È un “sì, però” che scontenta gli euroscettici e accontenta tutti gli altri in Germania, quello che è stato pronunciato stamattina dalla Corte costituzionale tedesca sul fondo permanente salva-Stati Esm e sul fiscal compact. Gli otto giudici del Secondo Senato di Karlsruhe hanno infatti dato un ok condizionato all’Esm, respingendo i ricorsi presentati tra gli altri dal deputato della bavarese Csu Peter Gauweiler, dal gruppo parlamentare della Linke e dall’associazione “Più democrazia”, supportata da 37.000 cittadini.

I giudici hanno però fissato importanti condizioni, che rassicurano i parlamentari: in sede di ratifica la Germania deve assicurare che le garanzie tedesche non supereranno il tetto dei 190 miliardi di euro finora fissato; tutti i versamenti che vanno oltre questa somma dovranno ottenere il via libera del Bundestag; inoltre i rappresentanti tedeschi nell’Esm dovranno informare ampiamente i due rami del parlamento. “Questo è un buon giorno per la Germania e per l’Europa”, ha commentato al Bundestag Angela Merkel, la cui posizione esce rafforzata dal verdetto di Karlsruhe. La Germania lancia “un segnale forte verso l’Europa” e si assume le sue responsabilità, ha aggiunto la cancelliera. La sentenza “è una decisione intelligente nel senso pro-europeo della nostra Costituzione, andiamo avanti col nostro lavoro per l’euro e l’Europa”, ha notato il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle. La limitazione delle garanzie tedesche è “giusta e necessaria”, perché non bisogna chiedere troppo alla Germania, ha aggiunto. “Oggi è un buon giorno per l’Europa, con questa chiara sentenza abbiamo fatto un importante passo avanti verso il nostro obiettivo di stabilizzare l’euro”, ha spiegato il ministro dell’Economia e leader dei liberali Philipp Rösler, secondo il quale la corte conferma la linea del governo. La sentenza rimarca il “ruolo centrale” che la Costituzione assegna al Bundestag anche per quanto riguarda le decisioni relative all’Europa, ha detto il presidente del Bundestag, Norbert Lammert (Cdu). Commenti positivi sono arrivati anche dal capogruppo della Spd (all’opposizione), Frank-Walter Steinmeier, secondo il quale la Corte costituzionale ha di fatto rafforzato i poteri del parlamento. Soddisfatto si dice persino il capogruppo della Linke al Bundestag, Gregor Gysi, che sottolinea l’importanza delle condizioni poste da Karlsruhe. Col nostro ricorso abbiamo prestato un servizio alla democrazia, ha spiegato Gysi sulla tv pubblica ARD.

E non manca chi, come il responsabile Bilancio della Fdp al Bundestag, Otto Fricke, legge nella decisione anche un altro segnale: la sentenza equivale a un no agli eurobond e al redemption fund, ha commentato Fricke su twitter. Critico, invece, il suo collega di partito, il ministro della Giustizia dell’Assia Jörg-Uwe Hahn, che sullo Spiegel online chiede addirittura di rinegoziare l’Esm. Altrettanto critico il deputato della Cdu Wolfgang Bosbach, che a giugno aveva già votato contro l’ESM al Bundestag. Guardo alla sentenza “con sentimenti contrastanti”, ha spiegato: da un lato è positivo il rafforzamento dei diritti del parlamento, dall’altro però il tetto dei 190 miliardi per le garanzie tedesche è solo apparentemente rassicurante, in quanto se la Bce annuncerà acquisti illimitati dei bond le garanzie tedesche saliranno. 

LA REAZIONE ITALIANA.“Non penso che la limitazione indicata nella sentenza segni un freno imprevisto al processo di stabilizzazione dei mercati”, ha commentato a caldo il premier italiano Mario Monti secondo il quale la sentenza della Corte Costituzionale tedesca è “un’ottima notizia che ci riserviamo di esaminare più approfonditamente”, ma che “rimuove l’ostacolo ultimo per l’entrata in vigore del trattato sul fondo salva Stati e sul fiscal compact”. Secondo il presidente del consiglio, in particolare, la sentenza dice soltanto che per aumentare l’impegno complessivo da parte della Germania occorrerà che intervengano le due Camere tedesche e questo non sembra sorprendente”.

Entusiasmo, poi, anche per la supervisione bancaria. “Il governo italiano accoglie molto positivamente la proposta adottata dalla Commissione europea sul meccanismo di supervisione unica in Europa”, ha detto Monti aggiungendo che “è una proposta che l’Italia ha sempre sostenuto e salutato molto favorevolmente”.