Scontro in maggioranza e soprattutto scontro tra Pdl e governo. Il campo di battaglia non poteva che essere quello delle frequenze televisive, tema sul quale il partito di Berlusconi è molto sensibile. La commissione Finanze della Camera infatti ha dato il via libera all’emendamento al decreto legge fiscale del governo che elimina il meccanismo del “beauty contest” per l’attribuzione delle frequenze tv per le quali dovrà quindi essere indetta un’asta pubblica. Ma non è il testo concordato con il Pdl. Così in commissione, dopo un lungo stallo, il provvedimento è stato approvato con il voto di tutti i gruppi (Lega Nord compresa), ma con il voto contrario di Popolo della Libertà e Grande Sud.

Romani: “Un pasticcio”. “Si tratta di un colossale pasticcio”: Paolo Romani, ex ministro dello Sviluppo economico, si sfoga così e punta il dito contro il suo successore, Corrado Passera: “Il ministro si è assunto la gravissima responsabilità di non tener conto delle indicazioni e degli accordi presi con il Pdl”. “E’ un fatto grave”, insiste Romani, che il governo non abbia consultato il Pdl. Secondo lui il provvedimento “così congegnato non consentirà a Rai e Mediaset di partecipare alla gara”. L’ex ministro ha poi detto chiaramente che il voto di oggi sull’asta delle frequenze televisive sarà oggetto di discussione anche nel vertice di stasera nel quale i segretari dei partiti di maggioranza si vedranno con il presidente del Consiglio, Mario Monti.

Il voto in commissione. Cos’è accaduto in commissione? Il Pdl sostiene di aver trovato depositato un emendamento del governo non concordato. I lavori sono stati sospesi per verificare se era possibile modificarlo e alla ripresa dei lavori è stata ventilata anche l’ipotesi che il governo ritirasse l’emendamento, come richiesto da alcuni per esaminare la materia in un provvedimento con più tempo. Il governo ha invece confermato l’emendamento, è stato dunque messo ai voti ed è passato con il voto contrario di Pdl e Grande Sud. Secondo l’attuale formulazione Rai e Mediaset non potranno partecipare all’asta.

Ue: “Bene l’asta sulle frequenze”. Ma a fronte delle proteste del Pdl c’è la dichiarazione soddisfatta dell’Unione Europea. “La Commissione – ha dichiarato il commissario per la concorrenza Joaquin Almunia – accoglie favorevolmente l’annuncio del governo italiano in merito all’effettuazione di un’asta per l’assegnazione delle frequenze televisive digitali. Questa nuova proposta dovrebbe contribuire a un uso efficiente dello spettro e allo stesso tempo promuovere la concorrenza nel mercato italiano della diffusione televisiva, in virtù del trattamento preferenziale riservato ai nuovi entranti”. Almunia ha osservato che “nell’ambito della procedura d’infrazione avviata nel 2006, la Commissione collaborerà con le autorità italiane per definire i dettagli della nuova procedura, in modo che siano pienamente superati i problemi derivanti dalle precedenti assegnazioni di frequenze televisive digitali”.

Bersani: “Ora il governo vada avanti. Il segretario del Pd Pierluigi Bersani appare sorpreso della reazione del Pdl. “Non ho capito – dichiara – per quale motivo cisia stato un ripensamento da parte del PdL, non abbiamo visto emendamenti o altro. E’ evidente che dovevano esserci ragioni non solo estetiche… Il governo ha fatto bene, ha votato e ora vada avanti”.

Di Pietro: “Il governo fa solo il gioco”. Maggiori dubbi da parte del presidente dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro. “Sulle frequenze tv il governo fa il gioco delle tre carte – sostiene – Da una parte ha presentato e fatto approvare un emendamento che stabilisce il superamento del beauty contest, dall’altra sembra aver già pronto un decreto legislativo che va in tutt’altra direzione. L’esecutivo non può più giocare a nascondino, faccia chiarezza e spieghi come stanno realmente le cose”. “Infatti, contraddicendo se stesso e la sua proclamata volontà di mettere a gara le frequenze, con questo decreto regalerebbe a Rai e Mediaset un altro pacchetto. Il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea n. 140/2009, discusso il 6 aprile scorso dal Consiglio dei Ministri, consentirebbe, secondo anticipazioni del testo, a Rai e Mediaset di ottenere la trasformazione delle frequenze loro assegnate per i videofonini, in frequenze utilizzabili per la televisione digitale terrestre. Se ciò fosse vero Rai e Mediaset otterrebbero per altra via le frequenze che avevano cercato di avere gratis con il beauty contest di cui oggi si propone l’annullamento”.