I politici sono tutti uguali. Dimenticano con facilità. Costruiscono il potere sui vuoti di memoria degli elettori, spesso dicendo il contrario di quello che dichiaravano un anno prima. Berlusconi è stato il campione di questa sottile arte (pseudo) politica. Ma anche Niki Vendola non scherza. Sul suo sito è archiviato un articolo intitolato “Beppe Grillo sostiene Nichi”. Il 24 gennaio 2010 si tenevano le primarie del centrosinistra per la corsa alla presidenza della Regione Puglia. Il candidato del Pd, l’uomo di D’Alema, era Francesco Boccia. E poi c’era Vendola, che vinse con il 70 per cento di preferenze.

Il 21 gennaio 2010, alle ore 18.10, Beppe Grillo sul suo blog pubblicava il post dal titolo “L’acqua pubblica di Nichi Vendola”. Il comico genovese rivelava che – durante una telefonata – Vendola gli aveva dato la sua parola che, se fosse stato eletto presidente della Regione, l’acquedotto pugliese sarebbe rimasto pubblico nella proprietà e nella gestione. E mai avrebbe fatto costruire centrali nucleari. Quindi Grillo sostenne la sua candidatura, perche “i pugliesi con Vendola hanno una possibilità”, mentre con Boccia c’era la “certezza della distruzione del territorio”. Il blog più famoso d’Italia ospitò anche una videointervista al leader di Sinistra e Libertà, il quale pubblicò il post e il link del video su You Tube.

Oggi Nichi Vendola definisce Grillo un “populista inquietante” e denuncia che i voti della Lega possono finire nel “fiume sporco dell’antipolitica”. Dunque il governatore della Puglia si vantava – appena due anni fa – del sostegno di un populista inquietante. Rilasciava una videointervista per un blog che alimenta il fiume sporco di antipolitica, da cui lui stesso si è abbeverato. Ha fatto promesse, prima di essere eletto, al leader del Movimento 5 Stelle, stringendo  con lui un’allenza digitale che gli è tornata utile, visto che il blog di Grillo ha oltre 6 milioni di visite al mese.

Allora diciamo la verità: Vendola è un’opportunista della politica italiana. Uno dei tanti. Ma c’è  una grande novità nell’Italia odierna: la memoria della Rete. Un archivio dove non sparisce nulla. E alle prossime elezioni – amministrative e politiche – molti cittadini ricorderanno.

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