Un cadavere al largo dell’isola di Lampedusa. Lo ha avvistato una motovedetta della Guardia Costiera e potrebbe essere uno dei 79 dispersi del naufragio avvenuto giovedì notte vicino all’isolotto di Lampione. Gli uomini dei soccorsi non hanno mai sospeso le ricerche di coloro che mancano all’appello dopo il salvataggio di 56 migranti, tutti di nazionalità tunisina. Il bilancio delle tragedia, se fosse confermato che si tratta di uno dei naufraghi, sarebbe di due morti e 78 dispersi. Dalla capitaneria di porto esprimono scetticismo: “Il cadavere si trova in una zona totalmente diversa da quella del naufragio – spiegano- potrebbe non essere il corpo di uno dei dispersi. Ma è ancora presto per dirlo con certezza”. Le operazioni di recupero sono difficoltose.  

Sul barcone affondato ci sarebbero state 136 persone: 120 uomini, dieci donne (di cui una incinta) e sei minori, cinque dei quali non accompagnati. Quarantasei dei naufraghi erano arrivati a nuoto all’isolotto di Lampione, mentre il corpo della prima vittima, un uomo, era stato recuperato già giovedì. La procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio. Gli investigatori stanno tentando di individuare eventuali scafisti. Il barcone non è stato per ora trovato e potrebbe essere affondato. I migranti potrebbero essere stati portati fino all’isolotto e forse gettati in quel tratto di mare da una nave che poi si sarebbe allontanata. Ieri gli uomini della Guardia Costiera avevano comunicato che le ricerche non sarebbero state sospese. I superstiti sono stati portati al centro di accoglienza che al momento ospita circa 120 persone. L’imbarcazione naufragata sarebbe partita da Sfax, in Tunisia, giovedì intorno alle 14.