Il centrale ed ex azzurro di pallavolo Vigor Bovolenta, 37 anni, è morto colto da un malore accusato nel corso della partita di B2 che stava disputando con la sua Volley Forlì contro la Lube a Macerata. Lo ha reso noto la Lega pallavolo serie A. “A nulla – si legge nella nota – sono valsi gli sforzi dei soccorritori, che hanno provato a lungo a rianimarlo prima di trasportarlo in ospedale, dove è deceduto”. Lascia la moglie, Federica Lisi, anche lei giocatrice di volley, e quattro figli.

Sposato e con quattro figli, Bovolenta aveva disputato 553 partite in serie A1 in 21 anni, fino al 2011. Nel suo curriculum due scudetti, due coppe campioni, altre coppe europee, un Mondiale per Club, un argento alle Olimpiadi di Atlanta 1996, un Europeo e quattro World League.

Il presidente della Lega Diego Mosna ha fatto le condoglianze alla famiglia e al Volley Forlì a nome di tutta la Lega pallavolo e dei suoi club. Oggi il previsto minuto di silenzio sui campi della serie A di volley “abbraccerà anche Vigor insieme alla memoria di Roberto Rondoni, di Carlo Facchettin e del militare ucciso in Afghanistan”.

“Mi gira la testa, aiutatemi che cado”. Si è toccato il fianco sinistro, vicino al cuore, e si è accasciato a terra. Vigor Bovolenta, nel terzo set di Lube Macerata-Volley Forlì, si è presentato sulla linea di battuta, ha gettato la palla dall’altra parte e ha chiesto aiuto. Ma per l’ex azzurro. L’atleta, che avrebbe compiuto 38 anni il 30 maggio, è morto poco dopo, tra le lacrime dei compagni di squadra, dell’ allenatore Stefano Mascetti e dei giocatori e dirigenti di Macerata.

In carriera Bovolenta ha vestito anche le maglie di Ravenna, Ferrara Modena, nell’ultima stagione giocava a Forlì. In azzurro ha vinto, oltre ad altri trofei, la medaglia d’argento ai giochi olimpici del 1996.

Vigor Bovolenta era nato a Contarina in provincia di Rovigo il 30 maggio 1974. Dotato di un fisico imponente la sua carriera è stata grandiosa e costellata di successi, già nelle categorie giovanili. Campione d’Europa con la nazionale juniores nel 1992, ha esordito in quella assoluta con Julio Velasco, pochi giorni prima di compiere i 21 anni (a l’Avana il 3 maggio 1995 contro Cuba). In azzurro ha vinto tanto, arrivando a giocare la finale olimpica ad Atlanta 1996. 206 le partite in cui ha fatto parte della nazionale, vincendo: l’argento olimpico nel 1996, la World Cup 1995, gli Europei 1995 e 1999 (argento nel 2001 e bronzo 1997), tre edizioni della World League 1995, 1997 e 1999. Ha chiuso la sua carriera in nazionale giocando la sua seconda Olimpiade a Pechino 2008.

Altrettanto esaltante la sua carriera con il club. Ha esordito con il Messaggero Ravenna nel 1990. Con la maglia di Ravenna ha vinto uno scudetto tricolore, 3 Coppe del Campioni, 1 Coppa Italia, una Coppa Cev e due Supercoppe Europee. Poi la sua carriera è proseguita a Ferrara, Roma, Palermo, Modena (campione d’Italia 2001-02), Piacenza, Perugia, Forlì. Proprio in Romagna, la sua terra d’adozione, ha salutato la serie A e spinto dall’inesauribile passione aveva deciso di rimanere in campo giocando in B2 ed iniziando una nuova carriera dirigenziale.