Un’attesa carica di paura quella che si vive a Rimini per la scomparsa, nel naufragio della Costa Concordia davanti all’Isola del Giglio, di William Arlotti, 36enne di Viserbella (frazione di Rimini) e la piccola Daiana, di soli 5 anni. Padre e figlia erano a bordo della nave da crociera con la compagna di lui, Michela Maroncelli di Verrucchio, che si è salvata, ma non ha  più notizie del fidanzato e della bambina da venerdì sera, quando lei è riuscita a salire su di una scialuppa, perdendo di vista il 36enne e la figlioletta.

Quando lo scoglio, quello che secondo comandante Francesco Schettino non sarebbe segnalato nelle carte nautiche, ha colpito lo scafo della nave venerdì, all’ora di cena, è iniziato il dramma. A raccontarlo all’anziano padre è stata la fidanzata del riminese disperso. Lei lo chiama dal suo cellulare verso le 23, la voce ancora tranquilla, forse anche grazie sulle rassicurazioni del personale di bordo, che all’inizio riduce tutto a un guasto elettrico. “La nave si è incagliata – riferisce la donna quella sera parlando al telefono con il padre – ma hanno detto che non ci sono problemi e ci fanno scendere con le scialuppe”.

La corrente elettrica se n’era effettivamente andata dopo l’urto, ma molti sulla nave avevano sentito anche il tonfo sordo della collisione con lo scoglio, quello che ha causato una lacerazione di 70 metri nello scafo.

Poco dopo la mezzanotte il padre richiama la figlia, che gli racconta di essere in fila, insieme con il compagno e la bambina di lui, davanti all’ufficio di emergenza, a cento metri dalla riva. All’alba però la situazione si capovolge e inizia una lunga angoscia che ancora oggi, a quasi 72 ore dal naufragio, non è ancora terminata. Nelle prime ore di sabato mattina il padre contatta di nuovo la giovane che questa volta si trova sola: durante lo smistamento sulle imbarcazioni che li avrebbero condotti a riva ha perso di vista  il compagno e la piccola di 5 anni.

Lei viene portata prima a Porto S. Stefano, poi in un hotel di Orbetello, dove va a riprenderla il padre. Ora si trova nella sua casa, a Villa Verucchio (Rn), sana e salva, ma anche scossa e angosciata per il destino incerto dei suoi cari. Ancora oggi di loro due non si hanno tracce.

I soccorritori hanno fatto sapere che “le liste delle persone tratte in salvo sono ancora incomplete, perché qualcuno è stato portato via in elicottero, altri sono negli ospedali o dislocati in altri posti”. Ma le speranze si dissolvono con il passare delle ore.

In attesa di notizie in arrivo dalla Toscana, è la mamma della bambina dispersa a trincerarsi dietro un silenzio carico di angoscia. “Non vorrei parlare adesso – declina gentilmente al telefono Susy Albertini, 28 anni, ex moglie di Arlotti – sono disperata. Non voglio parlare, ora, non so proprio dove sbattere la testa”.

Parallelamente alla ricerca dei superstiti, continuano le indagini della magistratura sul disastro. Il comandante Schettino è in stato di fermo, accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. “Non è vero che il capitano se n’è andato per ultimo come sostiene lui, l’ho visto coi miei occhi” assicura Omar un diciannovenne di Misano. Il ragazzo era partito con la Costa Concordia per celebrare le nozze d’oro della nonna settantaduenne in sedia a rotelle. “Dopo cena- racconta- eravamo nel salone del teatro. A un certo punto abbiamo sentito un gran rumore, accompagnato da una forte scossa, tanto che l’attore sul palco è caduto. La nave dopo non molto ha iniziato a inclinarsi e io mi sono subito rivolto al personale di bordo per fare presente che viaggiavamo con una persona disabile, ma c’era grande panico anche fra loro. Mi è sembrato fossero totalmente impreparati a gestire l’emergenza”.