Al via la sesta edizione del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia che fino a domenica proporrà cinque giorni tra keynote speech, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, workshop, proiezioni di documentari, concorsi, premiazioni e mostre. Oltre 200 eventi a ingresso libero e più di 450 speaker da tutto il mondo, come i 200 volontari provenienti da 27 paesi, per discutere di giornalismo, attualità e problemi dell’informazione. 

Fondato nel 2006 da Arianna Ciccone e Christopher Potter, il festival si pone l’obiettivo di parlare d’informazione, libertà di stampa e democrazia secondo il modello 2.0: un evento nato dal basso, aperto alle incursioni degli utenti, dove i protagonisti dell’informazione si incontrano con i cittadini, i lettori, gli studenti, i professionisti, in un flusso continuo di idee, scambi, confronti. Non ci sono comitati scientifici, né direttori artistici, non è un evento calato dall’alto, ma nasce dalle esigenze, dalla ricerca, dalla competenza, dalla conoscenza e dalla passione di chi l’informazione la vive da utente, non solo da protagonista. Chi ha idee, contenuti da proporre può farlo, il programma nasce soprattutto dall’incontro di queste idee. 

Tra i temi al centro di questa edizione il data journalism e la presentazione del libro sulle linee guida per utilizzare database istituzionali, tabelle governative, statistiche pubbliche e social media come ‘fonti’. Ci saranno anche workshop tenuti da alcuni dei più importanti professionisti di questo innovativo e fondamentale settore, tra cui Aron Pilhofer del New York Times, Simon Rogers The Guardian e Dan Nguyen Propublica. L’informazione 2.0 torna per il secondo anno consecutivo con l’appuntamento con Hacker’s Corner per dare vita a un dialogo aperto e continuo sull’importanza del dominio della tecnologia e degli strumenti utilizzati nella professione in contesti delicati e in ambienti repressivi o insicuri.

Decine gli appuntamenti sulle prossime frontiere del giornalismo, dall’uso delle piattaforme social al senso dei blog, passando per le webtv e i talk tradizionali e i dibattiti sul rapporto tra media e potere e sulle specifiche del giornalismo di settore, da quello ambientale alle inchieste. Presenti anche i cronisti e blogger del Fatto quotidiano e Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio domenica sera presenteranno “Mani pulite. La vera storia, vent’anni dopo” a due decenni da Tangentopoli. Un racconto che parte dal 17 febbraio 1992 a Milano con l’arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio.