La famiglia di Vigor Bovolenta, il pallavolista forlivese morto a marzo,  a 37 anni, durante una partita,  sta valutando insieme ai suoi legali di fare causa alla società che gestisce il palazzetto dello sport di Fontescodella, in cui Bovolenta ha avuto il malore, per ottenere un risarcimento danni.

Secondo gli avvocati, infatti, i soccorsi sono stati in adeguati, dal momento che il defibrillatore che avrebbe potuto salvare la vita all’ex azzurro si trovava sull’autoambulanza, e non nell’edificio.

Una conclusione a cui i legali sono arrivati leggendo la perizia medica. Nel documento si legge che Vigor Bovolenta è stato ucciso da una “trombosi dell’arteria coronarica discendente destra, trasformatasi in fibrillazione”. Forse, sospettano gli avvocati,  la presenza del macchinario in campo (oggi obbligatoria in tutte le strutture sportive) avrebbe potuto salvare la vita del pallavolista.

Sposato con quattro figli (e uno in arrivo), il centrale è morto colto da un malore accusato nel corso del match di B2, che stava disputando con la sua Volley Forlì contro la Lube a Macerata il 24 marzo scorso.