Vorrei, ma non posso. Siamo a questo punto nell’eterna telenovela che vede come protagonisti il colosso dei cieli europei (assai malandato) Air France-Klm e la solita Alitalia, già sull’orlo della bancarotta, in fase di difficile convalescenza. E’ noto che i francesi vorrebbero aumentare la quota detenuta in Alitalia (il 25%) dal 2009, quando nel salvataggio della compagnia Silvio Berlusconi coinvolse anche una cordata di imprenditori patrioti, proprio in funzione antifrancese.

Ma le condizioni finanziarie attuali, ormai, non permettono più ad Air France di fare il grande passo. O almeno alle condizioni vantaggiose sperate a lungo a Parigi. Jean-Cyril Spinetta, amministratore delegato di Air France-Klm, ha precisato che “non puntiamo al controllo di Alitalia”. Poi, però, ha fatto capire che le cose potrebbero cambiare. Anche rapidamente.

Spinetta è un manager di origine corse, decisamente tosto, grande conoscitore dell’Italia. Già aveva affrontato le beghe romane ai tempi, quando Air France aveva voluto prendere il controllo di Alitalia, bloccata da Silvio e dai suoi. Spinetta oggi si è barcamenato fra voli pindarici niente male. Dopo, appunto, aver negato le voci insistenti a Parigi sul rinnovato interesse per Alitalia, ha dichiarato: “Per fare un accordo bisogna essere in due, un’intesa non esiste senza convergenza delle parti”.  E ha aggiunto: “Il mio sentimento, che non è cambiato, è che il mercato unico europeo, creato nel 1993, implica in tutti i settori l’emergere di leader europei”. E questi, ha proseguito, sono emersi: vedi il matrimonio tra Air France e Klm, quello fra British Airways e Iberia e il rafforzamento di Lufthansa.

Per quanto riguarda la partnership con Alitalia, Spinetta ha detto che “non sta a me deciderlo, ma agli investitori italiani, a come vedono il loro futuro, se in un mantenimento della situazione attuale o in un passaggio successivo, con un acquisto di Alitalia da parte di Air France-Klm. Se loro optano per questo secondo punto, noi vedremo come sarà possibile procedere”.

Il problema è tutto lì: come procedere. Da quanto indicano numerosi esperti del settore a Parigi, Air France-Klm in realtà vuole prendere il controllo della compagnia italiana. Ma non ha il cash disponibile da poter utilizzare allo scopo. Come indicato da La Tribune nei giorni scorsi, in alternativa Spinetta vorrebbe liquidare l’operazione con un’offerta pubblica di scambio. Insomma, uno scambio azionario. “Ma se il livello del titolo di Air France-Klm resta così basso, l’operazione è impossibile, almeno per il momento: è troppo richiosa”, sottolineano fonti (anonime), interne al gruppo, citate da dal quotidiano economico on line, in genere bene informato.

I problemi, alla fine, riguardano proprio Air France-Klm. Spinetta si è espresso a margine della presentazione dei conti 2011 del suo gruppo. Che parlano da soli: 809 milioni di perdite nette e 353 a livello operativo. E le previsioni per il primo semestre 2012 sono di un risultato operativo inferiore a quello dell’anno scorso. Il colosso soffre dell’aumento dei prezzi del carburante, dicono i vertici. Ma soprattutto della concorrenza dei low cost sul medio raggio. E poi di problemi strutturali, tipo i costi eccessivi, rispetto ai concorrenti, relativi al personale, oltre alla scarsa flessibilità nella loro gestione.

Ma, soprattutto, grava sul tandem franco-olandese di Air France- Klm un indebitamento mostruoso, di 6,5 miliardi di euro. Agli inizi di gennaio il team di Spinetta ha già lanciato un ambizioso piano di ristrutturazione che dovrebbe ridurlo di almeno due miliardi. Si assottiglieranno gli investimenti e sono già state bloccate le nuove assunzioni. Non solo: sono iniziati negoziati (a dir poco ostici) con i sindacati per una nuova riorganizzazione del personale. Già si temono tagli al numero dei dipendenti. No, non è proprio il momento di sborsare del cash per portare la quota del 25%, detenuta in Alitalia, oltre il 50%.

Il problema è che, con un titolo Air France Klm, al livello attuale alla Borsa di Parigi, intorno ai 4 euro, lo scambio azionario tanto agognato da Spinetta non è possibile. La capitalizzazione del gruppo ammonta appena a 1,2 miliardi di euro, con 25 miliardi di euro di fatturato. Alitalia, che genera ricavi di appena 3,5 e non è quotata, dovrebbe, comunque, secondo le utlime stime, disporre di un capitale di almeno 700 milioni. E nel 2011 ha recuperato la parità nei conti, a livello operativo. Significa che i patrioti (i vari Colaninno, Sabelli, Benetton eccetera) hanno un potere diverso ora nelle trattative rispetto al passato. E con uno scambio azionario potrebbero assumere un peso “esagerato” all’interno di Air-France Klm.

Spinetta lo vuole evitare a ogni costo. E’ vero che gli italiani possono vendere le loro quote solo dall’anno prossimo. Ma da qui ad allora il piano di ristrutturazione avrà già generato gli effetti sperati? Come dire, l’avvio di un risanamento effettivo e soprattutto la ripresa del titolo in Borsa? Nell’attesa, il negoziato è in corso. Lo si è capito chiaramente dalle parole pronunciate dall’ad del colosso francese. L’obiettivo sarebbe raggiungere un accordo entro ottobre. Intanto i patrioti potrebbero guardare anche a Lufthansa. Che il cash disponibile per prendere il controllo dell’Alitalia ce l’ha. Eccome.