Quando gonfi troppo un pallone scoppia. Quando in troppi si collegano a un sito internet pure. E’ questo ciò che è successo al sito di Articolo21 che ha lanciato l’appello contro l’emendamento “Ammazza Gabanelli” raccogliendo oltre 5mila firme in meno di 24 ore, frutto di contatti diretti al sito e post sui social network. E fin qui ha retto. Poi “il Fatto” ha deciso di sposare la nostra campagna, pubblicare il link e gli accessi simultanei al sito sono praticamente schizzati: oltre ventimila contatti in pochi minuti, tremila firme, centinaia di commenti e così
www.articolo21.org è letteralmente collassato.

Stiamo tentando di rimettere le cose a posto. Ma è domenica, i nostri tecnici (che lavorano gratuitamente per il sito) stanno tentando di risolvere il problema ma il server sul quale è alloggiato il sito non consente di ospitare così tanti lettori in contemporanea (ma essendo il
nostro un sito senza finanziamenti nè pubblici nè privati non possiamo permettercene uno più “performante” – come si dice in gergo).

Ma mentre nella notte (e tuttora) monta la rabbia per quella scritta “Errore nello stabilire una connessione al database” in apertura del sito, leggo le centinaia di commenti sul sito del “Fatto” di lettori che hanno provato più volte, invano, a firmare l’appello. E nel rammaricarmi per il “disservizio” è incoraggiante pensare che nella notte tra sabato e domenica migliaia di cittadini, da un computer o da uno smartphone, da casa o collegandosi da un pub in attesa di un drink, erano collegati a un grande quotidiano on line, www.ilfattoquotidiano.it che fa, come pochi altri, informazione libera e che invitava i propri lettori a firmare un appello su un piccolo sito, www.articolo21.org che cerca di contrastare quotidianamente bavagli e censure.

E così alla rabbia si associava una sorta di autocompiacimento: in questo Paese di tanti truffatori, imbroglioni, tangestisti, corruttori e corrotti, concussori e concussi ci sono milioni di donne e di uomini, cittadini onesti e incorruttibili che trascorrono la notte per condividere
in rete battaglie di libertà.

P.S. Negli ultimi minuti i tecnici hanno ravvisato svariati attacchi di hacker al sito.