Il 2012 è l’anno della catastrofica profezia dei maya. Da qui partono i direttori artistici Oscar Cosulich e Giulietta Fara per presentare la XIV edizione del Future Film Festival, posizionando amuleti e corni napoletani nelle tasche di giacche e pantaloni, e con una buona dose di intuito nell’aprire la cinque giorni festivaliera bolognese (27 marzo – 1 aprile) con la performance multimediale Big Clang Bang.

Martedì 27 marzo al teatro Manzoni il FFF 2012 inaugura con il bassista americano Bill Laswell e il montatore di Paolo Sorrentino, il reggiano Cristiano Travaglioli, a far duettare amorevolmente immagini e suono dal vivo, con sullo schermo sequenze di film che hanno illustrato la catastrofe dell’umanità al cinema. Scaletta quasi del tutto top secret con 2012 di Roland Emmerich, ma anche Brazil di Terry Gilliam e Metropolis di Fritz Lang, e un Laswell appena piombato da New York che improvviserà sul palco per una data unica, e probabilmente irripetibile, nel panorama italiano.

Dal 28 marzo, poi, al cinema Lumiere prende il via la kermesse ufficiale. Nuove tecniche e poetiche dell’animazione si compenetrano con più o meno artigianali esperimenti in 3D per dieci titoli in Concorso e undici Fuori Concorso.

Tra i primi svetta un pool di autori made in Japan tra cui Makoto Shinkai con Children who chase lost voices (suggestioni fantasy per una studentessa alle prese con la scoperta di un mondo fantastico chiamato Agartha); Hiroyuki Okiura con l’anteprima internazionale di A letter to Momo (l’anime più atteso dell’anno, storia di una liceale costretta a confrontarsi con buffi e dispettosi spiriti) e l’esordio dell’animatore Keita Kurosawa con Midori-ko (ironico contrappasso che fonde genetica e crisi alimentare con una mostruosa creatura creata in laboratorio a difendere la fame nel mondo) e la sorpresa del cinema spagnolo d’animazione quel Arrugas di Ignacio Ferreras, imperniato sulla quotidianità in una casa di cura, che ha già vinto numerosi riconoscimenti in patria.

Sul versante del Fuori Concorso numerose le presenze internazionali a partire dal regista Peter Lord, premio Oscar, produttore inglese che con la Aardman Animation riporta su grande schermo i suoi pupazzi animati in plastilina con tanto di 3D. Pirati! Briganti da strapazzo viene proiettato a Bologna in anteprima il 28 marzo con Lord a corredo per presentarlo. Sempre in ambito di proiezioni stereoscopiche la presenza in Italia di Joshua Hollander, direttore di produzione 3D Disney-Pixar. Sfruttando gli esempi di Up!, Toy story 3 e Brave (ancora inedito in sala), Hollander farà il punto della situazione su un ambito tecnico che, paradossalmente, ha ricevuto l’endorsment di grandi e classici autori (Scorsese con Hugo Cabret e Wenders con Pina Bausch) per rilanciare un periodo di stagnazione commerciale a cui, probabilmente, nessuno studio hollywoodiano pensava di andare incontro.

Capitolo conclusivo sui finanziamenti e sul futuro del Future Film Festival. Oltre al Ministero della Cultura arrivano gli stessi euro dell’anno scorso da Regione Emilia Romagna, Provincia e Comune di Bologna (50 mila, 24 mila e 10 mila euro) a cui si aggiungono sponsor privati e il contributo della Fondazione del Monte per arrivare a un budget di circa 200 mila euro. Il peso dei costi viene sgravato dall’intervento di Comune e Regione che, grazie al coordinamento del Festival del Contemporaneo (dentro ci sono Angelica, Biografilm, Gender Bender, BilBolBul, Live Arts Week, n.d.r.) , sono riusciti a trovare una sala gratuita, il cinema Lumiere, al Future: “Ci piacerebbe molto che dopo tanto peregrinare di sale, quella del Lumiere fosse l’approdo definitivo”, spiega al fattoquotidiano.it Giulietta Fara, “per ora però è solo per quest’anno”.

Per il programma completo e le informazioni sui biglietti: www.futurefilmfestival.org