Due lavoratrici sono salite sul tetto dell’ospedale San Raffaele di Milano per protestare contro il piano di licenziamenti avviato dall’amministrazione. Le due donne, un’infermiera e un’operatrice socio-sanitaria, hanno spiegato alla polizia che scenderanno dal tetto dell’ospedale solo quando l’amministrazione “avrà sospeso la procedura di licenziamento collettivo e la disdetta di tutta gli accordi aziendali” e quando “sarà aperto un tavolo di confronto con l’amministratore delegato”. A spiegarlo è Angelo Mulè, coordinatore della Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) del nosocomio.

Nonostante il tentativo della vigilanza di convincerle a scendere, le due donne sono rimaste sul tetto dell’edificio. “Ora a gestire la situazione c’è la polizia – spiega la delegata Rsu Margherita Napoletano -, noi stiamo cercando di far arrivare alle nostre colleghe un cambio di vestiti e scarpe asciutti”. I rappresentanti sindacali si riuniranno questa mattina per decidere il da farsi.

“Scenderemo solo quando avremo visibilità da parte delle televisioni nazionali, perché tutta l’Italia deve sapere in che condizioni si trova questo grande ospedale”, ha detto una delle due lavoratrici accampate sul tetto, Daniela Rottoli, vice coordinatrice della Rsu del San Raffaele.

Ieri l’amministratore delegato dell’ospedale, Nicola Bedin, aveva annunciato “la sua immediata e pronta disponibilità ad incontrare la Rsu e le organizzazioni sindacali” già da oggi “e quindi anche prima dell’incontro proposto dall’azienda per venerdì 30 novembre, per il quale peraltro non è stata da parte di Rsu e OoSs ancora data conferma dell’accettazione”. Il piano di riduzione dei costi ha coinvolto anche i medici dell’ospedale, che vedranno decurtarsi lo stipendio in busta paga, come comunicato dallo stesso Bedin nei giorni scorsi in una lettera ai dipendenti.