Emma è nata in un caldo giorno di maggio in un ospedale di Milano. Le è stata subito diagnosticata una grave malformazione congenita. I suoi genitori hanno deciso di non riconoscerla.

Rocco ha 4 mesi. La sua mamma e il suo papà lo hanno desiderato tanto ma la loro tossicodipendenza li ha resi inadatti a essere genitori.

Per Emma il Tribunale per i Minorenni ha emesso un decreto di adottabilità e il Servizio Sociale che seguiva il caso ha deciso che l’ospedale non è un buon posto dove attendere una mamma e un papà. Rocco, una mattina, è arrivato in una comunità di pronta accoglienza per piccolissimi dov’è rimasto finché il Servizio Sociale ha deciso che la comunità (per questa situazione) non era il luogo più adatto in cui crescere. E anche i genitori di Rocco lo pensavano.

Per entrambi i bambini sono state individuate due famiglie affidatarie disponibili ad accoglierli per un breve periodo (massimo 9 mesi). E’ il tempo necessario agli operatori per capire la migliore ‘destinazione finale’.

Unduetre … a casa è il nome del nostro progetto di pronta accoglienza in famiglia per bimbi da 0 a 3 anni. A Milano si è appena tenuto un ciclo di incontri formativi promosso dal Comune. Ha tra i suoi obiettivi quello di permettere ai più piccoli di continuare a “camminare”. Di crescere con la fiducia nelle figure adulte che, alla loro nascita, si sono dimostrate deludenti. Nel caso di Emma si eviterà l’ospedalizzazione ad oltranza e si permetterà un miglior inserimento della piccola nella sua futura famiglia adottiva. Quando arriverà il momento, Emma avrà già sperimentato il calore di una famiglia, il profumo di una mamma e la confusione di fratelli e sorelle.

Per Rocco non si interromperanno la sua necessità e la sua esperienza di figure di riferimento esclusive, costanti e sempre uguali. Vivrà il calore di una famiglia normale e potrà mantenere una relazione significativa con i suoi genitori, sui quali verrà ‘cucito’ un progetto ad hoc se sarà stabilito che un rientro a casa del piccolo sarà possibile.

Un bambino che fin da piccolo può sviluppare l’attaccamento con una figura adulta cresce sano, uno a cui questa possibilità viene negata rischia di avere una crescita disfunzionale. Perciò garantire a ogni neonato ‘l’attaccamento’ nei primi mesi di vita è decisivo.

Le famiglie affidatarie del progetto Unduetre … a casa sono famiglie normalissime con figli, alle quali viene chiesto di “far famiglia” dimenticando, per un momento, le storie dolorose che questi bambini portano con sé, di avere fiducia nel lavoro degli operatori che, in velocità ma con professionalità, cercheranno di sbrogliare la matassa.

Accanto a queste famiglie affidatarie e a questi piccoli, per tutta la durata dell’esperienza, si aggiunge la figura del partner educativo. Colui che si prende cura dell’intero progetto (insieme al Tribunale per i Minorenni e al Servizio Sociale), del benessere degli affidatari, dei figli naturali, del piccolo in affido. Quando è possibile il partner educativo segue il minore in affido nel mantenimento o nella creazione di una relazione con i suoi genitori naturali.

Questo progetto è un esempio di welfare sano, che pensa alle persone tenendo conto della loro unicità, che se ne prende cura, che scommette sul futuro del Paese. Perché le esperienze di accoglienza di chi è in difficoltà, siano minori o genitori, generano cittadini più consapevoli e attivi. Sono un investimento ma anche un risparmio. Basti pensare che il costo di un neonato in comunità oppure la sola degenza in ospedale sono nettamente superiori all’investimento economico richiesto da questo progetto. Quindi risparmio e allo stesso tempo una risposta più adeguata al percorso di crescita del bambino. Solo se le istituzioni, le realtà del privato sociale e i cittadini si mettono insieme potrà realizzarsi un vero welfare di comunità. E allora sì che i frutti raccolti saranno maturi e succosi.

Emma è andata in adozione tre mesi dopo il suo ingresso in famiglia affidataria. Rocco è tornato a casa sua. I suoi genitori per nove mesi hanno seguito un percorso di disintossicazione e di sostegno alla genitorialità senza mai distogliere il loro sguardo da Rocco che cresceva grazie anche alle cure amorevoli della famiglia affidataria.