Urso vede i vertici di Ducati e Audi dopo l’ipotesi di vendita. I sindacati restano in attesa: rabbia della Fiom
Vede i dirigenti di Ducati e Audi, mentre i rappresentanti dei lavoratori per ora restano al palo. Così la scelta del ministro delle Imprese Adolfo Urso finisce per diventare un caso nei rapporti con il sindacato. Il titolare del Mimit, come confermano fonti del ministero a Ilfattoquotidiano.it, ha sentito nel primo pomeriggio i vertici di Borgo Panigale, insieme a quelli del marchio tedesco che controlla il costruttore di moto, dopo le voci di vendita che si rincorrono in seguito al piano di dismissioni presentato dalla casa madre Volkswagen.
Urso ha incontrato in videocollegamento con Jürgen Rittersberger, membro del Comitato di Direzione di Audi AG con responsabilità per le finanze, l’IT e gli affari legali e presidente del Consiglio di Amministrazione di Ducati Motor Holding, alla presenza di Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati. Nel corso del confronto, spiega il ministero, Rittersberger ha rassicurato sulla prosecuzione dei piani di investimento e di prodotto di Ducati e ha confermato che, in questa fase, non è stata presa alcuna decisione riguardo a eventuali modifiche alla struttura proprietaria di Ducati. Dal canto suo, il ministro ha ribadito all’azienda quanto già espresso in precedenza, confermando la “piena volontà del Sistema Italia” di tutelare e valorizzare un marchio importante del Made in Italy.
La decisione di incontrare in autonomia i vertici non è andata giù alla Fiom: “Troviamo alquanto inusuale e contestabile la programmazione di un incontro simile, prima ancora della convocazione, da parte della dirigenza di Ducati e del Gruppo Volkswagen, di un confronto con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori”, affermano Samuele Lodi, segretario nazionale dei metalmeccanici della Cgil e responsabile settore mobilità, e Simone Selmi, segretario generale Fiom Bologna.
“Ogni discussione in merito al futuro dello stabilimento Ducati di Borgo Panigale – osservano – deve doverosamente passare dal preventivo confronto con le rappresentanze sindacali unitarie e le organizzazioni sindacali, e non con altri livelli e interlocutori. È necessario avere chiarezza sulle strategie industriali di Ducati, sulla conferma della piena continuità produttiva e occupazionale del sito di Borgo Panigale, e sugli investimenti in ricerca e prodotto, anche alla luce dell’importante finanziamento a fondo perduto di oltre 33 milioni di euro concesso solo nell’agosto scorso dal Mimit in forza di un contratto di sviluppo”.
Su queste basi, la Fiom chiede con “urgenza” un “pieno confronto sindacale” con la dirigenza di Ducati e di Audi in cerca di garanzie sulla tutela di uno dei siti industriali più importanti dell’Emilia Romagna, anche alla luce del fatto che a Borgo Panigale è “collegata una filiera di fornitura diffusa sull’intero territorio regionale e non solo”, ricordano. Gli effetti della ristrutturazione del gruppo Volkswagen, ricordano, “avranno ripercussioni significative sulle aziende della componentistica impegnate strutturalmente per il settore automotive tedesco”.