Il solo intervento sulla crescita “avrebbe alleviato gli spread ma con le attuali tensioni era un po’ poco: abbiamo contribuito a forzare la considerazione” di altre misure nella lunga serata e stanotte per interventi a breve che saranno tradotti in “meccanismi operativi all’Eurogruppo del 9 luglio”. Ecco la chiave di tutto. La spiega Mario Monti in conferenza stampa. Il presidente del Consiglio ha spiegato così la sua strategia, con la quale è riuscito a mettere nell’angolo Angela Merkel e uscire vincitore, secondo tutti gli osservatori (anche tedeschi), dalla prima estenuante giornata del Consiglio dell’Unione Europea.

“Abbiamo contribuito a forzare la considerazione nell’agenda dei lavori del Consiglio sul meccanismo anti-spread e alla fine abbiamo prodotto un testo che ci sembra molto concreto” ha sostenuto Monti. L’introduzione del meccanismo anti-spread “è stata faticosa perché non era in agenda”. Ma “non potevamo, e l’abbiamo detto fin dal primo minuto, approvare conclusioni per cui si diceva nel preambolo che la crisi del mercato dei titoli sovrano rallenta la ripresa e la stabilità dell’Unione e poi non fare nulla. Sarebbe stato incoerente elencare questi gravi fattori di rischio e poi dedicarsi solo alla crescita e alle misure di lungo periodo”. Monti, certo, è riuscito a farsi forte anche della lettera spedita al presidente del consiglio europeo, Herman Van Rompuy, nella quale si sono ricordati i progressi e le riforme degli ultimi mesi nel Paese, a partire dalla riforma del lavoro, appena approvata dal Parlamento, ma anche sugli altri provvedimenti che aumentano la competitività negli Stati membri (per esempio la riforma della giustizia civile). 

Quindi via libera al già annunciato pacchetto da 120-130 miliardi di euro per lo sviluppo. Ma Monti ammette che “c’è stato un momento molto difficile” quando l’Italia “ha impedito l’approvazione seduta stante del patto per la crescita”. Ma alla fine di un “processo duro il risultato è stato buono”. Insiste particolarmente sullo scudo anti-spread, da lui fortemente voluto: anche perchè l’intesa sarà “implementata a brevissimo termine, entro il 9 luglio”.

Il meccanismo di stabilità messo a punto a Bruxelles è “più un incentivo alla virtù”: “Non credo che sia nella natura di questo tipo di intervento, rivolto ai Paesi in regola, di avere bisogno di un rubinetto che si apre e resta aperto, no. Ma di un rubinetto che deve servire a stabilizzare il mercato”, ha detto il presidente del Consiglio. “Si tratta di interventi per far vedere al mercato che c’è un contesto di ‘policy’ e che non lasciano privi di indirizzo eventuali orientamenti dei mercati”, ha aggiunto Monti parlando di meccanismo che “spinge al rispetto delle regole, che sono sensate”.

La Troika c’entra o non c’entra? Ma qui nasce un giallo. La Merkel infatti aveva parlato di vigilanza da parte di Bce e Ue dello scudo dell’antispread. Monti nega che ci sia un coinvolgimento di alcuno dei tre organismi della Troika (Bce, Ue o Fmi). “Non c’è la troika nelle procedure previste per Esm e Efsf – ha chiarito il capo del governo – e quindi non c’è quella pesantezza di precarietà e cessione di sovranità: ci sarà l’applicazione di un memorandum di intesa”. Anzi, se ci fosse stata la Troika, “non saremmo stati contenti”. Quanto all’Italia “in questo momento non pensa di attivare questo meccanismo, ma non è detto che non lo farà”. 

