E’ stato assolto dal Tribunale di Milano l’ex pm di Bergamo Mario Conte, oggi giudice civile, dall’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, nell’ambito del procedimento, che ha portato anche nel 2010 alla condanna a 14 anni dell’ex comandante del Ros Giampaolo Ganzer, su presunte irregolarità nelle operazioni sotto copertura anti-droga. Le indagini a carico di Conte cominciarono 15 anni fa, nel 1997 e il processo è iniziato nel 2005. La sua posizione era stata stralciata da quella degli altri imputati per motivi di salute. 

Il processo parallelo a trafficanti a militari dell’Arma dei Carabinieri è però arrivato al secondo grado di giudizio da alcuni mesi. Il generale ha rinunciato alla prescrizione. Nel luglio del 2010 il Tribunale di Milano, dopo moltissime udienze, aveva condannato Ganzer a 14 anni di carcere e, tra gli altri, il generale Mario Obinu a 7 anni e 10 mesi e l’ex sottoufficiale Gilberto Lovato a 13 anni e mezzo. I giudici di primo grado, oltre ad aver ‘cancellato’ il reato di associazione per delinquere, avevano assolto 4 dei 17 imputati. L’attuale comandante del Ros ha sempre dichiarato che in tutta la sua attività di investigatore ha ”sempre combattuto” il traffico di droga insieme alla criminalità organizzata e al terrorismo.  Il processo riprenderà il 24 settembre prossimo, data in cui verrà data lettura della relazione introduttiva. Una successiva udienza e’ stata fissata il 28 settembre. 

Per il magistrato imputato il pm di Milano Nunzia Ciaravolo aveva chiesto una condanna a 8 anni e mezzo di reclusione. Il Collegio dell’ottava sezione penale milanese ha assolto Conte difeso dagli avvocati Angelo Giarda e Glauco Gasperini, da tutte le accuse: in particolare, l’ex pm è stato prosciolto dall’associazione per delinquere perchè “il fatto non sussiste” e da tutti gli altri capi di imputazione, relativi alle singole operazioni anti-droga al centro del processo, con formule che vanno dal “non aver commesso il fatto” a “il fatto non sussiste”, a “il fatto non costituisce reato per la presenza di una causa di giustificazione”, ossia l’ambito delle operazioni sotto copertura. Secondo l’accusa, l’associazione, di cui avrebbero fatto parte Ganzer e Conte, avrebbe commesso una serie di irregolarità in diverse operazioni condotte in particolare dal nucleo anticrimine di Bergamo tra il ’91 e il ’97, gonfiando e truccando le stesse operazioni per aver rilevanza mediatica e conseguenti avanzamenti di carriera. Il processo a carico di tutti gli imputati, dopo le indagini, iniziate nel ’97 con le parole di un pentito rese ai magistrati bresciani, era iniziato nell’ottobre del 2005. La difesa di Conte ha sempre sostenuto che il magistrato non commise mai alcuna irregolarità e che inoltre nel periodo, tra il ’91 e il ’97, venne anche applicato alla Procura di Palermo dopo le stragi mafiose del ’92. Tra 90 giorni le motivazioni chiariranno il perchè il magistrato bergamasco è stato assolto.