Parole “inquietanti e sconcertanti”, valutazioni “a ruota libera” che offrono un quadro “distorto di Israele, di Medio Oriente, di terrorismo”. Ha suscitato dure critiche nel mondo politico l’intervista rilasciata da Beppe Grillo al quotidiano israeliano Yedioth Ahronot e ripresa oggi dal Corriere della Sera. Al quotidiano il blogger dichiara che “sulla Siria non sappiamo se sia in corso una vera guerra civile o se invece si tratti di agenti infiltrati nel paese” e sostiene inoltre che le informazioni sul Medio Oriente sono filtrate “da un’agenzia internazionale che si chiama Memri” dietro la quale “c’è un ex agente del Mossad’’. Poi, pur biasimando la pena di morte in Iran, osserva che anche gli Usa ce l’hanno: “Hanno messo a dieta uno prima di uciderlo perchè la testa non si staccasse. E allora che cosa è più barbaro?”.

Per Daniele Capezzone, portavoce Pdl, “se non è in grado di distinguere l’unica democrazia del Medio Oriente da due dittature sanguinarie, il Grillo dà la misura della sua dimensione culturale e politica”. La “sostanziale apertura e comprensione verso Iran e Siria” e le dichiarazioni del blogger ‘a dir poco inquietanti e sconfortanti” non sono piaciute neanche a Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: “Se Grillo esce dal seminato delle sue dichiarazioni standard e si mette addirittura a parlare a ruota libera in modo distorto di Israele, di Medio Oriente, di terrorismo e cosi via – ha detto – allora non può permettersi di cambiare le carte in tavola e confondere l’unica grande democrazia che c’è nel medio Oriente – appunto lo Stato di Israele – con alcune grandi dittature”. Il segretario nazionale del Psi Riccardo Nencini, attacca il leader dei 5 Stelle che “non è ancora riuscito a formare la giunta a Parma, ma si porta avanti col lavoro e si accredita come leader internazionale”. Non solo, prosegue Nencini, perché queste dichiarazioni svelano “finalmente, il programma di politica estera del Movimento 5 Stelle: il negazionismo”. 

Attacchi anche da parte di Gianmario Marinillo e Daniel Funaro, rispettivamente coordinatore nazionale e dirigente di Generazione Futuro, il movimento giovanile di Fli. “Insomma – osservano- se questa è la politica estera di Grillo, bisogna dire senza paura che è un pericolo per la democrazia e contraria agli interessi nazionali”. Inoltre la sua intervista “fa paura” e per questo “è auspicabile che tutte le forze politiche responsabili del paese esprimano la più ferma condanna di questo antisemitismo strisciante che – concludono – in una fase di profonda crisi economica e sociale per l’Italia, sembra tornare ad essere un argomento subdolo del populismo e del qualunquismo”.