A pochi giorni dalla chiusura del Design Week 2012 facciamo il punto sulle iniziative di valore sociale viste…

Si è chiusa, infatti, domenica la 51° edizione del Salone Internazionale del Mobile, l’evento di riferimento del design che porta a Milano centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo e che quest’anno in quanto a presenze dovrebbe aver superato il bilancio dello scorso anno chiuso a quota 250 mila. Pienone di visitatori, dunque, e una moderata fiducia degli espositori, galvanizzati anche dalla visita a sorpreso sabato del Premier Mario Monti. Un evento che nato negli anni ’60 come fiera di settore della produzione di arredamento, e che da qualche tempo ha preso il nome di Design Week, è diventato via via negli anni sempre più importante. Non più, quindi, (solo) lampade e tavoli, ma un appuntamento che vuole raccogliere la complessità della creatività internazionale.

Chi frequenta i Saloni sa che uno degli appuntamenti collaterali più interessanti del periodo è il Fuorisalone, una serie di eventi e feste, organizzati dall’iniziativa di aziende e associazioni, che animano molti quartieri della città. Zona Tortona, Garibaldi, Brera, Porta Romana, Lambrate, Mecenate e Porta Venezia diventano i luoghi deputati ad ospitare centinaia di eventi, mostre e iniziative varie, che, anche qui, a dispetto delle voci che circolavano prima di questa ultima edizione, hanno avuto un incremento di affluenza  rispetto allo scorso anno.

Il Design quindi sembrerebbe resistere alla crisi, ma fra un evento modano e l’altro e le tante esposizioni fieristiche ci siamo chiesti cosa ci fosse di realmente interessante. Se è vero che il nuovo compito del design è disegnare processi che contribuiscano a migliorare il benessere della società in cui viviamo, cosa c’era di davvero propositivo sui temi di emergenza sociale ambientale? Proviamo a rintracciare fra le cose viste quelle che più ci sono sembrate andare in questa direzione.

Partiamo da un luogo simbolo della partecipazione civile Milanese, Cascina Cuccagna, che durante tutto il periodo del Salone ha ospitato all’interno del macro progetto Goodesign diversi eventi, incontri e workshop e oltre 50 aziende che lavorano sul concetto di design sociale, design responsabile. Fra queste Materiavera, Cantiere 11, Giussani e Rivaviva che si uniscono per dare vita al progetto Metroquadrosostenibile: il prototipo della casa tipo eco-compatibile, dal progetto alla ristrutturazione e agli impianti, fino alla fornitura di elettrodomestici e arredi completamente ecologici.

Anche Leaf Meter di Gruppo Loccioni sposa la causa ambientale, si tratta, infatti, di un misuratore di sostenibilità per visualizzare in tempo reale i dati relativi alle performance energetiche e all’impatto ambientale di edifici, prodotti e processi produttivi.

Trova posto in Cascina Cuccagna anche [IM]possible Living, un progetto che si occupa del tema dell’abbandono degli edifici e della loro riqualificazione.

Cambiando location ci spostiamo ai Navigli che sono stati animati da diversi eventi fra i quali vi vogliamo segnalare quelli organizzati da Naba – Nuova Accademia di Belle Arti, che con il progetto WeQui, una serie di workshop tematici, itinerari sui luoghi simbolo del Fuorisalone e molto altro ancora, ha messo a fuoco il concetto del reale-locale, con proposte di riqualificazione degli spazi pubblici e di sviluppo delle relazioni sul territorio come il workshop Il frullatore di quartiere, con cui un negozio di frutta e verdura in via Gola è diventato un luogo di aggregazione sociale del quartiere grazie alla produzione di succhi di frutta freschi preparati con un vecchio tandem trasformato in frullatore da un gruppo di studenti guidati da Remo Ricchetti.

Improntata sul binomio creatività-sostenibilità, poi, la mostra Misiad – Milano si auto-produce design – organizzata dalla associazione Change Up e ospitata alla Fabbrica del Vapore, in cui trovano posto le creazioni di oggetti di design in cartone, sculture in materiali di scarto o oggetti abbandonati e reinventati secondo una logica di riutilizzo e recupero dei materiali.

Voi che eravate a Milano, cosa avete visto d’interessante? E in generale cosa pensate del design sociale, è possibile, secondo voi, che il ruolo del design, sempre più orientato verso la progettazione di azioni di design, sia quello di promuovere attenzione sui grandi temi del vivere quotidiano?

di Anna Giordano