Un boato durato quasi dieci secondi. Come un treno merci che entrava al piano terra di abitazioni ed edifici scuotendoli facendo tremare ogni cosa. Poi, telefoni in tilt e gente che nelle zone dell’epicentro, si riversava nelle strade. Migliaia di studenti in strada.

Questa mattina alle 9.06 tutto il nord Italia è stato investito da un forte terremoto di magnitudo 4.9 della scala Richter. Secondo quanto accertato dall’Istituto di geofisica, i Comuni più vicini all’epicentro sono Poviglio, Brescello, Boretto e Castelnovo Sotto nella bassa reggiana. Il sisma si è avvertito però in tutta la pianura padana, in quella veneta arrivano fino in Liguria. E’ stato avvertito  a Milano, Torino, Genova e Verona, dove nella notte si erano registrate altre scosse di terremoto più lievi.

Maggiormente colpite le province emiliane di Reggio, Modena e Parma dove in diverse abitazioni si sono registrate  piccole crepe, caduta di suppellettili dai mobili ed il crollo di qualche calcinaccio nella bassa reggiana. Il sisma ha fatto anche scattare gli allarmi automatici nei palazzi più moderni. E’ capitato ad esempio a Bologna. Nelle zone più colpite si è provveduto immediatamente, seguendo le procedure, ad evacuare le scuole con migliaia di studenti come accaduto a Reggio Emilia, che si sono riversati nelle strade e nei punti di raccolta. Il tutto senza panico. Nella zona pedecollinare reggiana le lezioni sono poi riprese regolarmente.

Al momento le prefetture non hanno ancora ricevuto segnalazioni di danni di grande entità. Notizia confermata anche dai Carabinieri di Reggio Emilia. Sono in corso ricognizioni coordinate con Amministrazione provinciali, Comuni, vigili del fuoco, forze dell’ordine e Protezione civile delle zone più interesssate al sisma sono in corso.

Secondo i dati raccolti dall’Istituto di Geofisica, la profondità è stata di 33,2 km e ha interessato, secondo l’Ingv, entro 10 km dall’epicentro,  Boretto, Brescello, Campegine, Castelnovo Sotto (Reggio Emilia) , i comuni di Pomponesco e Viadana (Mantova), Sorbolo (Parma).

Il sisma della mattina era stato preceduto da una serie di altri terremoti che come epicentri avevano avuto le Prealpi Venete. L’ultimo, prima del “boato emiliano” alle 8.26 con magnitudo 2.9 con epicentro sempre le Prealpi Venete in prossimità dei comuni di Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Fumane, Grezzana, Marano di Valpolicella, Negrar, San Pietro in Cariano e Sant’Anna d’Alfaedo.

Si è  trattato di un vero e proprio sciame sismico che ha interessato il Veneto con precedenti scosse: alle ore 7.15 magnitudo 2.5, alle ore 1.05 magnitudo 2.1; alle ore 00.54 magnitudo 4.2 con grande panico e gente in strada;alle ore 20.49 magnitudo 2.1; alle 20.41 magnitudo 2.7.

Paura a Milano. L’evento sismico è stato nitidamente avvertito in diverse parti del Nord, di sicuro fino a Milano dove ha fatto ‘tremare’ i palazzi del centro, procurando non poco spavento. Molte persone si sono riversate in strada e hanno preso d’assalto il centralino dei vigili del fuoco e dei carabinieri. Tuttavia nessun danno a persone o cose è stato riferito al momento. “Si tratta, al momento, soltanto di persone spaventate”, riferisce la sala operativa dei vigili del fuoco. “Siamo dovuti intervenire in aiuto a persone cardiopatiche che si sono spaventate, ma nessuno che sia rimasto ferito per ora in alcun modo”. Le chiamate in pochi minuti sono state 130.

Il terremoto è stato preceduto da una scossa che ha avuto, nella notte, come epicentro, alcuni paesi del Veronese. Probabilmente i due fenomeni sono strettamente connessi.

Vertice protezione civile. In corso a Roma un vertice tra Protezione civile e funzionari della sala sismica dell’Istituto  nazionale di geofisica e vulcanologia per valutare la situazione dopo le diverse scosse di terremoto che sono state avvertite a Verona, Milano, Torino, in Emilia e Liguria.

Genova rivive la paura: intasati i centralini dei vigili del fuoco. E’ stata avvertita anche a Genova la scossa di terremoto che ha fatto tremare numerose città del  Nord Italia. Migliaia le telefonate al centralino dei vigili del fuoco del capoluogo ligure. Linee intasate, ma, secondo quanto riferiscono i vigili del fuoco, non si registrano segnalazioni di danni o feriti. Alcune scuole e uffici sono stati fatti evacuare a scopo precauzionale. La scossa, della durata di pochi secondi, è stata avvertita in tutte le province liguri. Tra le strutture evacuate, anche gli uffici genovesi della Regione Liguria, al nono e all’undicesimo piano di via Fieschi, dove ha sede il dipartimento di sviluppo economico.

Verona: paura nella notte e al risveglio. La Provincia di Verona, dove le scosse avvertite sono due, una nella notte, con epicentro nel Veronese, l’altra questa mattina,  ha deciso di far uscire gli alunni e il personale scolastico degli istituti superiori della città e della provincia. La decisione è scattata in via cautelativa dopo le ultime scosse di terremoto,registrate stamani. E’ stato convocato anche un vertice in Prefettura, alle 10.30, per valutare, con i responsabili della protezione civile, l’eventuale chiusura delle altre scuole. In alcuni istituti è comunque scattato, sempre a titolo precauzionale, il piano di evacuazione che ha portato gli alunni fuori dalla aule e dall’edificio. Alcune scuole hanno segnalato la comparsa di crepe sui muri e sul posto stanno già operando i tecnici per rilevare gli eventuali danni.

Nel Reggiano caduti calcinacci. In alcune zone del Reggiano più vicine all’epicentro del terremoto avvenuto alle 9.06 (a una profondità di 33,2 km) sono caduti calcinacci dagli edifici e la rete di telefonia mobile è rimasta intasata per alcuni minuti: lo hanno reso noto i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Emilia. E’ confermato al momento, anche dopo ulteriori riscontri, che non sono segnalati danni rilevanti né feriti.

Ha tremato la placca Adriatica. E’ un terremoto abbastanza profondo,fra 25 e 30 metri, il terremoto di magnitudo 4,9 che questa mattina ha colpito la Pianura Padana. Il terremoto è legato ai movimenti della placca Adriatica, che si estende sotto l’area della pianura Padana e si deforma verso Sud, per poi scendere sotto l’Appennino, spiega il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Il terremoto di magnitudo 4,9 registrato questa mattina è avvenuto nella zona in cui la placca Adriatica scende sotto l’Appennino, mentre i terremoti avvenuti ieri sera si sono concentrati nella zona del Veronese, dove la placca Adriatica spinge per scendere sotto le Alpi. Entrambe le zone di confine con queste catene montuose sono considerate dai sismologi zone di pericolosità moderata, sebbene vicine a zone di pericolosità maggiore, come quelle nelle quali comincia la catena montuosa.

Sia a causa della profondità, sia perchè è avvenuto sulla placca Adriatica, il terremoto di magnitudo 4,9 avvenuto le Reggiano è stato avvertito in una zona molto estesa. La placca Adriatica è infatti caratterizzata da una rigidità che favorisce la propagazione dell’energia.