“Tutte le ex prostitute tendono a dare in giro lezioni di morale quando invecchiano”. Così Dmitri Rogozin, vicepremier russo di orientamento nazionalista ed ex ambasciatore all’Ue non nuovo a uscite pubbliche provocatorie, ha replicato in queste ore via Twitter all’appello lanciato da Madonna in Russia per la scarcerazione delle tre cantanti della punk band anti-Putin Pussy Riot.

“Ogni ex p… – ha scritto Rogozin, velando l’insulto dietro i puntini di sospensione – tende a dare in giro lezioni di morale. In particolare quando si trova in tournee all’estero”.

Madonna ha tenuto un concerto a Mosca nei giorni scorsi e sarà di nuovo sul palco stasera a San Pietroburgo. Durante la sua prima esibizione ha evocato il contestato processo alle tre giovani componenti di Pussy Riot – accusate di teppismo e odio religioso per aver recitato una dissacratoria preghiera pubblica contro il presidente Vladimir Putin nella cattedrale ortodossa di Cristo Salvatore – definendole “coraggiose” e chiedendone il rilascio: pur con la premessa di non voler “mancare di rispetto al governo russo né alla Chiesa”.

Già nel 2008, a margine di una precedente esibizione moscovita, un dignitario della Chiesa ortodossa russa, l’arcidiacono Andrei Kuraiev, aveva peraltro riservato alla pop star americana l’epiteto – apertis verbis – di “puttana straniera”.

Altro fronte caldo per la cantante americana sarà rappresentato dalle aspettative dei supporter gay. Da quelle parti infatti è considerato reato, assimilabile addirittura all’estremismo, “fare propaganda omosessuale in pubblico”. Madonna, che spesso interviene a favore della comunità Lgbt, non può tirarsi indietro. I gay di San Pietroburgo avevano sperato nell’annullamento del suo concerto. Adesso le chiedono come minimo di dire qualcosa.