Il rapporto con la Germania. Monti a fatica nasconde la soddisfazione di aver piegato le resistenze della Germania. “Con la signora Merkel, che rivedremo a Roma il 4 luglio, c’è un ottimo rapporto come c’era prima” ha dichiarato Monti. Al vertice Uec’è stata una “buona dinamica, con scambi molto franchi”. Angela Merkel, d’altronde, ha “comprensione per le difficoltà che abbiamo in Italia, e noi abbiamo comprensione per le difficolta’ che lei ha nel Parlamento tedesco. Angela Merkel è stata una protagonista di questo scambio e di questo dibattito, sempre con spirito costruttivo… e anche sportivo, devo dire”, ha aggiunto ironicamente il presidente del Consiglio. E però qualcosa gli sfugge. A chi gli chiede se alla fine la Germania non avesse ceduto molto sul Fondo anti-spread (viste le posizioni del ministro delle Finanze tedesco Schaeuble) risponde: “Ho visto dichiarazioni però di segno diverso” (da Berlino).

I dubbi sulla Tobin Tax.  La riflessione italiana sulla tassa sulle transazioni finanziarie proseguirà “nelle sedi decisionali specificamente competenti, in particolare il consiglio Ecofin”. Monti, che solo due giorni fa aveva vincolato un appoggio italiano all’eventuale accordo di un gruppo di paesi sulla Tobin tax alla decisione sui meccanismi antispread, torna sull’argomento alla fine del Consiglio europeo per dire che “una condizione che ci tratteneva dall’orientamento positivo era che ci interessava ottenere quello che abbiamo ottenuto”. Ma, ha aggiunto Monti, “c’è anche un modo più coerente sul piano logico di presentare” il punto di vista dell’Italia al riguardo: “La cooperazione rafforzata va bene, perché no?, ma ha senso in un quadro di cooperazione rafforzata intesa come darsi da fare insieme, ad esempio nella gestione della politica finanziaria dei mercati”.

“Confronto con Germania meglio che con parti sociali”. Certo, secondo Monti, il dialogo avuto con la cancelliera è stato “di qualità superiore al dialogo che qualche volta intratteniamo con le parti sociali non per nostra volontà”. Il premier prende spunto dalle affermazioni del presidente della Confindustria Giorgio Squinzi, che riferendosi alla situazione dell’Italia ha parlato di abisso: “Il presidente Squinzi, in una rara devianza dalle cose che ha affermato in queste settimane, ha affermato l’altro giorno -ricorda Monti- che era sicuro che avrei potuto persuadere la cancelliera Merkel tanto più che conosco perfettamente il tedesco: devo purtroppo ricusare quest’unico elogio, perché non conosco il tedesco. Mi sembra che questo non abbia impedito un fruttuoso e franco dialogo con la cancelliera, di qualità superiore al dialogo che qualche volta intratteniamo con le parti sociali, non per nostra volontà”. Con il consueto linguaggio diplomatico Monti ha aggiunto che sulla definizione di “abisso” usata da Squinzi “mi sto imponendo una moderazione interpretativa: faccio solo presente che in una rara devianza dalle cose che ha affermato in queste settimane si è detto sicuro che avrei convinto la cancelliera Merkel perchè conosco il tedesco”, anche se io “non conosco il tedesco”.

Governo rafforzato. Il risultato del vertice europeo rafforza il governo anche in politica interna? ”Noi siamo venuti qui per cercare di contribuire alla costruzione dell’Europa” e dell’Italia, “non per rafforzare il governo ma se ne viene anche un rafforzamento” dell’esecutivo “non possiamo che esserne lieti” ha risposto Monti. “Ringrazio il Parlamento italiano per come in questi mesi ha seguito, stimolato e accompagnato il percorso del governo ha proseguito – Il più presto possibile andrò a riferire sui risultati del vertice, se i presidenti delle Camere lo vorranno”. Tanto più che un rafforzamento sottintende un indebolimento, mentre al contrario “non abbiamo mai preventivato di agire su un orizzone più breve di quello che si conclude con le elezioni della primavera prossima”. 

