Nelle carte relative alle indagini sulla cricca era emersa, tra gli altri, una delicata questione relativa a un circolo sportivo e alle attività di Diego Anenome: il Salaria Sport Village.

La questione riguardava la regolarità della situazione edilizia-urbanistica della struttura, costruita in zona a rischio esondazione del Tevere e le competenze a deliberare sulla stessa.

Secondo la giustizia penale ed il TAR la situazione non era conforme alle norme e quindi il sequestro e i sigilli alla struttura erano legittimi e dovuti. Ne era seguita anche una richiesta di demolizione, giustificata proprio dalla pericolosità della zona.

Di diversa opinione, invece, è stato il Consiglio di Stato che, con la sentenza n. 5799/11 – scritta dal relatore Oberdan Forlenza e firmata dal presidente Gaetano Trotta (oggi tra gli aspiranti al seggio della Corte Costituzionale), con collegio composto anche dai conss. Raffaele Greco, D. Sabatino e R. De Felice – ha ribaltato il verdetto del TAR nel periodo, peraltro, in cui era presidente del Consiglio di Stato Pasquale de Lise, coinvolto nelle intercettazioni della cricca.

Numerosi, a suo tempo, gli articoli che evidenziavano il rischio idrogeologico gravante sulla zona : il Salaria Sport Village “sorge in zona  indicata come area esondabile nel Piano di Stralcio – PS1 dell’ABT e classificata come ‘Zona A’, caratterizzata appunto da costante rischio di naturale esondazione delle acque del fiume Tevere”.

Oggi l’epilogo ampiamente prevedibile: nonostante l’acclarata regolarità della struttura da parte del Consiglio di Stato, il Tevere ha esondato allagando disastrosamente il circolo.

C’è solo da sperare che ora non si chieda alla collettività… di pagare (pure!) i danni subiti a causa della “emergenza esondazione Tevere”!