Se sa qualcosa di più, parli. E’ l’invito che dal Pdl arriva al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che ieri aveva paragonato le polemiche che hanno coinvolto il presidente della Repubblica e la Procura di Palermo agli attacchi del 1992 ai magistrati e al Colle. Prima è l’ex sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano (Pdl) a incalzare il procuratore Grasso: “Se sa qualcosa di più, lo dica. Saremmo tutti lieti di leggere quello che è frutto non solo di opinioni ma mi auguro di elementi raccolti”. Per Mantovano, in generale, “è evidente uno squilibrio istituzionale e uno sconfinamento nell’esercizio dei poteri”. Una situazione che secondo l’ex sottosegretario non risparmia le più alte cariche dello Stato. “Neanche il Presidente della Repubblica – dice – può godere di quella doverosa riservatezza istituzionale nell’esprimere valutazioni e indicazioni alle persone con le quali conversa per telefono. Questo mi pare sia il tentativo di condizionamento”.

A rincarare la dose è il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: “Visto il ruolo che ricopre – dice – il dottor Piero Grasso dovrebbe dirci in modo assai preciso il nome e il cognome e anche le azioni concrete messe in atto dalle ‘menti raffinatissime’ che, come nel 1992, stanno conducendo un attacco a giudici e al Quirinale. In primo luogo, che cosa farebbero adesso quelle ‘menti raffinatissime’, perché Falcone usò quella espressione per riferirsi al fallito attentato della Addaura”. 

“Oggi – prosegue Cicchitto – fortunatamente non stiamo discutendo di nessun attentato, nè fallito nè tanto meno riuscito, ma solo di indebite intercettazioni al Presidente Napolitano fatte dalla Procura di Palermo e dalle clamorose conseguenze istituzionali, giornalistiche e politiche che esse hanno provocato, a partire dal ricorso alla Consulta presentato giustamente dal Presidente della Repubblica”. “Fra le conseguenze giornalistico-mediatiche di quelle indebite intercettazioni c’è anche il numero di Panorama che, come ha giustamente rilevato il giornalista Fasanella che ha redatto il pezzo incriminato, ha semplicemente offerto una panoramica di tutte le posizioni e le voci emerse in materia. Se il dottor Grasso, anche giocando sull’equivoco di una citazione, arriva a equiparare il numero di Panorama al fallito attentato della Addaura a Falcone, non solo afferma una autentica sciocchezza, ma cade in un incredibile e inaccettabile esercizio di faziosità politica”.

Delle dichiarazioni di Grasso dà un’interpretazione il parlamentare di Futuro e Libertà Nino Lo Presti: “Le menti raffinatissime di cui parla il procuratore Grasso, non hanno dovuto faticare molto – riflette – per sfruttare la polemica che in modo maldestro certa sinistra ha cavalcato in questi mesi contro il presidente Napolitano e che di fatto sta facendo un bel servizio al Cavaliere. Ai veri democratici non rimane che stringersi attorno al Presidente Napolitano e invitarlo a resistere o, meglio ancora, a scendere in campo in prima persona per guidare il riscatto morale e civile del nostro Paese”.