Mentre le indagini sulla morte del calciatore Piermario Morosini sembrano esser arrivate a un punto di svolta con l’iscrizione nel registro degli indagati di tre medici per il mancato utilizzo dei defibrillatori, la tecnologia medica continua a fare passi in avanti per cercare di eliminare ‘alla base’ il rischio del ripetersi di nuovi ‘casi Morosini’. In tal senso, l’ultima novità è un microchip che sembra possa prevenire i casi di morte cardiaca improvvisa, che sono molti di più di quanti si può pensare (ben 85 negli ultimi cinque anni solo nel mondo calcio). Lo ha ideato un’azienda portoghese che l’ha già venduto a 24 club tra cui Real Madrid e Barcellona. La Spgh (Sociedade portuguesa de genetica humana) ha creato “Heart Genetics” e l’ha presentato un paio di mesi fa a Milano.

Di cosa si tratta? Basta estrarre ed esaminare il Dna dell’atleta attraverso un semplice prelievo del sangue per capire se presenta rischi genetici legati alle patologie che portano alla morte improvvisa. Una metodica in grado di riconoscere, anche in soggetti giovani e apparentemente sani, le principali anomalie genetiche tra cui ci sono la cardiomiopatia ipertrofica, la cardiomiopatia dilatativa, la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, le sindromi congenite del QT lungo e la sindrome di Brugrada. Una vera e propria rivoluzione per disfunzioni di questo tipo fino ad oggi impossibili da individuare preventivamente, trattandosi di patologie ‘fantasma’, senza sintomi fino al momento fatale.

Questo microchip, secondo quanto afferma la Spgh, attraverso una mappatura del Dna, indaga sulla sequenza dei 32 geni coinvolti in queste dinamiche cardiache e potrebbe salvare molte vite fornendo la giusta prevenzione. Le prime squadre ad acquistare il microchip e a fare da apripista per sfruttare le scoperte della Spgh sono state Real Madrid e Barcellona, ma anche in Brasile i maggior club non se lo sono lasciati sfuggire. Anche la Figc, che nelle scorse settimane ha incontrato i ricercatori dell’università portoghese insieme ai responsabili medici delle leghe di A, B e Lega Pro, è interessata al progetto.