L’economia italiana. Ad ogni modo l’esito del consiglio europeo non cambia la difficile situazione economica italiana: “La situazione economica italiana è pesante, non ho mai pensato che si potesse trasformare in leggera in pochi mesi”. “Alcuni Paesi hanno negli ultimi tempi deciso di ritardare il raggiungimento del pareggio del bilancio mentre l’Italia, rispetto alla situazione di agosto scorso, ha deciso di anticipare di un anno, al 2013, e non abbiamo spostato gli obiettivi”. Monti trova infine il tempo di rispondere anche al parlamentare del Pdl Renato Brunetta che aveva parlato di polpetta avvelenata: “Vorrei tranquillizzare un osservatore molto attento, acuto e sempre vigile sulle questioni economiche italiane che è Brunetta che ha espresso preoccupazioni” usando il termine evocativo di “polpetta avvelenata”: “lo scudo anti-spread non è una polpetta e soprattutto non è avvelenata”.

Barroso: “Decisioni impensabili fino a pochi mesi fa”. Le decisioni adottate dal Consiglio europeo “sarebbero state impensabili solo pochi mesi fa”. E’ la riflessione del presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso sul vertice che ha raggiunto una serie di accordi per fronteggiare la crisi: “C’era molto scetticismo su questo vertice per la crescita e invece ancora una volta le decisioni ci sono”. Alla soddisfazione di Barroso si aggiunge il “sorriso” di Mario Monti, presidente del Consiglio italiano: “In questi due giorni l’Ue ha fatto importanti passi avanti in un modo ed una visione che corrispondono molto a quelli che l’Italia sostiene”. Scudo anti-spread, vigilato solo da Bce e Ue e non dal Fmie Tobin tax sono solo due dei provvedimenti che sono stati presi dopo ore e ore di discussione. “Il pacchetto che abbiamo adottato comporta impegni per 120 miliardi di euro, l’1% del Pil dell’Unione – argomenta Monti – un’operazione imponente” per la crescita. 

Merkel: “Consiglio europeo di successo”. “E’ stato un Consiglio europeo di successo, su tutti i fronti” ed è servito anche a “stabilizzare i mercati finanziari”. La prende bene la cancelliera Merkel che chiarisce che la sua posizione sugli eurobond “non è cambiata”. In una conferenza stampa organizzata all’ora di pranzo, pur spiegando che il vertice è stato positivo, la cancelliera ha ribadito il suo pensiero su un argomento molto caro a Monti. “I fondi salva Stati europei – ha spiegato la Merkel – interverranno ad acquistare titoli dei Paesi che ne faranno richiesta per calmare gli spread “secondo le linee guida già esistenti”. “Noi abbiamo grande fiducia nella Bce – ha aggiunto – perché è un ente indipendente ed ha interesse ad avere delle banche sicure”. A verificare le condizioni a cui sono sottoposti lo scudo anti-spread e le ricapitalizzazioni bancarie non sarà l’intera Troika (Ue-Bce-Fmi) “ma soltanto la Commissione e la Banca centrale europea” ha chiarito. “Il fondo salvastati permanente dell’Eurozona non avrà lo status di creditore privilegiato solo nel caso degli aiuti concessi alla Spagna per ricapitalizzare le sue banche”. Per Madrid è stata sostanzialmente fatta un’eccezione giustificata dal fatto che, non essendo l’Esm ancora in vigore, l’Efsf, il fondo temporaneo che comincerà a fornire l’assistenza finanziaria al sistema bancario spagnolo, non ha questa caratteristica. “Dato che la Spagna ha sottoposto la sua richiesta di aiuti all’Efsf, allora lo status che gli si applica (non di creditore privilegiato, ndr) sarà trasferito nel passaggio all’Esm, in modo da non costituire una condizione di svantaggio” in corso d’opera, ha spiegato la cancelliera. L’Esm, quindi, a parte in questo caso, manterrà il suo status di creditore privilegiato, perchè, ha riferito la Merkel, durante le discussioni di ieri sera tra leader “abbiamo pensato che non avremmo dovuto toglierglielo in generale”. Il rapporto con l’Italia? “Ho avuto 10 incontri con Mario Monti, ci siamo tenuti in contatto e abbiamo parlato anche di calcio”.

