“Da domani in quest’Aula sarete 629: io mi autosospendo da deputato”. Francesco Barbato, eletto nell’Italia dei Valori, ha annunciato di volere dare l’esempio su “come si dovrebbe stare in Parlamento” dopo essere finito nelle indagini del pm Woodcock. Un paio di mesi fa il magistrato della Procura di Napoli ha riascoltato l’imprenditore campano nel ramo assicurativo Paolo Viscione, grande accusatore di Marco Milanese (Pdl), ex braccio destro di Giulio Tremonti. Viscione ha raccontato che Barbato avrebbe chiesto “20mila euro per una consulenza” da svolgere “a favore della società di mia proprietà, nei confronti dell’Isvap, dove lui diceva, per essere componente di una certa commissione, di avere delle giuste entrature con la vicepresidenza”. 

VIDEO – BARBATO: “SE INDAGATO NON MI RICANDIDO”

Da qui la sua decisione di autosospendersi dall’attività parlamentare arrivata oggi pomeriggio nel corso del suo intervento alla Camera sulla conversione in legge del decreto con cui il Governo reintroduce le commissioni bancarie sugli scoperti.“Non sono indagato, e in ogni caso la mia posizione è limpida – ha spiegato l’onorevole prima di entrare in aula – Ma la questione è un’altra. Se un politico finisce sui giornali perché coinvolto in un’inchiesta, è bene che non partecipi all’attività politica”.

Barbato assicura che non solamente non parteciperà alle discussioni e alle votazioni sia in aula sia nelle commissioni (“Ovviamente mi ridurranno lo stipendio, come accade quando non si partecipa all’attività parlamentare”, specifica), ma anche dal partito, tanto che ieri non era presente alla riunione dell’esecutivo dell’Idv. Il parlamentare, però, tiene a precisare che nella sua scelta il partito non ha messo bocca: “Anzi, Antonio Di Pietro mi ha telefonato venerdì scorso, mentre ero a Termini Imerese, insieme con gli operai che occupavano la sede di Equitalia, per dirmi: ‘Francesco stavolta è toccato a te’. Ma non mi ha certo chiesto di dimettermi”. Nessuna richiesta di fare un passo indietro, dunque. Anche se, ha aggiunto, “le istituzioni acquisiscono credibilità in base ai nostri comportamenti”. Seppur amareggiato, Barbato sembra però non avere grande preoccupazioni in merito: “Il mio problema non sono quelle accuse, ma avere comportamenti diversi da quelli che abitualmente vediamo in Parlamento quando i suoi membri sono messi in discussione”. Soprattutto se questa discussione avviene nelle Procure italiane.

di Sonia Oranges