Massimo Ciancimino. Ultimo figlio di don Vito, a cui ha fatto da segretario-tuttofare. È il testimone che dà l’input alle prime indagini sulla trattativa. Indagato per concorso esterno a Cosa Nostra per aver fatto da “postino” del papello, è anche indagato per calunnia a Gianni De Gennaro: almeno uno dei documenti che ha fornito alla procura risulta infatti falso e gli è costato l’arresto nell’aprile del 2011. Secondo la procura di Palermo e quella di Roma, Massimo è anche l’erede dell’immenso tesoro accumulato da don Vito.

Nella sua lunga testimonianza, in cui tira in ballo quasi tutti gli imputati al processo di Palermo sulla trattativa, ha fatto spesso riferimento a un tale “signor Franco” o “Carlo”, un sorta di agente dei servizi di influenza atlantica che per anni avrebbe fatto da tramite tra suo padre e i piani alti dello Stato. Ha più volte anticipato di poter aiutare la procura a trovarlo, arrivando anche ad identificarlo in De Gennaro. Fino ad oggi però la vera identità del signor Franco è oscura. Così come la sua effettiva esistenza.

Trattativa Stato-mafia: l’accusa e la difesa dei dodici imputati