Silvio Berlusconi “ha dato ampio mandato ai suoi legali di esperire tutte le più opportune e necessarie azioni giudiziarie”. E’ Paolo Bonaiuti a far sapere che l’ex presidente del Consiglio ricorrerà in tribunale contro le durissime affermazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini (”Il signor Berlusconi è un corruttore. E ora, se vuole, mi quereli”) in merito alla lettera in cui l’ex direttore de L’Avanti! Valter Lavitola, in carcere dal 16 aprile scorso, presenta al Cavaliere il conto per il lavoro sporco fatto in cambio di soldi e della promessa di incarichi. “Stupisce che Fini – si legge nel comunicato stampa di Palazzo Grazioli – fondi le sue opinioni su un documento il cui contenuto non è stato in alcun modo avvalorato dal suo asserito autore e non ha avuto alcun riscontro nelle sedi proprie”.

L’attacco del presidente della Camera a Silvio Berlusconi è arrivato durante la trasmissione su La7 “Otto e mezzo”. Al centro l’ammissione per iscritto di Lavitola di aver ricevuto un rimborso di 400-500mila euro per ‘l’affaire Montecarlo’: “Ho fatto arrivare in Italia i documenti originali di Santa Lucia con un volo privato da Panama a Roma con un volo messo a disposizione dal presidente panamense Martinelli”, scrive infatti l’ex direttore de L’Avanti! nella lettera indirizzata all’ex premier. “Dovrei dire che sono soddisfatto e che il tempo è galantuomo – affonda il leader Fli – Invece dico che sono profondamente indignato e spero che gli italiani capiscano ora chi è Silvio Berlusconi. Provo disgusto nei confronti di una persona che davvero merita di essere conosciuto per quello che autenticamente è. E non mi riferisco a Lavitola”.

In televisione Fini, alla vigilia della convention di domenica ad Arezzo, dice che “era tutto organizzato”: “Io parlo agli elettori – spiega Fini -, a me dispiace che tanti amici non abbiano capito quale è la natura del Pdl. La destra doveva essere un’altra cosa. Il mio errore capitale è stato confluire nel Pdl, che è e sarà una creatura di Berlusconi, non può essere una alternativa credibile al centrosinistra”. Il presidente della Camera ripercorre la sua storia, dalla cacciata alla nascita di Fli: “Questa vicenda ha provocato dolore a me e alla mia famiglia. Il dolore è stato tanto – spiega a Lilli Gruber – Quella lettera mi disgusta ed anche se fosse falsa per il 90 per cento, per il dieci per cento è vera. Ma ci avevano avvisati, ho fatto il ministro degli Esteri, qualche amico c’è, anche a livello di intelligence. Ci avevano avvisati che quel documento era falso e Italo Bocchino lo dichiarò in televisione. Il documento fornito dalla stato di Santa Lucia era una patacca”.

Prende le difese del Cavaliere Micaela Biancofiore: “Mi vergogno di aver avuto stima e rispetto per Fini, di avergli dato credito come leader politico”, ha detto la deputata del Pdl così come il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, per il quale “è evidente che Fini ha scelto il ruolo di un capopartito impegnato in uno scontro frontale e in una resa dei conti con Berlusconi. Tutto ciò oggettivamente in plateale contraddizione con il ruolo di Presidente della Camera”. Più morbido Maurizio Gasparri: “‘Fini lancia accuse per buttarla in rissa. Ma non può negare la verità. La famosa casa di Montecarlo attraverso passaggi rocamboleschi è senza dubbio finita nella disponibilità di persone a lui vicine. Su questa vicenda lui non ha mai voluto dire la verità. Invece di lanciare accuse dica quello che non ha mai voluto dire”, ha dichiarato il presidente del gruppo Pdl al Senato. Si tratta di un “documento falso” secondo Daniela Santanchè che a SkyTg24 difende il leader del Pdl: “Fini è un grande bugiardo, si basa su documenti falsi per attaccare Berlusconi”