commissione varata dall’era Vegas, che “hanno limitato la collegialità delle decisioni, ostacolando il virtuoso circuito della qualità e dell’indipendenza degli accertamenti e riducendo l’efficienza dell’azione della Consob”. I “riordini” deliberati dall’Authority, secondo Federconsumatori, sono “afflitti da esuberanza burocratica: con poco più di 500 dipendenti, la Consob è passata da 40 centri organizzativi (31 uffici e 9 divisioni) a 70 (51 uffici, 9 divisioni, 3 aree, 7 tavoli di coordinamento)”.

E’ per questi motivi che Federconsumatori, insieme alla Cgil, ha presentato un ricorso al Tar contro le scelte organizzative recentemente adottate dalla Consob. A seguito della scelta di intraprendere un’azione legale, l’associazione Federconsumatori ha presentato domanda di accesso agli atti per poter visionare tutta la documentazione inerente le decisioni di ridefinizione dell’assetto organizzativo della Consob. “Purtroppo, la Consob ha opposto un diniego all’istanza di accesso agli atti e non ha nemmeno risposto all’atto d’intimazione. Conseguentemente, la Federconsumatori ha deciso di rivolgersi nuovamente al Tar per ottenere l’ostensione dei documenti richiesti – conclude l’associazione – e di presentare un esposto denuncia alla Procura della Repubblica di Roma al fine di portare alla dovuta attenzione le numerose e reiterate violazioni di legge che, ad avviso della Federconsumatori, caratterizzano le scelte gestionali adottate dalla Presidenza Vegas e che contrastano con il ruolo che la Consob dovrebbe svolgere nell’interesse del Paese e dei risparmiatori”.