Hollande e la Tobin tax. Una tassa sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax) “sarà definita” e messa in atto in regime di “cooperazione rafforzata entro fine anno” annuncia il presidente francese François Hollande alla fine del vertice europeo. “Merkel si è impegnata a partecipare” alla Tobin Tax e lo ha confermato “anche a Roma”, spiega il presidente francese sottolineando che “il Consiglio ci ha autorizzati a fare la cooperazione rafforzata” e che “dovremo essere almeno nove paesi”. Il neo inquilino dell’Eliseo appare soddisfatto degli accordi: “Nessuno puo’ dire di aver vinto o di aver perso. E’ l’Europa che ha vinto” rispondendo a una domanda sulla vittoria  di Monti e Rajoy sulla Merkel. I ”paesi come l’Italia”, per esempio, potranno avere accesso ai fondi Esm/Efsf “senza condizioni aggiuntive”.  Ma non solo, “il meccanismo anti-spread sarà attivato, si controllerà che vengano rispettati gli impegni già presi. E l’Eurozona è stata confortata e rinforzata. Era questo l’obiettivo di questo vertice”. Hollande ha annunciato che sottoporrà il ‘fiscal compact‘ per la ratifica del Parlamento francese. In campagna elettorale aveva annunciato l’intenzione di ridiscuterlo. “Andrò in Parlamento per dire che ho preso impegni e li dobbiamo rispettare – ha aggiunto – E’ un discorso che dobbiamo fare tutti”.

Rajoy e il risanamento. ”La Spagna si è impegnata ad avanzare nel consolidamento fiscale e nel risanamento dei conti pubblici e nella messa in opera delle riforme” fa sapere il premier spagnolo Mariano Rajoy al termine del vertice Ue. “Non ci saranno condizioni macroeconomiche (riferite al paese, ndr)”, “così come già stabilito dall’eurogruppo”, per l’intervento di ricapitalizzazione delle banche spagnole attraverso i fondi europei di salvataggio” prosegue senza commentare le parole del presidente Bce Mario Draghi che ha parlato di “strette condizioni” per la ricapitalizzazione delle banche attraverso i fondi europei. Comunque “la Spagna non progetta di chiedere l’intervento dei fondi europei come scudo per ridurre la pressione sullo spread”.

Draghi: “Soddisfatto”. Il presidente della Bce Mario Draghi si è detto “molto soddisfatto per le decisioni prese” dal vertice Ue e secondo il presidente francese Francois Hollande con il vertice notturno “abbiamo salvaguardato il futuro” e i leader dell’Eurozona hanno “dimostrato di avere visione”, sapendo prendere “misure immediate”. Nella bozza di conclusioni sul tavolo del vertice, emerge anche la proposta di un’inchiesta internazionale “trasparente, indipendente e rapida” sulle violazioni dei diritti umani avvenute in Siria finalizzata a individuare i responsabili di queste azioni. Infine è stato raggiunto un “accordo finale” sul brevetto europeo tra i leader dei 27 anche se all’inizio della sessione mattutina del vertice Ue la strada dell’accordo sembrava in salita per la difficoltà di trovare un’intesa tra Londra, Parigi e Monaco sulla sede della nuova Corte europea che dovrà dirimere i contenziosi in materia di brevetti.

Van Rompuy: “Rompere il circolo vizioso banche-debito”. “Affermiamo che è imperativo rompere il circolo vizioso tra le banche e il debito sovrano”, dichiarano i leader in un comunicato letto dal presidente Herman van Rompuy, al termine del vertice dell’Unione Europea terminato poco dopo le 4 di mattina. “Oggi abbiamo concordato qualcosa di nuovo. La prima è che con le decisioni prese, le nostre banche potranno essere presto ricapitalizzate direttamente dal fondo salva Stati, sotto certe condizioni, e potranno avere un’unica sorveglianza, con il pieno coinvolgimento della Bce”, ha spiegato Van Rompuy. “La seconda, è che abbiamo aperto alla possibilità che i paesi che si comportano bene usino il fondo Efsf-Esm per assicurare i mercati”. Le due decisioni rispondono alle richieste di Italia e Spagna che hanno subito tolto la riserva che avevano posto al Vertice Ue sul patto per la crescita e il lavoro, in nome di misure immediate per la stabilità finanziaria.