Scontro frontale. Ciascuno con il proprio linguaggio, ma è una vera e propria sfida a distanza. Berlusconi ribadisce che ogni indicatore economico è peggiore dopo un anno di governo guidato da Mario Monti e che lo spread è un’invenzione: “Che ce ne importa?”. E il capo del governo risponde e contrattacca: “Dobbiamo stare molto attenti anche a spazzare via miti – dice – cioè che quello che un Paese fa non ha rilievo per lo spread perché contano solo gli interventi della Bce. Spero che anche in questo non si trattino i cittadini in modo più sprovveduto di quello che sono”. A rendere ancora più semplice questo concetto un aneddoto raccontato dalla figlia del presidente: “Il più piccolo dei suoi tre figli ha sentito che al tg si parlava di spread e ha detto: ‘Mamma, spread sono io’. All’asilo lo chiamano spread, tanto il termine è entrato nel linguaggio quotidiano. Non so perché hanno individuato lui, le colpe dei nonni ricadono su nipoti”. 

Il presidente del Consiglio aveva premesso che le oscillazioni dei mercati di questi ultimi giorni preoccupano, ma è un “fenomeno che va preso con calma e freddezza”. Monti aveva proseguito: “Spero che i mercati constateranno che l’Italia non è priva di governo, che esiste un governo con poteri fino a quando un nuovo governo arriverà”.

Ma Monti torna anche sulle critiche alla mancata crescita del Paese. “Sarei felice di apprendere da qualcuno come sarebbe stato possibile salvare l’Italia da un destino greco e intanto farla crescere a ritmo veloce – spiega il Professore a Unomattina – Questa era una ricetta da trovare qualche anno prima, quando non c’era da curarsi da una grande difficoltà finanziaria”. “L’Italia – aveva detto poco prima il presidente del Consiglio – 13 mesi fa era in condizioni molto, molto difficile possiamo ritenere di aver fatto un grossissimo progresso che però ha un costo che nel breve periodo è stato che non c’è stata crescita”. E sottolinea l’importanza degli sforzi profusi nell’ultimo anno: per il capo del governo “l’alunno Italia è uno dei grandi maestri d’Europa. Ogni Paese ha degli alti o dei bassi, negli anni scorsi, lo spirito e la regola dell’appartenenza all’Europa era stata trascurata”.

Con la consueta ironia il presidente del Consiglio, senza per la verità mai nominarlo, sembra rispondere al Cavaliere anche quando gli chiedono conto del suo eventuale futuro politico: “Non capisco questo interesse per il futuro di una persona ormai anziana” dice riferendosi a se stesso, ma forse non solo. “La politica è orientare la testa della gente… – risponde – Credo che sia prima di tutto cultura, cercare di orientare la testa delle persone. Credo di averlo fatto quando ero professore, credo di averlo fatto in questo breve periodo in cui sono presidente del Consiglio sono sicuro che qualunque veste mi tocchi in futuro continuerò a farlo. Il resto verrà…”.

Altra “frustata”, poi, alla Lega Nord: “Il populismo esiste in Europa e si è manifestato in Italia nelle manifestazioni di spirito secessionistico: ogni periodo elettorale ha dato luogo a una tendenza di chi chiede il voto ai cittadini presentando soluzioni un po’ magiche per seguire i loro istinti viscerali anziché prospettare un futuro ai cittadini”. Per contro “se non ci fosse l’Europa queste guerre finanziarie sconvolgerebbero i paesini e mercatini nazionali. Spesso i singoli paesi europei sarebbero soccombenti di fronte ad altre potenze economiche. I singoli governi nazionali senza l’Europa sarebbero sbandati senza il quadro europeo”.

Monti sgombra il campo dalla presenza di forze “oscure” che possano aver “tifato” e ancora sostenere il suo esecutivo. “Esistono soggetti grandi e piccoli che cercano di fare i loro interessi, spesso senza scrupoli. Ma non credo che ci siano complotti di forze occulte. Quando parlo con gli americani e gli asiatici trovo una grande domanda di Europa, perché questo semplificherebbe anche la loro vita”. Il presidente del Consiglio ha ribadito che l’Europa rappresenta “un argine” alle tempeste finanziarie.