L'ex sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone

Un incarico d’oro, ma “inutile” e, soprattutto, senza apparenti risultati. E poi un presunto danno erariale che si aggirerebbe attorno ai 750mila euro. Nel mirino della procura della Corte dei Conti di Bari finisce la senatrice di Io Sud Adriana Poli Bortone, nelle vesti di ex sindaco di Lecce. Assieme a lei, Massimo Buonerba, suo consulente giuridico, nome chiave dello scandalo sul connubio tangenti e politica in città. Oltre a loro, Giovanni Capilungo e Antonio Guido, i due dirigenti del settore Sviluppo organizzativo e Gestione delle risorse umane.

Se dovessero emergere profili di colpa grave o dolo, i magistrati contabili trascineranno in giudizio tutti e quattro gli indagati, a cui il viceprocuratore generale Carlo Picuno ha rivolto “invito a dedurre”, provvedimento simile ad un avviso di conclusione delle indagini preliminari. Sono iniziati a decorrere da sabato i trenta giorni di tempo per presentare le controdeduzioni difensive. Trenta giorni per dimostrare che non sono state uno spreco salatissimo, a danno dei cittadini, le due convenzioni che nel 1998 prima e nel 2002 dopo hanno attribuito al docente universitario Massimo Buonerba il ruolo di “collaboratore esterno ad alto contenuto di professionalità”, con parcelle da 110milioni di lire l’anno per il primo quadriennio e da 72.303 euro annui nel quinquennio successivo. Compensi a fronte dei quali Buonerba si sarebbe impegnato a “fornire la propria attività professionale di consulenza a favore del sindaco su tutti gli atti e questioni” che gli sarebbero stati sottoposti e svolgere le “funzioni di ispettorato su tutta l’attività amministrativa dell’ente con il compito di assicurare il corretto funzionamento delle strutture”.

Che davvero sia andata così non è facile da dimostrare. Delle trentasei relazioni trimestrali, che il consulente personalissimo e fidatissimo del primo cittadino avrebbe dovuto presentare, non ne è stata depositata neppure una, come già avevano rimarcato nel 2009 i consiglieri di opposizione Carlo Salvemini e Carlo Benincasa. Mentre lo stesso Buonerba, il 13 dicembre scorso, è finito in carcere con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta per la costruzione del filobus da 23 milioni di euro, operazione dalla chiara “matrice di stampo massonico” per la quale avrebbe incassato mazzette da 659mila euro. Sempre secondo la procura di Lecce, c’è proprio lui a capo del “complesso sistema di intrecci affaristici” che avrebbe pilotato gli appalti pubblici in città. Buonerba è tornato in libertà appena due settimane fa per decorrenza dei termini di custodia cautelare.

Al di là del procedimento penale, però, quel che è certo è che, dal punto di vista contabile, per gli inquirenti i suoi incarichi sono stati superflui, perché per svolgere quelle mansioni si sarebbe potuto e dovuto ricorrere a personale interno all’amministrazione. “Sembrano essere stati soltanto un escamotage, con lo scopo di far sembrare di pubblico interesse quella che invece era una vera e propria elargizione e conseguente spreco di denaro pubblico”. Questo mettono nero su bianco i militari del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Lecce, nell’informativa da loro redatta e alla base della contestazione della Corte dei Conti. A dicembre, le fiamme gialle hanno acquisito le convenzioni del 1998 e del 2002, oltre ai pareri espressi dai dirigenti di Palazzo Carafa, per i finanzieri “un vero e proprio atto d’accusa” verso l’ex primo cittadino. Adriana Poli Bortone, infatti, non avrebbe richiesto alcuna giustificazione dell’attività svolta dal suo consulente. Anzi, “tutti i pagamenti effettuati al professor Buonerba nell’arco di dieci anni non hanno avuto alcuna rendicontazione e le liquidazioni si sono basate esclusivamente sulle valutazioni oggettive del sindaco”.

Ora spetta alla senatrice rispondere e dimostrare il contrario. Per il momento, sembra che lei abbia snobbato il provvedimento della Corte dei Conti: “Non l’ho proprio letto – ha detto all’indomani della notifica – ma mi meraviglia che dopo quattordici anni sia arrivato proprio ora”. Il riferimento, neppure tanto velato, è alla campagna elettorale ormai nel vivo per il rinnovo del consiglio comunale leccese, tornata in cui lei, pur non essendo candidata in prima persona, è una delle protagoniste principali.