“Ammonta a 100 miliardi la spesa pubblica potenzialmente aggredibile nel breve periodo”. A riferirlo ai microfoni di Radio Vaticana è il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. L’economista ha poi aggiunto che è possibile agire su altri 300 miliardi nel lungo periodo. Il governo, sottolinea Giarda, “si sta dedicando un po’ all’uno e un po’ all’altro”.

Giarda ha spiegato che il paese “non si è ancora adattato alle nuove condizioni economiche”. Per il ministro “l’azione che mira a risparmi e tagli agli sprechi riguarda l’intero settore pubblico, dallo Stato al più piccolo dei comuni”. Il ministro ha sottolineato che “non ci sono posti o sezioni in cui ci siano sprechi maggiori”.

La revisione della spesa, spiega Giarda, “è un’operazione con cui si cerca di portare alla luce sprechi e inefficienze con l’obiettivo di far pagare qualche tassa in meno e emettere meno titoli del debito pubblico”. Per il ministro “si tratta di spendere meglio i soldi che abbiamo a disposizione, cercare di spenderne meno laddove non è proprio necessario”. Giarda ha poi proposto una metafora: “Bisogna immaginare di essere una famiglia in cui è nato nuovo bambino e quindi il papà e la mamma devono fare i conti di quanto spendevano prima e devono riguardare a tutti i vizi accumulati nel passato nella spesa. Bisogna cercare di mettere ordine, adattare la spesa alle nuove condizioni in cui si trova la famiglia. Il padre e la madre – conclude – devono cominciare a rinunciare a qualcuno dei loro vizietti per tenere in vita il bimbo”.

Il ministro è cosciente che non sarà un percorso privo di ostacoli: “Naturalmente le resistenze cominceranno ad essere percepite quando i provvedimenti da progetto si tradurranno in iniziative legislative”. Giarda ha poi parlato della riduzione dei costi della politica: “Alcune cose si sono fatte a altre si stanno facendo. Con il decreto Salva Italia sono state messe le mani sulle province. Nell’ultima fase il governo Berlusconi aveva adottato provvedimenti sugli enti locali. Ora la Camera è impegnata con la riforma del finanziamento ai partiti”. Camera e Senato aggiunge sono intervenuti “per la riduzione complessiva delle macchine e anche sui vitalizi”.