A Londra 2012 arrivano i primi arresti olimpici, eseguiti nei confronti di cittadini che stavano pacificamente manifestando il proprio dissenso sul modo con cui sono stati organizzati i Giochi. La loro colpa? Tre di loro hanno versato della crema verde per terra, e altri tre stavano pulendo la strada. La London Metropolitan Police ha confermato l’arresto dei sei. Un segnale chiaro: chiunque voglia manifestare il proprio dissenso sa cosa lo aspetta. I fermi sono avvenuti durante una performance teatrale improvvista nella centralissima piazza di Trafalgar Square per sensibilizzare il pubblico sulla vera natura di alcuni degli sponsor quelle che sono state definite “le Olimpiadi più ecologiche di sempre”. La performance era organizzata da Greenwash Gold (dove il ‘greenwash’ è l’operazione cosmetico-pubblicitaria di finto impegno ecologico delle multinazionali più inquinanti), un’iniziativa che si prometteva di premiare con la medaglia d’oro lo sponsor ritenuto più inquinante di Londra 2012.

Essendoci l’imbarazzo della scelta, come finaliste sono state votate le multinazionali Rio Tinto, BP e Dow Chemical. Durante l’improvvisato spettacolo di 15 minuti, tre attori impersonavano ciascuno una di questi di tre mostri dell’inquinamento e, dopo essersi identificati, si ricoprivano di salsa verde, per far notare come è facile dipingersi ‘eco friendly’ anche quando non lo si è. Un manipolo di venticinque poliziotti è subito intervenuto arrestando i tre attori e altri tre manifestanti che stavano pulendo per terra la salsa. I sei sono stati portati via in manette accusati di ‘atti vandalici’. Una degli arrestati, che stava pulendo la crema, è Laurie Flynn, medico di un’organizzazione che lotta per i diritti dei malati in seguito al disastro di Bophal.Perché Dow Chemical, uno degli sponsor più contestati, soprattutto da quando è stato concesso loro di ricoprire per intero lo Stadio Olimpico con un lenzuolo di plastica per la modica cifra di 7 milioni, è una multinazionale americana della chimica che nel 1999 ha acquistato la Union Carbide Corporation. La compagnia responsabile del disastro di Bhopal in India. Quando nel 1984 una fabbrica di pesticidi rilasciò una nube tossica che uccise decine di migliaia di persone e i cui deleteri effetti sono presenti nella zona ancora oggi, portando il numero dei morti per le conseguenze e gli effetti di quel disastro a quasi mezzo milione.

Oltretutto il lenzuolo di plastica di Dow Chemical sostituisce quello di materiali biodegradabili e prodotto da giovani artisti locali che nel progetto originario avrebbe dovuto ricoprire lo stadio. Ma evidentemente i giovani artisti locali non avevano 7 milioni di buone ragioni per farsi preferire alla multinazionale della chimica. Sempre per ricordarci che quelle di Londra sono i Giochi più ecologici della storia, il comitato organizzatore ha accolto tra i suoi sponsor anche British Petroleum. Multinazionale britannica responsabile di decine di disastri ecologici – da ultimi la distruzione della foresta boreale in Canada per l’estrazione di greggio dalle sabbie bituminose, o il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, che ha provocato la marea nera del Golfo del Messico – oltreché accusata di violazione dei diritti umani dall’Azerbaijan alla Colombia.

Altro sponsor poco ecologico, e per questo inserito da Greenwash Gold tra i meritevoli di una medaglia, è la multinazionale mineraria Rio Tinto, accusata di violazione dei diritti umani dalla Papua Nuova Guinea alla Mongolia, mentre le sue nuove miniere nel deserto del Gobi stanno consumando la poca acqua cui attingevano le popolazioni locali. Sempre da Rio Tinto il comitato organizzatore delle Olimpiadi ha comprato il materiale (per lo più rame) utilizzato per forgiare le medaglie d’oro, argento e bronzo che saranno consegnati agli atleti. Peccato che questo rame provenga dalla miniera di Kennecott, nello Utah, dove Rio Tinto è accusata di non rispettare lo US Clean Air Act, la legge per il controllo delle immissioni nocive nell’atmosfera.

“Era una protesta assolutamente pacifica -. spiega Colin Toogood, medico e collega di Laurie, una delle ragazze arrestate -. Dopo che Lord Coe (il presidente del comitato organizzatore) aveva assicurato che le proteste pacifiche sarebbero state tollerate questo è l’indizio di un brusco cambio di rotta”. Da oggi, infatti, con i sei arresti, le autorità britanniche hanno chiarito che non sarà possibile considerare le Olimpiadi poco attente all’ambiente, né tantomeno cercare di sensibilizzare il pubblico sul problema. Come racconta esterrefatto Kevin Smith, attivista del London Mining Network: “Arrestare delle persone per aver rovesciato della salsa verde per terra è la dimostrazione che la libertà di espressione delle persone viene sacrificata sull’altare delle Olimpiadi e dei suoi controversi sponsor”.